{N}OFEL{/}

Ofel \u00e9 il nome con il quale abitualmente si designa l'antica citt\u00e0 di 
Davide. Di per s\u00e9 il termine{C} {/}significa "tumore" e metaforicamente 
"colle". Di fatto, il luogo \u00e8 caratterizzato da una protuberanza del 
terreno immediatamente ai piedi del Monte del Tempio. Quando la citt\u00e0 si 
estese sulla collina occidentale port\u00f2 con s\u00e9 il suo nome antico, Sion, 
rimanendo Ofel il termine per indicare soltanto la vecchia citt\u00e0 di 
Davide, stabilita ad una altezza di m 708-630 s/m e che scende dalle mura 
della spianata del Tempio verso la piscina di {N}Siloe{/}. Ad ovest \u00e8 
delimitata dal {N}Tyropeion {/}e ad est dal {N}Cedron{/}.
Questo triangolo esteso per quattro o cinque ettari, su cui sorge 
Gerusalemme, conserva le orme di un passato che si illumina nella misura 
in cui procedono gli scavi archeologici. Poco per volta si pu\u00f2 decifrare 
sulle pietre che restano la storia della citt\u00e0 con le sue mura, le 
antiche abitazioni e le ingegnose opere realizzate lungo i secoli per 
sottrarre agli occasionali nemici le preziose acque del Ghicon (Ghihon). 
Si comprende il ruolo che ha giocato la Citt\u00e0 Santa nella storia degli 
uomini e dei credenti.
{K}- LA CITT\u00c0' DI DAVIDE{/}

Fin dalla fine del secolo XIX gli archeologi hanno cominciato ad 
interessarsi della storia di Gerusalemme. I grandi lavori di scavo furono 
per\u00f2 cominciati nella parte orientale dell'Ofel a partire dal 1962, 
fornendo una informazione molto valida sulla citt\u00e0 di Davide.
{K}LE ORIGINI{/}

L'Ofel era abitato gi\u00e0 dal IV millennio. Un insediamento, probabilmente 
agricolo, era apparso sulla parte orientale della collina fin all'inizio 
del III millennio. Il sito, abbandonato per pi\u00f9 di un millennio, era 
stato nuovamente ricostruito: sar\u00e0 questa la citt\u00e0 dei {N}Gebusei{/}, una 
citt\u00e0-regno come lo erano comunemente le citt\u00e0 della Palestina. Dei 
Gebusei parla la Bibbia a proposito delle conquiste d'Israele, elencando 
questa etnia tra le sette nazioni cananee ancora da sottomettere 
[Dt_7,1]. Di quel periodo, diciamolo pure, non si conosce nulla; eccetto 
un messaggio di un re di Gerusalemme, Abdi-Kheba (o Abdu-Heba), in 
caratteri cuneiformi, inviato al sovrano d'Egitto per chiedere aiuto 
contro l'invasione di Hapiru (Abiru). Il messaggio, che \u00e8 stato scoperto 
nell'archivio del faraone in El Amarna ci d\u00e0 un'idea delle possibili 
relazioni tra Egitto e questa citt\u00e0 durante il secolo XIV a. C. Di questo 
periodo datano anche gli enormi basamenti che dovevano sostenere la 
piazza forte della citt\u00e0 gebusea. 
{K}AL TEMPO DEI RE{/}

Ai piedi del pendio occidentale della collina, un muro israelita di 4,50 
m di larghezza calca il tracciato di un pi\u00f9 antico muro gebuseo che 
proteggeva la citt\u00e0, le cui case si scaglionavano su per il pendio fin 
verso la cima. Molte di queste case sono state riportate alla luce, come 
una di pietra lavorata, composta di quattro stanze e chiamata "casa di 
Ariel", dal nome del proprietario scritto su ceramica; o come la "casa 
bruciata", o la "casa delle sfere". In quest'ultima, sono state rinvenute 
51 sfere di argilla con nomi ebraici incisi sopra, tra i quali Ghemaria, 
figlio di Safan, alto funzionario del re Giosia nel 604 a.C. Questo nome 
\u00e8 citato anche da [Gr_36,9] - [Gr_36,12]. Vari reperti di ceramica dei 
secoli VIII e VII a.C., oggetti di metallo e legno, figurine della dea 
della fertilit\u00e0 e alcuni sigilli danno un'idea abbastanza precisa della 
cultura d'epoca. 
Tutte queste cose presentano fino ad oggi tracce della distruzione di 
Gerusalemme da parte dei Babilonesi. Il settimo giorno del quinto mese 
dell'anno diciannovesimo del regno di Nabucodonosor, uno dei suoi 
ufficiali, Nebuzardan, capo della guardia, entr\u00f2 in Gerusalemme, 
{C}incendi\u00f2 il tempio del Signore, il palazzo reale e tutte le case di 
Gerusalemme{/}, e le truppe della guardia caldea demolirono le mura della 
citt\u00e0 [2Re_25,8] - [2Re_25,10].
{K}NEEMIA RICOSTRUISCE LE MURA{/}

Quando Neemia giunse a Gerusalemme nel 445 per intraprendere la 
costruzione della citt\u00e0, costat\u00f2 con tristezza il danno e lo stato 
miserevole delle mura di cinta: {C}"Non avevo con me alcun giumento tranne 
quello che io cavalcavo. Uscii di nottetempo per la porta della Valle, 
verso la sorgente del Dragone e quindi verso la porta del Letame, 
ispezionando le mura di Gerusalemme diroccate e le porte divorate dal 
fuoco. Prosegu\u00ec verso la porta della Sorgente e la piscina del re; ma non 
v'era posto per far passare il giumento su cui stavo. Risalii allora per 
la Valle, sempre ispezionando le mura, di notte, e rientrando per la 
porta della Valle, rincasai. I magistrati non avevano saputo dove io me 
ne fossi andato, n\u00e9 che cosa intendessi fare... Allora dissi loro: 'Voi 
vedete la sciagura in cui ci troviamo. Gerusalemme \u00e8 distrutta e le sue 
porte sono consunte dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di 
Gerusalemme!...' Allora essi esclamarono: 'Su, mettiamoci a costruire!' E 
presero coraggio nel dar mano a quest'opera egregia" {/}[Ne_2,12] - 
[Ne_2,18].
Un muro di cinta ricostruito varie volte, e dalla quale si possono 
osservare bene le rovine delle case del periodo, appartiene - nelle sue 
parti pi\u00f9 antiche - a questa ricostruzione realizzata al ritorno 
dall'esilio.
{K}RESTAURAZIONE NELL'EPOCA DEI MACCABEI{/}

Le lotte dei Maccabei contro i Seleucidi per ricuperare l'indipendenza 
della provincia giudaica e la libert\u00e0 religiosa causarono temibili colpi 
alle mura di Gerusalemme; il che rese nuovamente necessario mettere mano 
all'opera. Gionata stabil\u00ec la sua residenza a Gerusalemme e cominci\u00f2 a 
restaurare la citt\u00e0: {C}"cominci\u00f2 a ricostruire e a rinnovare la citt\u00e0, 
ordinando a quelli che eseguivano i lavori di costruire le mura e (la 
citt\u00e0) intorno al monte Sion con pietre quadrate come per una fortezza. E 
quelli fecero cos\u00ec" {/}[1Mc_10,10] - [1Mc_10,11]. Il primo libro dei 
Maccabei gira attorno allo stesso punto nel capitolo 12: "Appena tornato, 
Gionata convoc\u00f2 gli anziani del popolo e con loro decise di edificare 
fortezze nella Giudea, di sopraelevare le mura di Gerusalemme... Allora 
si riunirono per riedificare la citt\u00e0, {C}poich\u00e9 era caduta una parte del 
muro del torrente dalla parte di levante". {/}[1Mac_12,35] - [1Mac_12,37].

{K}- L'ACQUA {/}

Attorno al II millennio, intraprendendo i Gebusei la costruzione della 
loro capitale, si trovarono dinanzi al problema dell'acqua. Si era allora 
all'et\u00e0 del Bronzo, quando la cisterna calafata non era ancora stata 
inventata. C'erano per\u00f2 due sorgenti: {N}'{/}En ({N}Ain{/}) {N}Roghel {/}e {N}Ghicon{/}. 
La prima, nella confluenza della Geenna e del Cedron, era troppo lontana 
per essere protetta in caso d'assedio.
{K}LA SORGENTE DEL GHICON{/}

Le tre cisterne che a turno furono utilizzate per distribuire l'acqua 
alla citt\u00e0, partono tutte dalla Ghicon, che ancora oggi sgorga all'ultimo 
gradino della scala d'accesso. L'acqua scaturisce in un modo discontinuo, 
variando pi\u00f9 volte al giorno. Il nome stesso della sorgente allude al 
fenomeno, perch\u00e9 in ebraico {C}Gihon {/}significa "scaturigine", e quindi si 
associa alla radice {C}Giha,{/} presente sette volte nell'Antico Testamento. 
Questo fenomeno, che sembrava misterioso agli antichi, \u00e8 provocato in 
realt\u00e0 dal riempimento e svuotamento a intervalli regolari di un sifone 
naturale legato al tipo del terreno. Situata in basso rispetto alla citt\u00e0 
di Davide, sul fianco orientale della scarpata, la sorgente versava la 
sua acqua nella valle del Cedron.
{K}LA CONSACRAZIONE DI SALOMONE{/}

Nel primo libro dei Re la sorgente appena menzionata serv\u00ec da cornice 
alla incoronazione di Salomone. Il re Davide, vecchio e malato, attendeva 
la morte nel suo modesto palazzo reale, assente ormai dagli intrighi 
intorno alla successione, mentre Gioab, capo dell'esercito, Abiatar, 
sommo sacerdote, e Adonia, fratello maggiore di Salomone tramavano per 
impadronirsi del trono che egli avrebbe presto lasciato. 
Avvertito della macchinazione da Bersabea, la madre di Salomone, e dal 
profeta Natan, il vecchio re riusc\u00ec, con un ultimo sforzo, a far ancora 
valere la sua autorit\u00e0 e ordin\u00f2 al profeta Natan e al sommo sacerdote 
Zadok: {C}"Prendete con voi la guardia del vostro signore, fate cavalcare 
mio figlio Salomone sulla mia stessa mula e conducetelo gi\u00f9 a Ghicon. L\u00ec 
il sacerdote Zadok e il profeta Natan lo ungeranno re d'Israele... 
Regner\u00e0 al mio posto poich\u00e9 l'ho costituito principe su Israele e Giuda" 
{/}[1Re_1,33] - [1Re_1,35].

{K}- I CANALI{/}

I tre sistemi idraulici alimentati dalla sorgente del Ghicon 
corrispondono a tre differenti tappe della storia d'Israele: il pozzo di 
Warren ("Warren Shaft", dal nome dell'archeologo Charles Warren che per 
primo lo esplor\u00f2 negli anni 1868-1869), il canale di Siloe e la galleria 
di Ezechia.
{K}IL POZZO DI WARREN{/}

Uno studio geologico recente ha dimostrato, con l'aiuto del 
radiocarbonio, che questo sistema idraulico sotterraneo risale all'epoca 
gebusea. Nel terreno calcareo che costituisce il sottosuolo della citt\u00e0 
di Davide, le acque hanno causato, con l'erosione della roccia, gallerie 
e pozzi naturali, fenomeni assai curiosi di cui il genio umano ha 
approfittato, ingrandendoli, proteggendoli e sviluppandone l'efficacia a 
proprio vantaggio.
Il pozzo di Warren permette di accedere alla sorgente dall'interno della 
citt\u00e0 in caso di assedio, giacch\u00e9 la fonte si trovava fuori delle mura. 
Questo sistema include una galleria corta, irregolare, quasi orizzontale, 
che conduce l'acqua dalla Ghicon sino alla base di un pozzo verticale di 
14 m di altezza. Per accedere alla cima di questo pozzo, gli abitanti di 
Gerusalemme si servivano di un galleria la cui entrata si trovava 
all'interno delle mura. Nel primo tratto la discesa era cos\u00ec ripida che 
era stato necessario incidere dei gradini sulla roccia; nel tratto 
seguente la pendenza era pi\u00f9 soave. Cos\u00ec gli abitanti della citt\u00e0 
potevano ricavare acqua dalla fonte in tutta sicurezza, usando il solito 
sistema di pulegge, corde e otri. La combinazione - galleria e pozzo - \u00e8 
un esempio eccellente di quello che \u00e8 un {C}sinnor{/}, vale a dire un sistema 
complesso per attingere dell'acqua, comune anche ai centri di Azor, 
Meghiddo e Ghezer.
{K}DAVID ESPUGNA GERUSALEMME{/}

Quando Davide, proclamato re dagli Anziani di Giuda e riconosciuto anche 
dalle trib\u00f9 d'Israele, decise di instaurare la sua capitale su un terreno 
neutro -- tra i due blocchi delle trib\u00f9 di nord e sud -- si stabil\u00ec nella 
citt\u00e0 gebusea di Gerusalemme, e la conquist\u00f2.
La narrazione biblica ci racconta: {C}"In quel giorno Davide aveva detto: 
'Chiunque vuol battere il Gebuseo, lo raggiunga per il canale..." 
{/}[2Sam_5,8]. Gioab penetr\u00f2, allora, per l'entrata della sorgente del 
Ghicon servendosi della galleria che mena al fondo della spaccatura di 
Warren. La scalata non presentava particolari difficolt\u00e0 nonostante 
l'asprezza delle pareti e permetteva di rimontare la galleria, 
sufficientemente inclinato per facilitare l'accesso all'acqua, e sbucare 
per l'apertura dell'Ofel. 
{K}IL CANALE DI SILOE{/}

Il canale di Siloe, scavato nella roccia, \u00e8 un acquedotto che inizia alla 
sorgente del Ghicon, e corre verso sud lungo il pendio orientale della 
citt\u00e0. Porta l'acqua al Tyropeion attraverso la {N}piscina {/}antica 
[Is_22,11] o piscina inferiore [Is_22,9], un vasto serbatoio oggi 
trasformato in orto. 
Questo acquedotto anticamente irrigava i campi vicini della valle del 
Cedron, attraverso aperture praticate nelle pareti. Alcune di queste 
aperture sono ancora visibili oggi. Il canale si identifica con "Siloe" 
menzionato nel capitolo 8 del libro di Isaia, scritto durante il regno di 
Acaz.
Probabilmente Isaia pronunci\u00f2 qui, in presenza di Acaz, la celebre 
profezia della giovane che partorisce: {C}"Perci\u00f2 il Signore stesso dar\u00e0 a 
voi un segno. Ecco la giovane donna concepisce e partorisce un figlio e 
gli porr\u00e0 nome Emmanuele"  {/}[Is_7,14].
Ancora qui il profeta minaccia il re incredulo: "Poich\u00e9 questo popolo ha 
disprezzato le acque di Siloe che scorrono placidamente, e trema davanti 
a Rezin ed al figlio di Romelia, perci\u00f2 ecco che il Signore fa montare 
contro di voi le impetuose ed abbondanti acque del fiume, il re di Assur 
e tutta la sua gloria" [Is_8,6] - [Is_8,7]. Israele ha disprezzato la 
protezione di Dio, per riporre la sua fiducia nel re Tiglat-Pilezer III, 
che Acaz ha chiamato in aiuto. Ebbene, l'Assiro sar\u00e0 come  un fiume 
devastatore, un torrente che annienter\u00e0 i nemici di Giuda, ma far\u00e0 pesare 
sul piccolo Regno del Sud il giogo del suo temibile potere.
{K}IL CANALE DI EZECHIA{/}

Nel secolo VIII a.C. Ezechia, re di Giuda, intraprese un'opera audace e 
originale che non aveva simili nei paesi contemporanei a lui del Medio 
Oriente. Per assicurare la difesa di Gerusalemme e la provvigione 
dell'acqua per i suoi abitanti, visto che Sennacherib e il suo esercito 
minacciavano la citt\u00e0, costru\u00ec una galleria, giustamente celebre, che ha 
permesso a Gerusalemme di resistere all'assedio del 701 a.C., fino al 
giorno della sua liberazione miracolosa. Quando Ezechia vide che 
Sennacherib si avvicinava troppo, con l'intenzione di attaccare 
Gerusalemme, riun\u00ec i suoi capi e uomini pi\u00f9 valorosi e decise con il loro 
accordo di ostruire la fonte di acqua che si trovava fuori citt\u00e0... 
"Perch\u00e9 - si diceva - i re di Assiria dovrebbero venire e trovare acque 
abbondanti?" [2Cr_32,2] - [2Cr_32,4]. "Ezechia ottur\u00f2 l'uscita superiore 
delle acque di Ghicon e le diresse in basso verso l'occidente della citt\u00e0 
di Davide [2Cr_32,30]. 
La galleria di Ezechia, che parte pure dalla sorgente del Ghicon, lunga 
550 m, con 1 m di larghezza alla base e 4 m di altezza, utilizza parte di 
una galleria pre-esistente, che conduceva le acque dalla sorgente fino 
alla base del pozzo di Warren. Dopo si estende in forma sotterranea in 
lungo e in basso la citt\u00e0 di Davide fino a sboccare nella piscina di 
Siloe, nella parte estrema di Tyropeion. Con quest'opera (la nuova 
galleria e la piscina di Siloe, nella quale confluiscono le acque della 
sorgente del Ghicon) Ezechia progettava di aprire un punto protetto di 
distribuzione di acqua a sud dell'Ofel. E' possibile che per proteggere 
il nuovo serbatoio, Ezechia abbia innalzato le mura di cinta della citt\u00e0, 
ma di quest'opera non si \u00e8 ancora trovata traccia.
{K}UNA PRODEZZA TECNICA{/}

Gli scavi della galleria  di Ezechia sono stati una vera avventura: due 
squadre di operai erano partiti dalle estremit\u00e0 opposte e si erano 
incontrati pi\u00f9 o meno nel mezzo, in un punto facilmente identificabile. 
Evidentemente, l'incontro non fu esente da rischi e difficolt\u00e0. 
Un'iscrizione incisa sulla parete di pietra commemora quel giorno 
storico: {C}"Ecco come sono stati eseguiti gli scavi. Quando i picconi si 
urtarono l'uno con l'altro e quando non rimanevano pi\u00f9 di tre cubiti di 
terreno da demolire, si \u00e8 sentita la voce di qualcuno che gridava 
dall'altro lato, si \u00e8 allora aperta una breccia nella roccia, da destra a 
sinistra. Nel giorno della perforazione i minatori foravano la roccia 
cercando ciascuno il punto di incontro, piccone contro piccone. Allora le 
acque fluirono dalla fonte alla piscina, sopra milleduecento cubiti. La 
roccia si elevava cento cubiti sopra la testa dei minatori".{/}

Negli ultimi tratti, prima di incontrarsi, i due gruppi di scavatori 
dovettero farsi guidare dalla voce per incontrarsi con la controparte. 
Questo fa capire la perplessit\u00e0 che precedette l'incontro. E' possibile 
pure che i minatori si siano fermati a causa della roccia pi\u00f9 dura e che 
siano stati costretti a cambiare direzione,  la qual cosa spiegherebbe il 
tracciato ad S della galleria nella sua parte centrale. La galleria di 
Ezechia sbocca nella piscina di Siloe, la {N}piscina{/} superiore [Is_36,2], 
il nuovo serbatoio d'acqua da non confondersi con la piscina inferiore.
{K}LA PISCINA DI SILOE{/}

Durante la festa delle tende (o tabernacoli), celebrata all'inizio 
dell'autunno, prima dell'arrivo delle prime piogge, i sacerdoti si 
recavano ogni giorno alla piscina di Siloe per attingervi acqua con un 
recipiente d'oro per poi spargerla in libagione sopra l'altare del 
Tempio. In questa festa i pellegrini esprimevano il loro giubilo, 
agitando il {C}lulab{/} (un ramo di palma a cui si aggiungevano rami di 
salice , mirto e cedro), mentre cantavano il Grande Hallel (Salmi 113 - 
118 secondo la numerazione ebraica). Quattro candelabri d'oro, accesi 
nell'atrio delle donne, illuminavano tutta la citt\u00e0; era allo stesso 
tempo una festa dell'acqua e della luce, alla quale il salmo 118 con il 
versetto 26: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore" -- dava una 
connotazione messianica. 
La guarigione del cieco dalla nascita nel Vangelo di Giovanni si iscrive 
in questo contesto liturgico e messianico. Giovanni precisa, per 
l'occasione, che Siloe significa "inviato" [Gv_9,7]. Il luogo dove Ges\u00f9, 
dopo aver spalmato un poco di fango sugli occhi del cieco, lo mand\u00f2 a 
lavarsi, \u00e8 letteralmente la piscina dell'inviato. Ges\u00f9 stesso \u00e8 l'inviato 
di Dio che proclama: {C}"Io sono la luce del mondo. Colui che mi segue non 
cammina nelle tenebre, ma avr\u00e0 la luce della vita" {/}[Gv_8,12].
Nello stesso contesto dobbiamo leggere la promessa dell'acqua viva: 
"L'ultimo giorno, quello solenne della festa, Ges\u00f9 stava in piedi e 
proclam\u00f2 a gran voce: {C}'Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Colui che 
crede in me, come disse la Scrittura: fiumi dal suo ventre sgorgheranno 
di acqua viva'" {/}[Gv_7,37] - [Gv_7,39].
{K}LA GEENNA{/}

Situata a sud di Gerusalemme, tra il monte Sion e il monte del Cattivo 
Consiglio, la Geenna, sbocca nella valle del Cedron, ai piedi del 
villaggio di Siloe. Al momento della ripartizione della terra tra le 
trib\u00f9, la Geenna serv\u00ec da confine tra i territori di Giuda e Beniamino: 
"poi il limite... discendeva per la valle di Innom, sul pendio 
meridionale dei Gebusei, a sud, fino alla fonte di Roghel [Gs_18,16].Se 
tradizionalmente, nel Nuovo Testamento, questa valle \u00e9 chiamata Geenna, 
il suo nome in epoca israelita corrisponde a Ghe-Ben-Hinnom ("Valle del 
figlio di Innom") e deve il suo nome, probabilmente, ad un notabile 
Gebuseo o Cananeo.
{K}IL TOFET{/}

La triste fama di questa valle - il nome della quale sar\u00e0 utilizzato nel 
Nuovo Testamento come simbolo del luogo dei condannati - viene dalla 
pratica dei sacrifici dei bambini che i Cananei e pi\u00f9 tardi gli Israeliti 
idolatri offrivano al dio Moloch in questo luogo, come attestano numerosi 
testi dell'Antico Testamento: il re Acaz (che regn\u00f2 su Giuda dal 735 al 
716 a.C.) {C}"imit\u00f2 la condotta dei re d'Israele e fece persino bruciare 
suo figlio, secondo le usanze abominevoli delle genti che il Signore 
aveva cacciato davanti ai figli d'Israele" {/}[2Re_16,3]. In effetti, gli 
scavi hanno portato alla luce resti di ossa di bambini carbonizzati.
I profeti insorsero con forza contro queste pratiche barbariche: 
{C}"Ascoltate la parola del Signore, re di Giuda e abitanti di Gerusalemme! 
Cos\u00ec dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Eccomi, sto per far 
piombare una calamit\u00e0 su questo luogo che a chiunque l'ascolter\u00e0 
vibreranno le orecchie. Infatti essi hanno abbandonato me ed hanno 
rigettato questo luogo e vi hanno offerto incenso ad altri d\u00e8i che non 
avevano conosciuto n\u00e9 essi n\u00e9 i loro padri n\u00e9 i re di Giuda, e hanno 
riempito questo luogo di sangue innocente. Hanno costruito le alture di 
Baal per bruciare i loro figli con il fuoco... Perci\u00f2 ecco: vengono 
giorni... in cui non si chiamer\u00e0 pi\u00f9 questo luogo 'Tofet e Valle Ben-
Innom' bens\u00ec 'Valle del massacro'" {/}[Ger_19,3]
{K}AKELDAMA (HAKELDAMA){/}

Nella Geenna, il convento greco ortodosso di Sant'Onofrio (edificato nel 
1874) consacra un luogo che dal secolo IV la tradizione ha considerato 
come "Campo del sangue".
Nei racconti evangelici Akeldama, appunto "Campo del sangue", sostituisce 
il nome primitivo di "Campo del vasaio" dopo che Giuda restitu\u00ec i trenta 
denari del tradimento: {C}"I capi dei sacerdoti, prese le monete d'argento, 
dissero: 'Non si possono mettere nella cassa delle offerte, poich\u00e9 \u00e8 
prezzo del sangue'. Quindi decisero in consiglio di comprare, con quel 
denaro, il campo del vasaio, destinandolo alla sepoltura dei stranieri. 
Per questo quel campo si chiama fino ad oggi 'Campo del sangue'"{/} 
Cos\u00ec si adempirono alla lettera le parole di Zaccaria: {C}"Essi mi pesarono 
il mio salario: trenta sicli d'argento... il prezzo magnifico con cui 
sono stato stimato da loro!" {/}[Zc_11,12] 
