{N}1,{/}1: Ogni versetto comincia, nel testo originale, con una lettera dell'alfabeto ebraico. {S}Come mai siede solitaria{/}: queste parole danno il tono alla prima elegia, in cui Gerusalemme \u00e8 rappresentata come una regina vedova e sola mentre piange le sue sventure.

{N}1,{/}16: {S}Il consolatore{/} \u00e8 Dio, l'unico che potesse dare conforto e sollievo: ma proprio lui ha castigato il suo popolo.

{N}1,{/}19: {S}I miei amanti{/}: i popoli pagani nei quali aveva sperato.

{N}1,{/}21: {S}Il giorno... ordinato{/} \u00e8 quello del castigo per le nazioni pagane, predetto praticamente da tutti i profeti (cfr. Is 30,27-33; 33,1-14; Ger 46-51).

{N}4,{/}3: Per l'angustia e il tormento della fame, non avendo pi\u00f9 latte, le mamme lasciavano languire i loro piccini. Lo {S}struzzo{/}, che abbandona le uova al calore del sole, \u00e8 preso come simbolo delle madri snaturate.

{N}4,{/}5: Il contrasto \u00e8 stridente: anche quelli abituati alla vita pi\u00f9 comoda e ricca devono ora avidamente cercare nei rifiuti qualcosa per non morire di fame!

{N}4,{/}15: Quando s'incontrava per le vie della citt\u00e0 un profeta o un sacerdote, considerati responsabili di cos\u00ec grande calamit\u00e0 per non aver guidato il popolo sulle vie di Dio, li si schivava come persone immonde.

{N}4,{/}17: Gli Ebrei assediati avevano sempre la speranza nell'aiuto dell'esercito egiziano, che tent\u00f2, infatti, di accorrere a prestare soccorso, ma fu sconfitto prima di arrivare.

{N}5,{/}1: Commovente elegia in forma di preghiera, che degnamente conclude le quattro precedenti. Si deplorano ancora una volta i mali sofferti (vv. 1-8) invocando misericordia e piet\u00e0.

