{N}LA MONTAGNA DEL TEMPIO{/}

{K}- IL TEMPIO{/}
Dopo aver conquistato Gerusalemme, Davide ne fece una "Citt\u00e0 Regia", per\u00f2 contemporaneamente anche "Citt\u00e0 di Dio", condizioni indissolubilmente legate l'una all'altra. Da ci\u00f2 nacque il progetto di edificarvi la Casa di Dio. Ma Dio aveva disposto diversamente: sar\u00e0 Salomone, figlio di Davide, che costruir\u00e0 il primo tempio di Gerusalemme. Col passare dei secoli il tempio condivider\u00e0 le dure prove e vicissitudini della Citt\u00e0 Santa, fino al compirsi delle promesse dell'Antico Testamento in Ges\u00f9 di Nazaret, Figlio di Dio fatto uomo, in cui splender\u00e0 la Gloria di Dio.
I Luoghi Santi saranno testimoni di una lunga storia fatta di tempi israeliti, moschee musulmane e costruzioni crociate. Guerre e profanazioni macchieranno i suoi atri, fino a che vengano i giorni annunziati dall'Apocalisse. Colui che si siede sul trono dichiarer\u00e0: "Ecco che render\u00f2 nuove tutte le cose".

{K}L'ALTARE DI DAVIDE{/}
Consacrato re di Giuda in Ebron e quindi re d'Israele dalle trib\u00f9 settentrionali, Davide desidera unificare le dodici trib\u00f9 in un solo regno. Da politico sagace che \u00e8, decide di stabilire la capitale a Gerusalemme. La citt\u00e0, tuttavia in mani cananee, si viene a trovare esattamente a met\u00e0 strada tra le trib\u00f9 settentrionali e quelle meridionali, offrendosi come luogo ideale per il progetto del re. Ci\u00f2 garantir\u00e0 la stabilit\u00e0 della dinastia davidica e la fedelt\u00e0 d'Israele all'Alleanza con Yahweh.
Davide non costruir\u00e0 il tempio. Dio gli fa sapere, per bocca del profeta Natan, che \u00e8 decisione Sua, infinitamente sapiente. Ciononostante il re costruir\u00e0 un altare a nord delle mura della citt\u00e0, sulla cima che la domina, un tempo aia di Arauna (Ornan) il gebuseo. Si tratta di concessione ai costumi locali: i cananei costruivano i loro santuari e monumenti sulle cime di colline. Questo altare consacrer\u00e0 Gerusalemme in Citt\u00e0 Santa [2Sam_24,25].

{K}IL MONTE MORIA{/}
Il libro delle Cronache narra che Salomone cominci\u00f2 a costruire la Casa di Yahweh a Gerusalemme, su quel monte Moria dove Dio si era manifestato a suo padre Davide. Era lo stesso luogo preparato da Davide, l'aia di Ornan il gebuseo [2Cr_3,1]. Il nome di questo monte, conosciuto solo dal sacrificio di Abramo [Gn_22,2] \u00e8 tardivo, non apparendo nel testo parallelo pi\u00f9 antico del libro dei Re. \u00c8 probabile che al ritorno dalla cattivit\u00e0 i sacerdoti, raggruppati attorno al tempio ricostruito, abbiano voluto aggruppare le grandi figure del passato intorno al Luogo Santo d'Israele, identificando cos\u00ec il monte Moria con il monte del tempio.
Sar\u00e0 questa tradizione giudaica ad essere ripresa tanto dai cristiani quanto dai musulmani.

{K}- IL TEMPIO DI SALOMONE{/}
Di fronte all'altare edificato da suo padre Davide, Salomone costru\u00ec il primo tempio in onore di Yahweh a Gerusalemme, attorno al 965 a.C. Il primo libro dei Re ne descrive la costruzione nei capitoli 6 e 7. Questo tempio, di proporzioni alquanto modeste per\u00f2 decorato sontuosamente, seguiva il modello cananeo. Tanto nella costruzione quanto nella decorazione ebbero a intervenire tecnici e capimastri fenici ed egiziani.
Il tempio di Salomone era rettangolare, di 50 x 25 metri. I canoni erano quelli dell'architettura religiosa del II millennio a.C. Il santuario si componeva di tre sezioni in linea, coi rispettivi accessi lungo l'asse centrale dell'edificio. Erano il vestibolo, una sala principale e una saletta. Due colonne rifinite con i rispettivi capitelli si alzavano ai due lati dell'entrata principale. Difficile dire se si trattasse di elementi esclusivamente decorativi o se avessero una funzione rituale simbolica.
Vi era un contrasto notevole tra la nudit\u00e0 del vestibolo e la ricchezza della sala principale, che pi\u00f9 tardi avrebbe ricevuto il nome di Santo. Lo sfondo di quest'ultima era decorato con ricchissimi pannelli di cedro intagliati e dorati. Qui si trovava l'ara su cui venivano posti i pani della {N}proposizione{/}, due contenitori di incenso e i grandi candelabri.
Il futuro Santo dei Santi aveva forma cubica di dieci metri di lato. Col\u00e0 si trovava l'Arca dell'Alleanza contenente le Tavole della Legge, scolpita in pietra "{C}dalla mano stessa di Dio{/}"; una tradizione tardiva affermava che essa contenesse anche la "verga di Aronne" e un'anfora con della manna. Due cherubini spiegavano le loro ali come a guardia dell'Arca; dovevano essere sculture simili alle sfingi alate comuni in Canaan, Fenicia e Egitto. Sul Sinai Dio aveva detto a Mos\u00e8: gli israeliti "{C}mi costruiranno un santuario perch\u00e9 io abiti tra loro{/}" [Es_25,8]. Cos\u00ec come il tabernacolo nel deserto, il tempio di Gerusalemme doveva servire da ricordo dell'Esodo.
C'era anche il {N}Mare{/} di {N}Bronzo{/}, un'enorme pila sostenuta da dodici buoi. Potrebbe aver corrisposto allo stagno di purificazione per Aronne e i suoi figli prima di entrare nella Tenda della testimonianza.
Nabucodonosor distrugger\u00e0 il tempio di Salomone durante la cattura di Gerusalemme nel 587. Durante l'esilio babilonese la spianata rimarr\u00e0 abbandonata, ma ancora ingombra delle rovine del tempio e del palazzo.

{K}- IL TEMPIO DI ZOROBABELE{/}
Dopo aver sconfitto Babilonia, Ciro autorizza gli esiliati giudei a tornare nel loro paese per edificare una casa a Yahweh, Dio d'Israele che abita a Gerusalemme [Esd_1,3]. Zorobabele, principe di Giuda, guider\u00e0 il primo gruppo di rimpatrianti e diriger\u00e0 i primi lavori, che saranno terminati per il 515 a.C. L'architettura verr\u00e0 ricalcata dai tempi mesopotamici. Per ottenere ci\u00f2, si fece una spianata dalla cima della collina per mezzo di un terrapieno con grosse mura periferiche, che in un secondo tempo sarebbero state ampliate da Erode. Questo secondo tempio non si avvicinava neanche allo splendore di quello di Salomone, per\u00f2 fu lo stesso il centro della comunit\u00e0 israelita al tempo dell'organizzazione del giudaismo sotto la guida di Esdra e Neemia.
Il luogo santo conoscer\u00e0 ore tragiche durante la persecuzione di Antioco Epifane: un anziano ateniese inviato dal re [2Mac_6,1] - [2Mac_6,2] dedicher\u00e0 il tempio a Giove Olimpico ed eriger\u00e0 un altare pagano "{C}abominazione della desolazione{/}" nel luogo stesso dell'altare di Yahweh [1Mac_1,54].
Liberata Gerusalemme, Giuda Maccabeo purificher\u00e0 il tempio; bisogner\u00e0 aspettare per\u00f2 il regno di Erode il Grande perch\u00e9 questo venga ricostruito nello stile grandioso dei famosi santuari greco-romani. Erode si serv\u00ec probabilmente del tempio di Baalbek come modello.

{K}LA SPIANATA DI ERODE{/}
Volendo Erode estendere la spianata verso sud, si accorse che il terreno pendeva nella stessa direzione. Come gi\u00e0 in Cesarea Marittima, fece erigere la spianata, protendentesi verso la antica citt\u00e0 di Davide, su sotterranei a volta, che vennero a formare le cosiddette "stalle di Salomone". Verso nord, al contrario, il terreno si alzava formando la collina di Betesda. Qui, al contrario di un terrapieno, si dovette scavare parte della collina dando origine a una scarpata rocciosa funzionante da muraglia. Cos\u00ec dalla torre Antonia si dominava e vigilava il tempio contemporaneamente.
Un viadotto a ovest e una scala sostenuta da un masso cubico a sud-ovest assicuravano l'accesso diretto al tempio.

{K}UN'ARCHITETTURA SIMBOLICA{/}
Il tempio erodiano si sviluppava in tre zone concentriche, simbolizzando cos\u00ec la teologia templare nell'Antico Testamento e la visione giudaica dell'ordine dell'universo. Come evidenza primaria, il cielo e la terra appartengono a Dio: "{C}Ecco, il cielo i cieli dei cieli, la terra e quanto \u00e8 in essa appartengono al Signore tuo Dio{/}" [Dt_10,14]. Per\u00f2 su questa terra, propriet\u00e0 di Dio, esiste un paese privilegiato, dato da Dio in eredit\u00e0 al suo popolo [1Re_8,36]. Per di pi\u00f9, in questa terra promessa, Dio ha scelto Gerusalemme tra tutte le citt\u00e0 d'Israele per farvi abitare il suo nome: "{C}Il Signore ama le porte di Sion pi\u00f9 di tutte le dimore di Giacobbe{/}" [Sal_87,2]. Ecco quindi che la casa di Dio \u00e8 in questa citt\u00e0 santa, sul santo Monte del tempio.

{K}I CORTILI{/}
Dai tempi di Ges\u00f9 ad oggi, la spianata del tempio \u00e8 un rettangolo di 500 x 300 metri. La periferia era accessibile a tutti. Questa apertura anche ai pagani era forse segno di quella universalit\u00e0 manifestata dai profeti d'Israele dopo il ritorno dall'esilio.
Ciononostante, una lapide in greco minacciava di morte qualsiasi "non-israelita" che osasse varcare il muro di separazione tra il cortile dei gentili e la zona riservata a Israele. La visione concentrica del tempio voleva che la casa di Dio si trovasse in questa zona riservata, in mezzo al suo popolo. Dato che un alto muro circondava il podio centrale, i pagani non potevano vedere alcunch\u00e9 del santuario. L'entrata principale, detta Porta Bella e comunicante con il cortile femminile, era esposta ad oriente.
Questo cortile era un recinto circondato da mura senza aperture, dal quale le donne non potevano veder nulla di ci\u00f2 che avveniva attorno all'altare. Ai quattro angoli di questo recinto sorgevano quattro piccole costruzioni: due depositi, per legno e olio, e due casematte: una per l'autenticazione delle offerte votive e l'altra per la purificazione dei lebbrosi. A quest'ultima aveva inviato Ges\u00f9 il lebbroso da lui curato, perch\u00e9 il sacerdote lo reintegrasse alla comunit\u00e0: {C}"Gli disse allora Ges\u00f9: 'Guardati dal dirlo a qualcuno. Ma va', mostrati al sacerdote e porta l'offerta prescritta da Mos\u00e8 a loro testimonianza'"{/}; era lo stesso recinto dove si sarebbe recato Paolo dietro suggerimento espresso di Giacomo e degli Anziani della chiesa: {C}"Abbiamo qui quattro uomini che hanno un voto da sciogliere. Tu prendili con te, fa' le purificazioni insieme ad essi e paga le spese per loro, affinch\u00e9 possano radersi il capo. Tutti sapranno cos\u00ec che le voci che hanno udito a tuo riguardo non sono vere, ma che anche tu cammini nell'osservanza della legge"{/} [At_21,17] - [At_21,24].
Dopo aver attraversato il cortile femminile, gli uomini entravano per una seconda porta, detta di Nicanore. Si accedeva a essa per mezzo di una scalinata semicircolare di circa quindici gradini, e oltre vi era il cortile d'Israele. Col\u00e0 era visibile l'altare degli olocausti con rampa d'accesso. A destra si trovavano i bacini per la sgozzatura degli animali e i ganci per scuoiarli. Dietro l'altare si ergeva maestosamente il Luogo Santo con il suo vestibolo, poi il Santo e il Santo dei Santi.
In quest'ultima camera, vuota, il sommo sacerdote entrava una volta all'anno per la festa del gran perdono. Sul lato sud del cortile d'Israele si trovava la gran sala del Sinedrio, e sul lato nord le cucine dove venivano preparati i cibi di comunione.

{K}LA SPIANATA ABBANDONATA{/}
Dopo essere stato incendiato da Tito nel 70 d.C., il tempio fu raso al suolo verso la fine della rivolta giudaica del 134. Lo smantellamento fu totale, includendo le muraglie di contenimento. Adriano, arrivato a Gerusalemme con il progetto per una citt\u00e0 nuova che cancellasse del tutto ogni ricordo d'Israele e che avrebbe chiamato Aelia Capitolina, sembra che utilizzasse le rovine della Spianata per costruire un altare a Giove Capitolino.
Durante il periodo bizantino, incredibilmente, la spianata fu lasciata nell'abbandono pi\u00f9 totale. La cosa \u00e8 strana, considerato che i bizantini si dedicavano a costruire basiliche a non finire proprio per venerare i luoghi biblici pi\u00f9 famosi, sia legati a tradizioni giudaiche che cristiane.
Nel secolo VII arrivano gli arabi, che ricondizionarono la spianata a cominciare dai muri di contenimento per potervi edificare sopra le moschee.

{K}LA MOSCHEA EL-AQSA: "LA SECONDA O L'ALTRA"{/}
Cos\u00ec comincia la sura 17 del Corano: "Gloria a Colui che fece volare di notte il suo servo dalla Moschea Sacra {C}all'Altro{/} recinto". I maestri coranici identificheranno questa "Moschea Altra", in arabo El-Aqsa, con il tempio di Gerusalemme. Ecco perch\u00e9 verso la fine del secolo VII venne edificata una moschea a sud della spianata. La prima costruzione, di legno, doveva poi lasciar luogo a una di pietra, distrutta ripetutamente da terremoti.
Gerusalemme cadde in mani cristiane durante la prima Crociata nel 1099. Nel 1100 Balduino (o Baldovino), primo re di Gerusalemme, si acquartier\u00f2 nella moschea, cedendola per\u00f2 poco dopo all'ordine militare fondato nei primi di quel secolo da Hugues de Payns: i famosi Cavalieri del tempio o Templari.
Riconquistata Gerusalemme dai musulmani nel secolo XII, Saladino riapr\u00ec la moschea al culto islamico, come ricorda la lapide sopra il mirhab principale.

{K}LA CUPOLA DELLA ROCCA{/}
Sulla spianata, nel luogo dove sorgeva l'altare biblico, si erge oggi un santuario musulmano, capolavoro dell'arte ommayyada. Si tratta della moschea della Rocca, la cui cupola dorata spicca immediatamente in tutte le foto di Gerusalemme. Il nome \u00e8 dovuto a un masso che sorgeva una volta nel bel mezzo della spianata: era la cima della collina su cui con molta probabilit\u00e0 si ergeva il primo altare di Davide, nell'aia di Ornan il gebuseo [2Sam_24,18]. \u00c8 sicuro che l'altare degli olocausti del tempio di Salomone e quello del Secondo tempio dovevano sorgere nello stesso luogo.
Quattro porte, spalleggiate da altrettanti vestiboli con colonne marmoree permettono di accedere all'interno dell'edificio. Questo consiste di due deambulatori ottagonali concentrici attorno alla roccia venerata dai musulmani, sulla quale dicono di aver visto le impronte lasciate da Maometto nel momento della sua ascensione al cielo.
La scrittura araba decora, coprendolo completamente, il tamburo della cupola. Dappertutto i versi del corano celebrano la gloria del Dio unico e del suo profeta Maometto. Tra i versi occasionali che lodano Ges\u00f9, ve ne sono altri che negano categoricamente la sua filiazione divina: "Ges\u00f9 Cristo, figlio di Maria, non \u00e8 che un messaggero di Dio...Non dite "Tre"! Basta! Dio \u00e8 uno solo. Non ve ne \u00e8 un altro. Avrebbe un figlio? Lui tutto puro! (Corano, sura 4, 171). Quest'ultima imprecazione sottolinea una delle divergenze principali tra il Cristianesimo e l'Islam. Nonostante i numerosi passaggi che si ispirano pi\u00f9 o meno alla rivelazione biblica, l'Islam rifiuta di prestare fede al mistero dell'Incarnazione.

{K}- IL MURO DEL PIANTO{/}
Dopo il ritorno di Tito a Roma il tempio era una rovina. I sopravvissuti alla schiavit\u00f9 o alla morte scoppiarono in pianto, portando offerte votive verso i pochi resti calcinati del tempio. Il giorno seguente alla seconda rivolta giudaica Adriano proib\u00ec loro entrare nella citt\u00e0, ribattezzata Aelia Capitolina. Dovevano i giudei ungere la mano alle guardie romane per avvicinarsi a piangere sulla "pietra bucata" formante la volta della grotta immediatamente sotto la Cupola della Rocca.
I musulmani avrebbero negato ai giudei perfino quest'ultima consolazione: permisero loro solo l'accesso ad alcune parti delle fondamenta del muro di contenimento costruito da Erode durante l'espansione della spianata. Questo \u00e8 il luogo dove si recheranno durante secoli a salmodiare e ad alimentare le loro speranze.

{K}IL LUOGO SANTO D'ISRAELE{/}
Vi \u00e8 sempre una gran folla di giudei davanti al "Muro", uomini da un lato e donne dall'altro, tutti pregando. Si bilanciano da un lato all'altro per scandire meglio i versi della Scrittura, e inseriscono negli interstizi tra pietra e pietra pezzetti di carta portanti le loro petizioni e la loro fede. Petizioni per il tempio perduto, per\u00f2 anche di speranza in Dio che ha salvato il suo popolo nel passato e che \u00e8 capace di ripetere in qualunque momento le meraviglie gi\u00e0 fatte:
{C}"Attendi il Signore, o Israele, poich\u00e9 con il Signore c'\u00e8 la misericordia, abbondante \u00e8 con lui la redenzione. Egli redimer\u00e0 Israele da tutte le sue colpe" {/}[Sal_130,7] - [Sal_130,8]{C}.{/}
All'ora della preghiera gli uomini portano al braccio sinistro e sulla fronte i {N}filatteri{/}, scatolette di pelle nera contenenti versi del Deuteronomio e fissate per mezzo di tiranti di cuoio collocati ritualmente. Si pongono anche il "tallit", una specie di mantello rituale dai bordi azzurri o neri. Sono tutti segni indicanti una vita intera consacrata a Dio [Dt_6,4] - [Dt_6,6].
Due volte la settimana si svolge la cerimonia del Bar Mitzva, letteralmente "figlio dell'osservanza". Il figlio maschio di 13 anni raggiunge la maturit\u00e0 religiosa. Riceve il tallit e le filatterie, e viene invitato a seguire i precetti della Legge. Lo si conduce a cercare la Torah in una sagrestia ricavata dal passaggio verso il primo arco del "viadotto di Wilson". Da l\u00ec la si porta, in processione giubilante, dentro un astuccio cilindrico. Il ragazzo la legge seguendo il testo in ebraico con una bacchetta a volte terminante in una piccola mano cesellata in argento: non \u00e8 infatti permesso toccare il testo sacro della Parola di Dio.
Il venerd\u00ec sera, al tramonto, la spianata si anima con canti e danze dei giovani che arrivano dalle scuole rabbiniche o dai kibbutz. Celebrano il Sabato, settimo giorno della creazione durante il quale Dio ripos\u00f2. Si tratta anche di un segno dell'Alleanza di Dio col popolo da Lui scelto:
{C}"Lodino il nome del Signore, poich\u00e9 soltanto il suo nome \u00e8 sublime, la sua maest\u00e0 \u00e8 sulla terra e nei cieli. Egli ha innalzato la potenza del suo popolo. Lode di tutti i suoi fedeli, i figli d'Israele, popolo che gli \u00e8 vicino" {/}[Sal_148,13] - [Sal_148,14].

{K}- LA PISCINA PROBATICA{/}
Le rovine di questa piscina ricordano la cura di un paralitico da parte di Ges\u00f9. Scavi archeologici hanno rivelato che vi fosse in quel luogo un santuario di Esculapio. Sopra i bagni si trova la chiesa di Sant'Anna, costruita su di una grotta dove, secondo una tradizione alquanto antica, sarebbero vissuti Gioacchino e Anna, genitori della Vergine Maria.
{C}"A Gerusalmme, presso la porta delle pecore, c'\u00e8 una piscina, chiamata in ebraico Betesda, con cinque portici" {/}[Gv_5,2]. Attraverso la Porta delle Pecore, a nord-est del recinto del tempio, passavano gli animali destinati al sacrificio. Dal suo nome greco {C}ta {/}{N}Peobat\u00e1{/}, pecore, prese nome la piscina.
{N}Betesda{/} \u00e8 senza dubbio un nome aramaico, che significa taglio, piccolo burrone che taglia la collina in due.
Due serbatoi enormi, profondi circa 13 metri e in parte scavati nella roccia viva, raccoglievano le acque scorrenti dalla collina e incanalate verso i serbatoi. Quest'acqua era necessaria per i servizi purificatori del tempio richiesti dalla Legge. Il serbatoio nord, pi\u00f9 antico, veniva separato da quello sud, pi\u00f9 importante, da una diga di una certa larghezza, costruita verso il II secolo a.C. Questi serbatoi vennero abbandonati ai tempi di Erode a favore della "piscina d'Israele" scavata ai piedi del muro del tempio. Si colmarono pi\u00f9 o meno i serbatoi e si adattarono alla nuova funzione. Una cisterna scavata nella roccia viva alimentava i piccoli bagni installati nelle grotte naturali. In questo insieme di bagni pubblici si sono rinvenuti numerosi ex-voto pagani, inclusa la scultura di un serpente, attributo di Esculapio. Ci\u00f2 indica la loro funzione: esistevano diversi santuari dedicati ad Asklepios figlio di Apollo e della ninfa Coronide e dio greco della medicina latinizzato dai romani in Esculapio.
In questo complesso pagano, quindi, coesistevano l'ospedale e il santuario. Le moltitudini si aggruppavano col\u00e0 fiduciose nel suo potere curativo. \u00c8 possibile che una fonte solforosa vicina ai due serbatoi abbia costituito le terme. Monete ritrovate sul luogo mostrano che vi si sia svolta una grande attivit\u00e0 ai tempi di Ges\u00f9.

{K}IL PARALITICO DELLA PISCINA DI BETESDA{/}
{C}"Dopo questi avvenimenti, c'era una festa dei Giudei e Ges\u00f9 sal\u00ec a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle pecore, c'\u00e8 una piscina, chiamata in ebraico Betesda, con cinque portici. Sotto questi portici giaceva una moltitudine di infermi, ciechi, zoppi, invalidi. Un angelo infatti ad intervalli scendeva nella piscina e agitava l'acqua: il primo ad entrarvi dopo l'agitazione dell'acqua guariva da qualsiasi malattia. C'era l\u00ec un uomo infermo da trentotto anni"{/} [Gv_5,1] - [Gv_5,5].
Pi\u00f9 tardi, nel tempio, Ges\u00f9 completer\u00e0 il miracolo: parla all'ammalato, ora sano, come se lo minacciasse: {C}Ora che sei guarito...di peggio{/}. E gi\u00e0: perch\u00e9 un giudeo credente dovrebbe aspettarsi un miracolo da uno che non sia il Dio vivente? Il tempio non si trovava li a due passi?
