{N}3,{/}10: Dio, mandando un suo profeta alla nazione nemica del popolo eletto per salvarla, mostra d'essere Dio di tutte le nazioni, non soltanto d'Israele, e di volere la salvezza di tutte le genti. La conversione dei pagani all'udire la parola di un profeta d'Israele doveva suonare come condanna per Israele che non dava ascolto ai profeti del Signore.

{N}4,{/}1: {C}DIO SALVA TUTTI GLI UOMINI{/}
Giona non ama i pagani, e se Dio li salva, egli non \u00e8 disposto a pagarne il conto. Per\u00f2 queste piccinerie degne di un credente mediocre, non devono occultarci uno scandalo del quale Dio stesso appare il colpevole. Come va inteso che Dio salva gli uomini, se allo stesso tempo ripete, lungo tutta la Bibbia, che l'unico eletto \u00e8 Israele, che solo Ges\u00f9 ha parole di vita eterna, e che non ci si salva senza il battesimo? Che Dio non abbia due modi di parlare? O dobbiamo credere noi che la salvezza cristiana \u00e8 una tra le tante da Dio concesse ai popoli di diverse culture e religioni?
Uno dei primi a interrogarsi al riguardo, il filosofo e martire san Giustino, pens\u00f2 che gi\u00e0 prima di Ges\u00f9, il Verbo di Dio era nel mondo come seme di verit\u00e0, e che aveva illuminato i savi di tutte le religioni. Sant'Agostino, al contrario, prese alla lettera (Mc_16,16): "Chi non creder\u00e0 sar\u00e0 condannato". Pertanto, si vide obbligato a dimostrare che quanto vediamo di buono nei non cristiani \u00e8 solo frutto di un orgoglio segreto. In costoro non ci sarebbero che virt\u00f9 umane, vale a dire, una perfezione apparente e senza valore agli occhi di Dio. Una soluzione radicale di questo genere infuocava d'entusiasmo i battezzati e la Chiesa non tard\u00f2 molto ad adottarla.
C'\u00e8 da dire che la Chiesa s'era di gi\u00e0 assisa sul trono di gloria che era proprio di Cristo, il suo sposo. Essendo lui il Salvatore unico, ella considerava se stessa come l'intermediaria che nessuno poteva ignorare senza condannarsi per sempre. Era ed \u00e8 vero che il mistero della Chiesa abbraccia l'umanit\u00e0 intera, per\u00f2 si possono qui confondere due problemi distinti: \u00e8 necessaria la Chiesa per la salvezza della storia umana? E l'altro: non c'\u00e8 proprio salvezza per quelli che non si situano all'interno di una struttura ecclesiastica?
Fu cos\u00ec che la Chiesa d'Occidente si incasell\u00f2 nella posizione di sant'Agostino che puntell\u00f2 con la dottrina del peccato originale, della quale egli aveva tracciato le grandi linee (vedasi il commento a (Gn_3,1) e a (Rm_5,12). Si sosteneva imperturbabilmente che a causa del peccato di Adamo, tutti gli uomini erano condannati all'inferno, tranne i battezzati o coloro che avevano per lo meno espresso il desiderio di esserlo. Tutto questo si scrisse e si predic\u00f2 fino ad un tempo piuttosto recente.
Fu solo nella prima met\u00e0 del secolo XX, specialmente con il Concilio Vaticano II, che questo muro fu ufficialmente abbattuto. Durante i tre secoli precedenti questa condanna senz'appello di tutte le religioni e della stragrande maggioranza degli uomini che non entravano a far parte del movimento cristiano, aveva scandalizzato innumerevoli spiriti aperti, dando cos\u00ec passo all'ateismo occidentale, ma la Chiesa (o meglio, le Chiese) continuarono immutabili. Non c'\u00e8 perci\u00f2 da meravigliarsi se, non appena si riconobbe che la volont\u00e0 di Dio era la salvezza di tutti gli uomini (ma non pi\u00f9 secondo la teoria che "Dio vuole salvare tutti a condizione che tutti credano e si facciano cattolici romani"), la massa dei cristiani abbia iniziato a sottovalutare la propria fede. Non la si negava, forse anzi la si pensava la migliore, ma si sosteneva anche che tutte le religioni avevano lo stesso valore. Presto si ritenne che in questo terreno non si dia via che si imponga su altre, ma che ognuno si salva come pu\u00f2, se pure si deve parlare di salvarsi o d'essere salvati.
I credenti di oggi non riescono ad assimilare, in pochi anni e neppure in un secolo, un'inversione di rotta di tale magnitudine, e senza dubbio saremo incapaci, per molto tempo a venire, di capire come Dio ama e salva tutti gli uomini e allo stesso tempo come la chiamata alla fede che abbiamo ricevuto sia una grazia unica. Dobbiamo prestare orecchio a quel che Dio dice al profeta Giona, ma non per questo dimenticheremo che Ges\u00f9 \u00e8 ben pi\u00f9 di un qualsiasi Giona o Salomone (Mt_12,41), pi\u00f9 di un qualsiasi saggio o profeta d'Oriente o d'Occidente. Nessuno, fuori di lui, ha ricevuto il Nome divino senza il quale l'umanit\u00e0 non si salva (Eb_4,12).


