{N}GLI ASMONEI{/}

{K}ANTIOCO IV EPIFANE{/}

Antioco III mor\u00ec lasciando due figli uno dei quali, Seleuco IV Filopator, 
sal\u00ec al trono di suo padre, mentre l'altro era trattenuto a Roma come 
ostaggio. Il Nuovo re ottenne la liberazione di suo fratello in cambio 
del suo stesso figlio Demetrio; regn\u00f2 una dozzina di anni alla fine dei 
quali fu assassinato dal suo ministro Eliodoro. Lo zio allora strapp\u00f2 il 
trono a suo nipote. Antioco si fece intronizzare sotto il nome di Antioco 
IV Epifane. Questo colpo di stato divise le classi dirigenti. A questi 
fermenti interni di divisione si aggiungeva inoltre la presenza ogni 
volta pi\u00f9 pesante di Roma: per il trattato di Apamea, i seleucidi avevano 
perso la parte occidentale del loro impero, e sebbene si erano annessa la 
Palestina, dovevano ora tenere conto dell'Egitto, non perch\u00e9 fosse 
temibile, ma perch\u00e9 aveva l'appoggio di Roma.
{K}IL SACRILEGIO{/}

Fu quel che avvenne nel 168: Antioco si diresse contro l'Egitto; trionf\u00f2 
senza problemi sull'esercito inviatogli contro da Tolomeo VI Filometore. 
Antioco assaporava gi\u00e0 la sua vittoria quando un emissario del senato 
romano, Popilio Lenate, gli diede un ultimatum: doveva abbandonare 
immediatamente l'Egitto se non voleva vedersela con Roma. Antioco prefer\u00ec 
l'umiliazione a una probabile disfatta, e ritorn\u00f2 alla sue terre. Essendo 
il denaro il nervo della guerra, Antioco ricorse a un metodo che aveva 
gi\u00e0 esperimentato. Siccome tutti i templi possedevano un tesoro, il re 
mise le sue mani in quello del tempio di Gerusalemme. La collera dei 
giudei non tard\u00f2 a manifestarsi. Antioco rispose con una violenta 
persecuzione contro tutti quelli che restavano attaccati alla Legge: 
profan\u00f2 il Luogo Santo, proib\u00ec il culto israelita, sostituendolo con 
quello a Zeus Olimpo, e invi\u00f2 i suoi soldati nelle campagne per obbligare 
tutti a piegarsi alla sua volont\u00e0. Fu allora quando si form\u00f2 un gruppo di 
resistenza intorno al sacerdote {N}Mattatia {/}e presto la ribellione assunse 
l'aspetto di una guerra di indipendenza.
{K}ELLENISMO E GIUDAISMO{/}

Una degradazione tanto rapida della situazione sarebbe incomprensibile se 
tutti i motivi della insurrezione non si fossero accumulati lentamente.
Le campagne di Alessandro, le colonie macedoni e la fondazione dei regni 
ellenistici (cio\u00e8, eredi di Alessandro e di cultura ellenica o greca) non 
smisero di influire sulle comunit\u00e0 della {N}Diaspora{/} (cio\u00e8, le comunit\u00e0 
giudaiche disperse tra le altre nazioni). Dispersi nel Vicino Oriente, i 
giudei scoprirono una cultura sconosciuta fino ad allora, ma che li 
seduceva. In Palestina, i Tolomei avevano moltiplicato il numero di citt\u00e0 
organizzate secondo il modello greco, tra le quali si annoverava 
Tolemaide o Nisa-Scitopoli. Persino in Gerusalemme, il Sommo Sacerdote 
{N}Giasone{/} dava prova della sua ammirazione per l'Ellenismo; era pronto a 
compromettersi per scritto per cento cinquanta talenti se lo si 
autorizzava a costruire per suo conto un ginnasio e una scuola militare 
[2Mac_4,9], favorendo in questo modo l'installazione di istituzioni che 
ripugnavano la coscienza giudaica. Da allora cominci\u00f2 a farsi pi\u00f9 
profondo il fosso che separava quelli che respingevano una qualsiasi 
evoluzione, volendo mantenere una fedelt\u00e0 senza cedimenti alle tradizioni 
ancestrali, e quelli che, attratti dal modernismo, azzardavano ad 
acquisire tutto quello che poteva servire a Israele.
{K}I SOMMI SACERDOTI DIVISI{/}

La disputa aveva raggiunto le grandi famiglie sacerdotali. Tali rivalit\u00e0 
portarono poco alla volta il potere politico a immischiarsi 
nell'attribuzione del sommo pontificato. Antioco, la cui situazione 
finanziaria era difficile, pass\u00f2 presto dal suo ruolo di arbitro a quello 
di decisore e fu cos\u00ec, gi\u00e0 fin dai primi anni del suo regno, che cominci\u00f2 
il cambio dei sommi sacerdoti: Onia, che aveva fama di piet\u00e0 e di fedelt\u00e0 
alla Legge, era nell'incarico, quando un certo Giasone, che voleva il 
posto, lo discredit\u00f2 davanti al re, al quale promise una buona somma di 
denaro; il re dimise Onia e lo sostitu\u00ec con Giasone; tre anni pi\u00f9 tardi 
si present\u00f2 Menelao, che offr\u00ec di pi\u00f9 e ottenne l'incarico. Giasone non 
ebbe pi\u00f9 che fuggire. Tali pratiche potevano solo cagionare il discredito 
di Antioco e dei partitari dei greci.
{K}GIUDA MACCABEO (166-160){/}

{N}Mattatia {/}organizz\u00f2 una spedizione con i suoi primi partitari per 
distruggere  gli altari pagani e circoncidere a forza tutti i bambini non 
circoncisi che si trovavano nel territorio di Israele [1Mac_2,45] - 
[1Mac_2,46]. Alcuni mesi dopo mor\u00ec (166 a.C.).Gli successe suo figlio 
Giuda, il Maccabeo. I suoi fratelli e tutti quelli che avevano seguito su 
padre gli offrirono il loro  appoggio e continuarono con entusiasmo la 
guerra [1Mac_3,1] - [1Mac_3,2]. Antioco non prese sul serio questo 
sollevamento ; si content\u00f2 di inviare contro gli insorti un distaccamento 
sotto il comando di un tale Apollonio. Essendo questi stato sconfitto da 
Giuda, il governatore Lisia, che reggeva il regno in assenza del re, 
mand\u00f2 Gorgia con un esercito molto pi\u00f9 grande; fu una nuova disfatta per 
i seleucidi. Lisia si decise allora ad assumere la direzione delle 
operazioni; la disfatta delle sue truppe lo obblig\u00f2 anche a fuggire ad 
Antiochia.
{K}LA RESISTENZA RIPRENDE VIGORE{/}

Questi successi insperati rafforzarono la fiducia dei Giudei anche per 
quelli che prima per paura si erano mantenuti al margine del conflitto. 
Era per tutti evidente che Dio manifestava di nuovo la sua protezione 
verso il suo popolo. Gi\u00e0 che il nemico era stato respinto lontano da 
Gerusalemme, era il momento di ricuperare il tempio: la purificazione del 
Luogo Santo profanato gi\u00e0 da tre anni dai greci era il principale 
obiettivo del progetto di Giuda. La consacrazione del Nuovo altare e del 
santuario si celebr\u00f2 il 25 del nono mese {C}con inni e a suon di cetre, di 
arpe e di cembali {/}[1Mac_4,54]. La festa di Hanukkah avrebbe commemorato 
nei secoli posteriori questa {N}Dedicazione{/} del tempio che ebbe luogo 
l'anno 164 a.C. 
Il santuario liberato e purificato si convert\u00ec nuovamente nel luogo dove 
la comunit\u00e0 di Giudea poteva con tutta libert\u00e0 celebrare il suo Dio, per\u00f2 
era necessario andare a soccorrere i fratelli pi\u00f9 lontani e pi\u00f9 isolati, 
poich\u00e9 le vittorie di Giuda non avevan fatto di pi\u00f9 che esacerbare l'odio 
dei "greci" contro i Giudei. Giuda, insieme a suo fratello {N}Gionata{/}, si 
diressero a Galaad per portarvi rappresaglie sanguinose e per rimpatriare 
a Gerusalemme quelle comunit\u00e0 oppresse; Simone, un terzo figlio di 
Mattatia giunse fino in Galilea per una missione simile.
Nel frattempo era morto Antioco IV, lasciando un figlio di solo otto 
anni; fustigato dalla popolazione greca e dai suoi partitari giudei che  
reclamavano l'aiuto del potere, {N}Lisia{/}, che intanto si era proclamato 
reggente del regno, decise assestare un colpo definitivo. Giuda e i suoi 
furono disfatti e Gerusalemme rimase in una molto brutta situazione. 
Provvidenzialmente i dissensi tra Lisia e Filippo, al quale Antioco IV 
nel suo letto di morte aveva affidato il regno, salvarono la Citt\u00e0 Santa.
Lisia allora propose al suo re che firmasse la pace con Giuda per tenersi 
le mani libere da questo lato; il re invi\u00f2 allora gente per trattare la 
pace con i giudei, che accettarono. Il re e i capi si compromisero con 
giuramento, e i greci, sudditi del re, che erano assediati dai giudei, 
uscirono dalla cittadella.
\u00c8 molto probabile che questo anno sia stato pubblicato il libro di 
{N}Daniele{/}, opera di uno dei maestri della Legge che avevano sofferto la 
persecuzione. Gli eventi pi\u00f9 recenti e la fine della persecuzione erano 
per lui nulla pi\u00f9 che il preludio di una giustizia di Dio che andava a 
finire definitivamente sul persecutore per porre il suo popolo al di 
sopra di tutte le nazioni. 
Nulla tuttavia era stato regolato in una maniera definitiva. Il racconto 
del primo libro dei Maccabei ci dice che quando il re sal\u00ec al monte Sion 
e vide le sue  difese, ruppe il suo giuramento e mand\u00f2 distruggere il 
muro che lo circondava [1Mac_6,60] - [1Mac_6,62]. Questa prevaricazione 
del re allarm\u00f2 con ragione Giuda: le ostilit\u00e0 ricominciarono di l\u00ec a 
poco; Giuda ebbe anche il tempo di firmare un patto di Alleanza con Roma, 
per\u00f2 i suoi giorni erano contati: mor\u00ec in un impari combattimento, 
preferendo la morte alla fuga: era l'anno 160 a.C.
{K}GIONATA (160-143){/}

Gli intrighi di palazzo e gli assassinii politici portarono al trono il 
figlio di Seleuco IV, che regn\u00f2 con il nome di {N}Demetrio {/}I Soter; con 
lui i partitari dei "greci"  fustigarono e intimidirono il partito della 
resistenza{C}. "Questi ricercavano gli amici di Giuda e rintracciatili li 
conducevano da B\u00e0cchide, il quale si vendicava su di essi e li scherniva. 
Fu una grande tribolazione per Israele, quale non vi era stata mai dal 
giorno che non era pi\u00f9 apparso un profeta in mezzo a loro". Fu allora che 
{/}Gionata accett\u00f2 assumere il comando e la successione a suo fratello 
Giuda [1Mac_9,23] - [1Mac_9,31].
{K}IL DOPPIO GIOCO{/}

Gli affari della corte di Antiochia non si regolavano: sorse un rivale di 
Demetrio, {N}Alessandro Bala{/}, che si faceva passare per uno dei figli di 
Antioco Epifane. Demetrio cerc\u00f2 di guadagnarsi Gionata con ogni tipo di 
bella promessa: per il futuro avrebbe avuto il diritto a formarsi un 
esercito proprio, a fabbricare armi e a presentarsi come alleato del re. 
Fiducioso in tali autorizzazioni reali, Gionata si install\u00f2 in 
Gerusalemme e si mise a ricostruire la citt\u00e0 [1Mac_10,10].
 Immediatamente Alessandro (Bala) fece una contro proposta: confer\u00ec a 
{N}Gionata{/} l'incarico di Sommo Sacerdote e il desiderato titolo di "amico 
del re". Senza il minimo scrupolo Gionata accett\u00f2 tutte queste 
prerogative dalle mani dell'usurpatore: nel 153, in occasione della festa 
delle Capanne, fece il suo ingresso solenne nel tempio, rivestito degli 
ornamenti di Sommo Sacerdote.
Demetrio voleva  offrirgli ancora di pi\u00f9, per\u00f2, questa volta, Gionata non 
gli fece caso. Tempo dopo questo re mor\u00ec in un combattimento con 
Alessandro Bala che per\u00f2 non gli sopravvisse per molto tempo; mor\u00ec 
infatti  nel 145 e Demetrio II, figlio di Demetrio, regn\u00f2 senza 
opposizioni. In Gerusalemme Gionata continu\u00f2 il su doppio gioco tra i 
diversi pretendenti al trono. Fin\u00ec vittima di un'imboscata in Tolemaide e 
fu giustiziato poco dopo (143 a.C.).
{K}LA NASCITA DI UNA DINASTIA{/}

{N}Simone{/}, un altro figlio di Mattatia, era emerso sin dal tempo della 
carcerazione di Gionata. Continu\u00f2 la lotta contro i Seleucidi, espulse 
definitivamente la guarnigione greca che occupava ancora la cittadella di 
Gerusalemme, e con l'impossessarsi del territorio di Ioppe (Giaffa), 
ottenne anche un'importante sbocco sul Mediterraneo; da Antiochia ottenne 
l'esenzione di tutte le imposte, e dall'inizio della ribellione, fu lui 
il primo a coniare la propria moneta.
Simone ricevette por decreto dei giudei e dei sacerdoti, datato l'anno 
140, il titolo di Principe e di Sommo Sacerdote dei Giudei. In questo 
modo, la comunit\u00e0 giudaica ricuperava sotto l'autorit\u00e0 di Simone una 
totale autonomia tanto sul piano religioso come sul politico.
La famiglia di Mattatia era quindi installata alla testa della comunit\u00e0 
di Gerusalemme o pi\u00f9 esattamente dello stato di Israele; perch\u00e9 in realt\u00e0 
si trattava, ora, di uno stato, e in questa famiglia il potere si sarebbe 
trasmesso in maniera ereditaria, come subito si vide alla morte di 
Simone; i suoi discendenti passarono alla storia con il nome di Asmonei.
{K}UN PRIMO BILANCIO{/}

{C}"La terra di Giuda rimase tranquilla per tutti i giorni di Simone. In 
pace si diedero a coltivare la loro terra e la terra dava i suoi prodotti 
e gli alberi dei campi il loro frutto. I vecchi sedevano sulle piazze, 
interessandosi del bene comune, mentre i giovani indossavano vesti di 
gloria, e armature per la guerra. Ristabil\u00ec la pace nel paese e Israele 
ne prov\u00f2 una grande gioia. Ciascuno sedeva sotto la sua vite e sotto il 
suo fico, e non vi era chi incutesse loro timore" {/}[1Mac_14,4] ... 
[1Mac_14,12].
Tale elogio del governo di Simone pu\u00f2 dare l'impressione che tutto 
procedesse nel migliore dei mondi. In realt\u00e0, molti giudei vedevano di 
mal occhio che il potere militare, politico e religioso fosse tutto 
riunito nelle mani di un sovrano estraneo alla dinastia di Davide come a 
quella di Sadoc.
{K}I PRIMI DISSENSI{/}

I primi dissensi apparvero nella comunit\u00e0 giudaica quando nel 153 a.C., 
Gionata accett\u00f2 da Alessandro Bala il titolo di Sommo Sacerdote. In 
effetti Gionata apparteneva alla trib\u00f9 di Levi, alla discendenza di 
Aronne, per\u00f2 non era del lignaggio di Sadoc, l'unico abilitato da una 
tradizione ancestrale a dare un Sommo Sacerdote a Israele: perci\u00f2 Gionata 
passava agli occhi degli elementi pi\u00f9 religiosi della comunit\u00e0, i 
{N}Hasidim{/}, per un Sommo Sacerdote illegittimo. A questo si aggiungeva la 
sua condizione di comandante in capo che gli faceva contrarre numerose 
impurit\u00e0 rituali incompatibili con la dignit\u00e0 sacerdotale. Le ambizioni 
politiche e il declino morale della dinastia reale durante i regni 
successivi fecero il resto: questi Hasidim si distanziarono sempre pi\u00f9 
dal potere politico e formarono il movimento {N}fariseo{/} (i separati).
In questo stesso periodo e per le stesse ragioni, un certo numero di 
laici e di sacerdoti si allontanarono dal tempio di Gerusalemme dove 
officiava un Sommo Sacerdote illegittimo, e per di pi\u00f9 indegno, e si 
installarono sulle sponde del Mar Morto per condurvi una vita di fedelt\u00e0 
totale alla Legge dell'alleanza: dando cos\u00ec origine alla comunit\u00e0 
dell'alleanza, pi\u00f9 conosciuta con il nome di comunit\u00e0 di {N}Qumran{/}.
{K}GIOVANNI IRCANO (134-104){/}

Il genero di Simone voleva prendere il potere. L'anno 104 lo invit\u00f2 
insieme ai suoi due figli alla fortezza di Dok e l\u00ec lo uccise. Per\u00f2 
Giovanni, altro figlio di Simone, sfugg\u00ec agli assassini [1Mac_16,21] e il 
sistema dinastico funzion\u00f2 senza ostacoli: secondo la volont\u00e0 del popolo, 
espressa alcuni anni dopo, egli sal\u00ec al trono con il nome di Giovanni 
Ircano I.
Nel 138, essendo stato fatto prigioniero dai parti Demetrio II, questi fu 
rimpiazzato sul trono di Siria da Antioco VII Sidete. Il Nuovo sovrano 
non poteva rassegnarsi alla perdita della Palestina; perci\u00f2, nonostante i 
trattati, le promesse e garanzie firmate dai suoi predecessori, invase la 
Giudea e mise l'assedio a Gerusalemme dove si era rifugiato Ircano. 
Siccome Antioco non era in condizioni di impossessarsi della citt\u00e0, si 
giunse a un accordo. Poco dopo, Antioco moriva in una spedizione contro i 
parti (128 a.C.) e suo fratello fu incapace di imporre le sue armi in 
Palestina. Giovanni Ircano pot\u00e9 allora continuare la politica di 
riconquista.
Il figlio di Simone si rivolse prima alla Transgiordania dove 
s'impossess\u00f2 di varie citt\u00e0; attraversando di nuovo il Giordano, 
distrusse Sichem; il tempio di {N}Garizim{/} fu abbattuto e il paese 
inserito, di buon o mal grado, nella via della osservanza della Legge. 
L'opposizione tuttavia continu\u00f2 forte, quel che valse a Samaria, capitale 
della regione, di essere devastata completamente nel 107. Durante questo 
tempo, il sud di Palestina, l'Idumea, fu anche conquistato e i suoi 
abitanti furono costretti a circoncidersi. Giovanni Ircano s'impossess\u00f2 
anche di Iamnia, Asdod (Ashdod), e dei loro dintorni, aprendosi cos\u00ec una 
finestra sul Mediterraneo. L'aiuto di Roma gli  permise mantenere 
conquiste e indipendenza.
{K}TRA FARISEI E SADDUCEI{/}

Le ragioni che avevan indotto i {N}Farisei{/} a distanziarsi dal padre, 
peggiorarono ancora di pi\u00f9 con il figlio. Giovanni Ircano che nutriva 
simpatie marcate per l'Ellenismo, trov\u00f2 molto naturalmente i migliori 
alleati tra i sadducei.
I{N} Sadducei{/}, che devono probabilmente il loro nome a Sadoc, il Sommo 
Sacerdote che aveva consacrato Salomone e che aveva disimpegnato il suo 
incarico nel tempio recentemente costruito, avevano manifestato la loro 
inclinazione per l'Ellenismo prima della ribellione maccabea. 
Paradossalmente si mostravano conservatori in materia religiosa. Per loro 
l'unica cosa che valeva era la Legge; respingevano quindi la tradizione 
orale al contrario dei farisei che le attribuivano una importanza pari a 
quella della Torah. Perci\u00f2 i sadducei non credevano nella resurrezione 
dei morti, che pareva loro una novit\u00e0, mentre i farisei vi aderivano in 
nome della tradizione orale. Per\u00f2 questo rigorismo dei sadducei andava 
alla pari con una reale apertura in altri campi: come i principi Asmonei 
(i discendenti dei Maccabei), si mostravano realisti tanto negli affari 
politici come sul piano culturale.
Por il fatto di che l'incarico di Sommo Sacerdote era allora assunto dal 
sovrano, l'aristocrazia sacerdotale che assicurava il culto nel tempio di 
Gerusalemme si vedeva obbligata a entrare in compromessi  con il potere 
politico che si appoggiava ogni volta di pi\u00f9 per l'amministrazione del 
paese su notabili pi\u00f9 aperti all'Ellenismo.
{K}ARISTOBULO IL TERRIBILE (104-103) {/}

Alla morte del padre, Aristobulo, il maggiore dei figli, assunse 
ufficialmente -per la prima volta tra gli Asmonei- il titolo di re; fece 
mettere in prigione sua madre, ordinando di lasciarla morire di fame. Tre 
suoi fratelli furono anche incarcerati. il minore, Antigono, fu perdonato 
e persino associato per un certo tempo al potere, per\u00f2 presto, accusato 
davanti a suo fratello maggiore, fu assassinato. Anche se il suo regno 
dur\u00f2 solo due anni, Aristobulo ebbe tempo per riconquistare la Galilea. 
Alla sua morte, l'anno 103, la sua vedova, Salome Alessandra, libera i 
tre fratelli prigionieri e installa il maggiore, con il quale si sposa, 
sul trono. Fin dall'inizio il nuovo re fa ostentazione delle sue simpatie 
per la cultura greca ellenizzando anche il proprio nome; sar\u00e0 conosciuto 
non per il nome di Gionata ma per quello di Alessandro Ianneo.
{K}ALESSANDRO IANNEO (103-76) {/}

Alessandro continu\u00f2 con la politica espansionistica dei suoi antecessori. 
S'impossess\u00f2 del Carmelo e della Pianura di Saron, e nel sud, di Gaza e 
dei territori che si estendono fino all'Egitto (96 a.C.). Lo stesso anno, 
s'appropria di Gadara e di Amatunte (Amatus), in Transgiordania, per\u00f2 
presto subisce una grande disfatta davanti al re dei Nabatei. Gli 
oppositori di Alessandro pensano che sia giunto il momento di 
un'insurrezione e arrivano a invitare persino il re di Antiochia, 
Demetrio III (95-88 a.C.). Per\u00f2 un'insurrezione nazionale salva ancora 
una volta la dinastia. Ha allora luogo il selvaggio sterminio degli 
scontenti. Nell'83, Alessandro termina la conquista della Transgiordania 
con la presa di Gerasa, Pella e Dion. In tutte le citt\u00e0 riconquistate, 
Alessandro impone con la forza il giudaismo; in tali condizioni l'unit\u00e0 
del regno non poteva essere che fragile. Per reprimere i movimenti 
sovversivi, s'appoggi\u00f2 ai mercenari venuti dall'Asia Minore.
{K}IN CONFLITTO CON I FARISEI {/}

Se poteva sperare che il ricordo della barbarie di suo fratello 
Aristobulo, che pure aveva patito insieme a sua madre e ai suoi fratelli, 
avrebbe fatto nascere nel re sentimenti pi\u00f9 nobili, ma non fu cos\u00ec. 
Alessandro Ianneo impose la sua autorit\u00e0 con il terrore e ridusse al 
silenzio qualsiasi opposizione mediante rappresaglie di una crudelt\u00e0 tale 
che i successi militari con i quali ritorn\u00f2 a Israele le frontiere del 
tempo di Salomone, non lo fecero dimenticare dai suoi  contemporanei. Fu 
cos\u00ec che comand\u00f2 di massacrare 6.000 farisei per vendicare l'affronto di 
cui era stato oggetto durante una celebrazione della festa dei 
Tabernacoli, mentre officiava come Sommo Sacerdote nel tempio. Poco dopo 
fece crocifiggere 800 suoi oppositori, facendo anche decollare 
pubblicamente le sue stesse mogli e figli, mentre banchettava insieme 
alle sue amanti e cortigiani ai piedi delle croci.
{K}ALESSANDRA (76-67) {/}

Quando mor\u00ec Alessandro Ianneo, la sua vedova, Salome Alessandra, esercit\u00f2 
il potere secondo le istruzioni del marito. Siccome per\u00f2 ella non poteva 
essere "il" Sommo Sacerdote, affid\u00f2 questo incarico al maggiore dei suoi 
figli, Giovanni Ircano II. Durante i nove anni che regn\u00f2, Alessandra 
condusse con abilit\u00e0 gli affari del regno, cercando con tutti i mezzi di 
mantenere la pace.
Con l'appoggio della regina, i farisei erano entrati nel grande Consiglio 
del {N}Sinedrio{/}, che fino ad allora era aperto solo agli Anziani e 
all'aristocrazia sacerdotale (i sadducei). Il loro accesso al potere si 
realizz\u00f2 a danno dei sadducei. Un gruppo di scontenti trov\u00f2 un capo nella 
persona di Aristobulo II, il fratello del Sommo Sacerdote. Si mise contro 
il governo di su madre, impugnando la crescente influenza dei farisei 
negli affari del paese. Salome Alessandra seppe ancora evitare il peggio, 
ma quando mor\u00ec, nel 67, le differenze sociali portarono alla guerra 
civile.
{K}I FRATELLI NEMICI {/}

Siccome Giovanni Ircano era il maggiore gli toccava di diritto il trono. 
Per\u00f2 Aristobulo, suo fratello, non la pensava cos\u00ec. Lo stesso giorno in 
cui sua madre cadeva vittima di una infermit\u00e0 che la condusse alla tomba, 
si era impadronito di ventidue piazze forti del regno, assicurandosi cos\u00ec 
il dominio delle operazioni. Si impose quindi a poco a poco in questa 
guerra civile. Costretto a capitolare, Giovanni Ircano firm\u00f2 un trattato 
con suo fratello: gli cedeva la corona e si contentava dell'incarico di 
Sommo Sacerdote.
Per\u00f2 fu allora che tutto fin\u00ec in nulla con l'entrata in scena di un terzo 
personaggio. Un certo Antipatro, il padre del futuro re Erode il Grande, 
si mise dalla parte di Giovanni Ircano; siccome conosceva il carattere 
indeciso di questo principe, ci vide un'opportunit\u00e0 di soddisfare le 
proprie ambizioni. Conosceva bene la Nabatea, vicina all'Idumea, dove su 
padre era stato governatore; convenne dunque con il re Areta di Nabatea 
che gli consegnasse le citt\u00e0 che gli erano stato strappate da Alessandro 
Ianneo in cambio dell'aiuto armato che egli avrebbe apportato a Giovanni 
Ircano. Aristobulo questa volta fu costretto a battere in ritirata e 
dovette ripiegare su Gerusalemme dove si chiuse, assediato dalle truppe 
di Areta e di Ircano.
