{N}1,{/}21: Questi passaggi dal plurale al singolare e viceversa sono molto frequenti nel Deuteronomio. Con l'uso del singolare l'autore cerca di coinvolgere pi\u00f9 intensamente gli ascoltatori.

{N}2,{/}34:. L'{S}anatema{/} era l'offerta a Dio, il vero vincitore, di tutto il bottino di guerra mediante la distruzione.

{N}4,{/}1: {S}Ascolta ora, Israele...{/}: introduzione solenne a una nuova celebrazione dell'alleanza. Dopo aver ricordato le vittorie ottenute con l'aiuto di Dio contro Sicon e Og, 2,24 - 3,11, ora si invita a osservare la legge che Dio d\u00e0, quella trasmessa per opera di Mos\u00e8. In realt\u00e0 tutto il Deuteronomio \u00e8 ritmato sullo schema dell'alleanza: nella prima parte si ricordano i benefici di Dio a favore d'Israele, invitando alla fedelt\u00e0, cc. 1-11, segue l'esposizione della legge, cc. 12,1 - 26,15, una conclusione parenetica, 26,16-19, e il catalogo delle benedizioni e maledizioni, cc. 27-28. L'alleanza del Sinai \u00e8 il centro d'interesse. La fedelt\u00e0 ad essa, mediante l'amore al Dio d'Israele, \u00e8 la condizione assoluta per poter entrare nella terra promessa.

{N}5,{/}6: {S}Io sono il Signore tuo Dio{/}: <<Soltanto la fede in un Dio personale pu\u00f2 salvaguardare l'ordine morale, determinato dai dieci comandamenti del Decalogo, e mantenere vigorosa in tutta la sua dignit\u00e0 la vita dei singoli individui e della comunit\u00e0. Senza i legami e la guida dei comandamenti di Dio la libera volont\u00e0 dell'uomo \u00e8 pi\u00f9 pericolosa e audace che il naturale istinto degli animali selvatici o feroci>> (Pio XII).

{N}6,{/}1: In questo capitolo \u00e8 spiegato il primo comandamento e inculcato l'amore verso Dio.

{N}6,{/}4:  Due princ\u00ecpi basilari della religione: unicit\u00e0 di Dio e dovere di amarlo con tutto l'essere. Questi vv. formano l'inizio della principale preghiera d'Israele.

{N}7,{/}6: insieme a 14,2, questo testo \u00e8 uno dei pi\u00f9 densi e commoventi circa l'elezione d'Israele come popolo di Dio. Dio lo {S}ha scelto{/} unicamente perch\u00e9 lo ha amato pi\u00f9 degli altri. <<Egli per primo ci ha amati>> (1Gv 4,10). Tutta la storia della salvezza \u00e8 una continua manifestazione dell'amore di Dio.

{N}8,{/}3: Il senso primo e immediato di queste parole, che Ges\u00f9 opporr\u00e0 al demonio tentatore (Mt 4,4), \u00e8 il seguente: quand'anche mancasse all'uomo il pane naturale, Dio sa come sostenere la vita, che \u00e8 sua. Tuttavia Ges\u00f9 gli dar\u00e0 un senso pi\u00f9 elevato e spirituale: l'uomo ha anche la vita dello spirito che solo la parola di Dio pu\u00f2 alimentare.

{N}12,{/}5: Giunto Israele nella terra promessa, il Signore si sarebbe scelto il luogo per il culto, e da allora in poi soltanto in quello si sarebbe dovuto offrirgli i sacrifici. L'unicit\u00e0 del luogo di culto non si osservava ai tempi dei giudici n\u00e9 di Salomone. Fu la riforma di Giosia (2Re 23) a ispirarsi ampiamente a questo principio.

{N}13,{/}2: {S}I prodigi{/} non sempre sono miracoli nel senso teologico, ma fatti che destano stupore, perch\u00e9 insoliti e straordinari o perch\u00e9 non se ne conosce la causa. In ogni caso nessun prodigio pu\u00f2 essere una ragione per abbandonare Dio e la fede in lui.

{N}18,{/}6: Soppressi i santuari e gli altari regionali (Es 20,24), i leviti che vi ufficiavano sono invitati a recarsi presso l'unico santuario centrale, dove troveranno lo stesso trattamento di quelli che gi\u00e0 vi dimorano.

{N}18,{/}15: Questo vaticinio si riferisce propriamente a una serie di profeti, nel senso che Dio non lascer\u00e0 mai mancare nel suo popolo chi parli in suo nome. Questa serie culminer\u00e0 nel Profeta per antonomasia, il Messia, Ges\u00f9 Cristo, a cui questo testo viene appunto applicato nel NT (At 3,22; 7,37).

{N}20,{/}10: Leggi di guerra severe. Ma se si pensa alle atrocit\u00e0 che accompagnavano le guerre presso altri popoli, esse rappresentano un progresso considerevole e appaiono pi\u00f9 umane.

{N}21,{/}18: Legge severa, ma ben lontana dal diritto insindacabile di vita e di morte che numerose legislazioni dell'antichit\u00e0 attribuivano al padre di famiglia. Tutti dovevano intervenire a lapidare il {S}figlio caparbio{/}, perch\u00e9 tutti avevano interesse a eliminare il male.

{N}22,{/}23: Il fidanzamento presso gli Ebrei aveva forza di contratto matrimoniale e rendeva veri sposi, con tutte le conseguenze legali.

{N}23,{/}3: I bastardi erano israeliti nati da unioni proibite dalla legge e non godevano di tutti i diritti civili.

{N}24,{/}1: La permissione del divorzio era tollerata come minor male (cfr. Mt 19,7-8), tuttavia veniva circondata da diverse cautele. Non per qualsiasi causa era permesso il ripudio, ma solo in casi specifici.

{N}25,{/}5: La presente legge \u00e8 chiamata del <<levirato>>, dalla parola latina {S}levir{/}, che vuol dire <<cognato>>. Suo scopo era di mantenere l'integrit\u00e0 delle famiglie e la proporzione dei beni.

{N}28,{/}1: Le benedizioni comprendono i vv. 1-14, le maledizioni invece i vv. 15-68. Le une e le altre sono di ordine terreno e vengono rivolte alla nazione come tale.

{N}28,{/}47: Tre volte soprattutto si avverarono alla lettera queste predizioni circa la punizione che Dio, per mezzo di popoli stranieri, avrebbe inflitto a Israele disobbediente alle sue leggi. La prima, quando fu distrutta Samaria e deportata la sua popolazione in Assiria (722/1 a.C.); la seconda, nel 597 e 586 quando Gerusalemme e il tempio furono rasi al suolo e gli abitanti deportati in Babilonia; la terza, nell'assedio e nella distruzione di Gerusalemme e del tempio da parte dei Romani nell'anno 70 d.C.: rovina assai pi\u00f9 disastrosa delle precedenti.

{N}28,{/}69: Indica chiaramente che quanto segue, cc. 29-32, contiene gli elementi di una nuova alleanza, da concludersi prima di cominciare la conquista della terra promessa, sul modello di quella conclusa ai piedi del monte Sinai (cfr. Gs 5,10-12).

{N}30,{/}3: Questa profezia si comp\u00ec storicamente quando i Giudei tornarono dall'esilio di Babilonia (cfr. Esd 1,64-65; 8,1-14).

{N}30,{/}14: {S}La parola{/}: la legge, espressione dei voleri di Dio, in san Paolo (Rm 10,6-8) diventer\u00e0 la <<parola della fede>>. E' la prima volta che troviamo la <<parola>> personificata, ci\u00f2 che, attraverso la meditazione sapienziale (Pro 8,22; Sap 7,22), raggiunger\u00e0 il suo vertice nella profonda teologia del {S}Verbo{/} di Dio nel prologo del vangelo di Giovanni.

{N}30,{/}15: Dio propone all'uomo la scelta fra il bene e il male, la vita e la morte. Egli non usa la forza n\u00e9 per costringerlo al bene n\u00e9 per impedirgli di fare il male, ma lascia che ognuno decida liberamente, affinch\u00e9 sia responsabile dei propri atti e perci\u00f2 meritevole di premio o di castigo.

{N}32,{/}15: {S}Jesurun{/} \u00e8 un appellativo poetico di Israele, il <<giusto>>, ovviamente usato qui in senso ironico (cfr. 33,5.26).

{N}32,{/}34: Dio promette che salver\u00e0 il suo popolo quando per i nemici sar\u00e0 giunto il momento del castigo. Dio conserva come una gemma preziosa il popolo d'Israele in attesa di ridargli onore, dopo che sar\u00e0 rinsavito.

{N}33,{/}1:Mos\u00e8, come Giacobbe, prima di morire d\u00e0 le sue benedizioni prima a tutto Israele (vv. 2-5), poi alle singole trib\u00f9 (vv. 6-25). Nei vv. 26-29 viene ripresa la lode iniziale al Dio d'Israele.

{N}34,{/}6: La morte di Mos\u00e8 \u00e8 avvolta nel mistero. Dio volle nascondere agli Israeliti la tomba del grande profeta, legislatore e condottiero (cfr. v. 9), forse per evitare che rendessero un culto superstizioso alle sue spoglie mortali.

{N}34,{/}10: Mos\u00e8 \u00e8 il pi\u00f9 grande profeta per la sua stupenda familiarit\u00e0 con Dio, per il suo potere taumaturgico, per aver dato la legge al popolo ebraico e averlo guidato verso la terra promessa. La figura di Mos\u00e8 sar\u00e0 un punto di riferimento fondamentale per il NT che vedr\u00e0 in lui uno dei modelli anticipatori di Ges\u00f9 Cristo e della sua opera come Salvatore, legislatore e guida del nuovo popolo di Dio in cammino verso la nuova terra promessa, la Gerusalemme celeste.

