{N}GALILEA{/}

{C}"Terra di Zabulon e terra di N\u00e8ftali, sulla via del mare, al di l\u00e0 del Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che giace nelle tenebre ha visto una gran luce, per quanti dimorano nella tenebrosa regione della morte una luce s'\u00e8 levata" {/}
Ubicata nella parte nord della Palestina biblica, la Galilea \u00e8 una terra di contrasti, tanto nel suo aspetto geografico che in quello umano.
L'Alta Galilea raggiunge la sua elevazione massima a 1.208 m di altezza con il monte Meron, e si caratterizza per il suo rilievo accidentato: la presenza di scarpate rocciose e di valloni ne hanno fatto una regione isolata e chiusa, sprovvista di qualsiasi tipo di vie naturali d'accesso. 
Al contrario, le valli della Bassa Galilea, come corridoi verdi, hanno permesso il passaggio di popolazioni molto diverse. Nella zona centrale della Bassa Galilea, intorno al lago di Tiberiade, sono sorte cittadine e villaggi, che hanno raccolto una popolazione abbastanza instabile che si rinnovava continuamente: cananei, israeliti, assiri, greci e romani si sono succeduti gli uni agli altri grazie ad una storia segnata da continue invasioni. Grazie a questo fatto, la Galilea si \u00e8 convertita nel simbolo stesso dell'universalit\u00e0 della salvezza, tale come l'annunciava la profezia di Isaia [Is_8,23] - [Is_9,1] ripresa da Matteo.
In Galilea, Ges\u00f9 mostra alla moltitudine i segni del Regno, insegnando e operando miracoli. Si allontaner\u00e0 poi di l\u00ec per salire a Gerusalemme, ma sar\u00e0 ancora in Galilea che Ges\u00f9 si manifesta ai suoi discepoli dopo la sua risurrezione dai morti, per inviarli in missione.

{K}UNA STORIA AGITATA E DOLOROSA{/}
Le citt\u00e0 cananee erano gi\u00e0 numerose in Galilea fin dagli inizi del III millennio: Meghiddo, Tanach, Afula, Azor (Hazor), Bet Sean (Bet-She'an) e molte altre ancora. I regni erano tanti come il numero delle citt\u00e0: ogni reuccio esercitava la propria autorit\u00e0 sopra una citt\u00e0 e i villaggi del circondario. Le trib\u00f9 nomadi, che pi\u00f9 tardi formeranno il popolo d'Israele, pascolavano i loro greggi nelle terre lasciate incolte dagli agricoltori cananei. Poco per volta questi nomadi si urbanizzeranno e si imporranno in diverse zone della Palestina.
La realt\u00e0 storica di quest'occupazione per tappe, e che si concluder\u00e0 solo con la monarchia, \u00e8 presentata nel libro di Giosu\u00e8 come un'epopea grandiosa della conquista del paese di Canaan da parte di trib\u00f9 unite, con Giosu\u00e8 a capo. Giosu\u00e8 vinse tutti i piccoli re e si impadron\u00ec di queste terre in una sola volta, perch\u00e9 Yahweh combatteva per Israele [Gs_10,42].
Nel 753 - 732 a.C. Acaz, re di Giuda, si rifiuta di far parte della coalizione dei re di Damasco e Samaria contro l'Assiria. Si vede anzi costretto a sollecitare l'aiuto di Tiglat-pilezer III. Questo sovrano assiro approfitter\u00e0 dell'occasione per estendere il suo territorio. Dopo aver invaso la Siria, invade la Galilea e ne deporta la popolazione. Poco pi\u00f9 tardi cadr\u00e0 Samaria (721 a.C.). Il regno d'Israele \u00e8 cancellato dalla mappa definitivamente e la regione \u00e8 annessa da Ninive con il titolo di provincia di Meghiddo.
Le occupazioni straniere si succederanno una dopo l'altra in Galilea: assiri, caldei, persiani e greci amministreranno di volta in volta questa provincia.
Tra il 104 e il 103 a.C. Aristobulo, uno dei principi della dinastia asmonea (i discendenti dei Maccabei), provvisto dei titoli di Sommo Sacerdote e Re dei giudei, intraprende la riconquista della Galilea e l'annette alla Giudea. Samaria era stata conquistata alcuni anni addietro da suo padre Giovanni Ircano, nel corso di due vittoriose campagne militari (108 e 107 a.C.).
Alla morte di Erode la tetrarchia di Galilea, passa a uno dei suoi figli, Erode Antipa, che la governa tra il 4 e il 5 d.C. Per\u00f2 Antipa \u00e8 deposto da Caio Caligola e la Galilea \u00e8 data ad Erode Agrippa. Sette anni dopo il re muore d'improvviso (44 d.C.) a Cesarea Marittima,  mentre presiede con gran pompa ai giochi quinquennali istituiti dal suo predecessore Erode il Grande. Il regno \u00e8 allora reintegrato nella sotto-provincia di Palestina e resta sotto la diretta autorit\u00e0 dei procuratori romani.

{K}SOPRA DI TE, GALILEA, S'\u00c8 LEVATA UNA LUCE{/}
Questo periodo di occupazione costituir\u00e0 il marchio storico dell'evento che ha dato il suo senso ultimo all'avventura umana. In Ges\u00f9, figlio della Vergine di Nazaret, Dio stesso entra nella nostra storia per salvare tutti gli uomini.
In Nazaret di Galilea, la Parola si fece carne e piant\u00f2 la sua tenda tra noi [Gv_1,14]. Maria diede a Ges\u00f9 non solo la sua natura umana, ma con quella tutto "l'umano necessario" per fare di lui un uomo completo, radicato nel suo popolo, in una terra e in una storia: Ges\u00f9 \u00e8 figlio di Israele, \u00e8 galileo, ed \u00e9 del villaggio di Nazaret.

{K}GES\u00d9 IN GALILEA{/}
La pi\u00f9 parte del ministero di Ges\u00f9 si sviluppa in Galilea. Dopo trent'anni di vita nascosta a Nazaret, egli percorrer\u00e0 la regione, attraverser\u00e0 il lago di Tiberiade pi\u00f9 volte, insegner\u00e0 alle folle e moltiplicher\u00e0 i miracoli. Incontrer\u00e0 anche ostacoli che lo obbligheranno ad abbandonare la Galilea: Erode, inquieto per il crescente successo della predicazione di Ges\u00f9, decide di eliminarlo; i capi del popolo, gli scribi e i farisei gli rendono sempre pi\u00f9 difficile l'attivit\u00e0 apostolica, al punto da dichiarare che Ges\u00f9 espelle i demoni con il medesimo potere di Beelzebul, il capo dei demoni.
Le stesse moltitudini galilee, tanto disposte a seguirlo con fervore, scoprono ad un certo punto di essersi sbagliate rispetto al senso del suo messaggio: dopo la moltiplicazione dei pani, Ges\u00f9 si rende conto che sono totalmente disposte a farlo re [Gv_6,15].
I galilei pensano soltanto ad un messianismo terreno e temporale... Allora Ges\u00f9 abbandona la Galilea e si ritira nel territorio di Filippo, da dove sale verso Gerusalemme per la consumazione del mistero pasquale. Sar\u00e0 ancora per\u00f2 in Galilea dove Ges\u00f9 Cristo, risorto dalla morte, si riunir\u00e0 con i suoi discepoli per inviarli in missione:  {C}"Andate dunque, ammaestrate tutte le genti... Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo" {/}
In questo modo, su questa terra di Galilea, si coniugano insieme il radicamento carnale di Ges\u00f9 Cristo nel tempo e nello spazio e la rivelazione della dimensione universale della sua persona: la sua salvezza raggiunge ogni uomo ben oltre le frontiere della geografia e della storia.


{K}- CESAREA DI FILIPPO{/}
Ges\u00f9 giunse nella regione di Cesarea di Filippo. L\u00ec si mise a interrogare i suoi discepoli: "Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?".
All'estremo nord della Palestina, c'\u00e8 Banias (l'antica Cesarea di Filippo).\u00c8 un vero rifugio verde e fresco, ai piedi del Monte Ermon. Questa fertile localit\u00e0 riceve le acque dalle principali fonti del Giordano. L'attuale nome di Banias \u00e8 associato a quello di Pan, il dio della natura tra i greci, il cui culto fu importato nella regione dai tempi di Alessandro Magno.

{K}L'ANTICA CESAREA DI FILIPPO{/}
Alla morte di Erode il Grande, suo figlio Filippo eredita le province ad est e a nord del lago di Tiberiade. Filippo ingrand\u00ec e abbell\u00ec la citt\u00e0 di Paneas (Banias, Baniyas o Panias) costruita al lato delle fonti del Giordano. La far\u00e0 la sua capitale chiamandola Cesarea di Filippo, in deferenza verso l'imperatore Augusto. Arrivando in questo luogo - dopo il discorso del pane di vita e la diserzione della moltitudine - Ges\u00f9 si sottrae all'autorit\u00e0 di Erode Antipa, lo stesso che aveva fatto decapitare Giovanni il Battista. E l\u00ec pone ai suoi discepoli la domanda decisiva: "Ma voi chi dite che io sia?".


{K}- BET SEAN - SCITOPOLI{/}
L'importanza di Bet Sean lungo tutta la sua storia, si spiega con la sua posizione eccezionale: situata nella valle del Giordano, marca l'estremit\u00e0 orientale della pianura di Izreel che verso occidente sbocca nella pianura costiera a Meghiddo. La sua ricchezza agricola le \u00e8 valsa prosperit\u00e0 e fama.
Nei tempi biblici fu una delle citt\u00e0 cananee che resistettero all'attacco delle trib\u00f9: e sulle sue mura furono appesi i cadaveri del re Saul e di suo figlio Gionata, entrambi caduti nella battaglia di Gelboe.

{K}UN LUOGO PRIVILEGIATO{/}
La regione di Bet Sean \u00e8 una pianura d'origine alluvionale dove le valli si introducono soavemente nel disegno del paesaggio numerosi corsi d'acqua che scendono dai monti di Gelboe hanno fatto di questa terra coltivabile un oggetto di desiderio fin dal II millennio a.C. Inoltre, grazie alla sua posizione che la rendeva guardiana di un incrocio di rotte importanti che univano la {C}via maris {/}al Giordano e Gerico a Tiberiade, questa citt\u00e0 conobbe una storia lunga e tormentata.

{K}IN MANO AI CANANEI{/}
Un villaggio del IV millennio a.C. ha lasciato qualche orma sul posto. Successivamente, nel III millennio, si stabil\u00ec al nord del paese la cultura cananea. Gli scavi di Bet Sean hanno portato alla luce numerosi frammenti di anfore e oggetti di osso con incrostazioni simili a quelle trovate a Gerico, e che risalgono alla stessa epoca. Questa ricca cultura dovette accompagnare la storia della citt\u00e0 fino agli inizi della nostra era, con un periodo di decadenza, per\u00f2, nel secolo XVI a.C. allorch\u00e9 la regione dovette soffrire del transito incessante degli eserciti vittoriosi della XVIII dinastia egiziana, che s'erano mossi alla conquista delle ricche citt\u00e0 della Siria. A partire dal secolo XIV, i faraoni si dedicarono a mantenere il controllo su Canaan.
In seguito alla distruzione delle citt\u00e0 cananee della valle del Giordano, ad opera di Seti I, l'Egitto insedia centri amministrativi e presidi nelle citt\u00e0 pi\u00f9 importanti, e sfrutta le ricchezze agricole della pianura.
In Bet Sean s'\u00e8 scoperta la maggiore concentrazione di monumenti egizi fuori d'Egitto.
Nel secolo XIII, con i mutamenti politici, sociali ed economici che riguardarono il Vicino Oriente, nuovi popoli provenienti dalla Grecia e dall'Anatolia, conosciuti come "popoli del mare", vennero a stabilirsi a Canaan. Mercenari filistei arruolati nell'esercito egiziano risiedevano allora nella citt\u00e0. I filistei, eredi delle tradizioni commerciali che faranno la fortuna della Grecia, non si accontentarono dei loro insediamenti lungo la costa, ma fecero funzionare aziende commerciali anche all'interno del paese.

{K}DA GIOSU\u00c8 A SAUL{/}
Durante la ripartizione delle terre tra le trib\u00f9, Bet Sean rest\u00f2 almeno teoricamente a Manasse. Gli israeliti per\u00f2 si dovettero accontentare solo di poter contemplare dall'alto della montagna di Efraim la pianura sottostante ben custodita dai carri di ferro dei cananei. Allora disse "Giosu\u00e8 alla casa di Giuseppe, a Efraim e a Manasse: Tu sei un popolo forte e hai tanto vigore; non avrai una sola porzione; la montagna infatti sar\u00e0 tua; essa, \u00e8 vero, \u00e8 una foresta, ma tu la disboscherai e sar\u00e0 tua con i suoi proventi; poich\u00e9 tu ne scaccerai i Cananei, anche se essi hanno carri di ferro e sono forti" [Gs_17,16] - [Gs_17,18].
Gli anni passano e dinanzi al pericolo filisteo, gli anziani di Israele chiedono un re. e quando i filistei - alleati ai cananei - trionfano su Saul e Gionata, appendono i loro corpi mutilati alle mura di Bet Sean.
Davide riuscir\u00e0 ad impossessarsi della citt\u00e0 e suo figlio Salomone la incorpora, assieme a Meghiddo e a Tanach, nel quinto distretto amministrativo del suo regno.


{K}- SCITOPOLI, LA CITT\u00c0 BASSA{/}
Ai piedi della collina sulla quale si leva Bet Sean si estende la citt\u00e0 bassa di Scitopoli. Non si sa n\u00e9 come n\u00e9 perch\u00e9 abbia ricevuto questo nome in epoca ellenistica. Il nome stesso, Scitopoli, \u00e8 un mistero. Dal III secolo d.C. la citt\u00e0 apparteneva ai Lagidi (successori di Alessandro Magno, che regnarono in Egitto dal 306 al 30 a.C.).
Durante la guerra di indipendenza intrapresa dai giudei contro i greci, la citt\u00e0 fu catturata da Giovanni Ircano alla fine del secolo II d.C. Per\u00f2 nel 63 d.C. Pompeo, che si dirige a Gerusalemme a capo dell'esercito romano, strappa la citt\u00e0 al regno asmoneo e le concede, come ad altre citt\u00e0 della Decapoli, una relativa autonomia sotto la tutela del governatore di Siria: diventa allora la capitale della Decapoli. La citt\u00e0 conosce un primo periodo di grande prosperit\u00e0. Raggiunge quindi una rinomanza per la lavorazione di metalli e lo sviluppo dell'artigianato tessile: le sue tele di lino sono note in tutto l'impero romano.


{K}- CANA{/}
Dove si trovava il villaggio di Cana che \u00e8 menzionato nel vangelo di Giovanni? Se gli specialisti attualmente pendono per un luogo chiamato Khirbet Qana, un monticello isolato, a 14 km a nord di Nazaret e a 8 da Sefforis, la tradizione ha ritenuto come sito dell'evento, fin dall'epoca bizantina, la cittadina attuale di Kefar Kanna, lungo la rotta che discende da Nazaret a Tiberiade. L\u00ec cupole e campanili invitano il pellegrino a meditare il miracolo delle nozze di Cana. "Questo inizio dei segni fece Ges\u00f9 in Cana di Galilea e rivel\u00f2 la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui" [Gv_2,11].

{K}UNA LOCALIZZAZIONE CONTROVERSA{/}
La Cana del vangelo (Khirbet Qana) si situava presso l'importante rotta che passava per il corridoio naturale che offre al viandante la parte nord della pianura di Bet Netofa e che si trovava, per tanto, nel tragitto normale da Nazaret a Cafarnao. Per\u00f2, quando Erode Antipa costru\u00ec Tiberiade, la nuova capitale al posto di Sefforis, parzialmente distrutta dai romani, l'antica rotta fu progressivamente abbandonata in favore della nuova che univa Nazaret - attualmente frequentata da pellegrini cristiani - a Tiberiade, nuova capitale. Ora questa rotta passava per un villaggio il cui nome si pronunciava "Cana" anche se si scriveva diversamente: la confusione era facile e presto questo villaggio fu considerato il luogo del "primo segno" di Ges\u00f9.


{K}- CAFARNAO{/}
"Quando poi seppe che Giovanni era stato imprigionato, Ges\u00f9 si ritir\u00f2 in Galilea; e lasciata Nazaret, and\u00f2 ad abitare a Cafarnao, che si trova in riva del mare, nel territorio di Zabulon e di Neftali".
Cafarnao si trova sulla sponda nord del lago di Tiberiade, a qualche chilometro ad ovest dello sbocco del Giordano nel lago. Il suo nome significherebbe "villaggio di Naum", personaggio che nessuno, fino ad oggi, \u00e8 riuscito a identificare. Facendo riferimento a radici ebraiche diverse, Origene e san Girolamo sono arrivati a interpretazioni distinte. Il primo, considerando "naum" come nome comune, d\u00e0 a Cafarnao il senso di "villaggio della consolazione". Mentre per il secondo significherebbe un "bel villaggio". Il sito sarebbe stato occupato fin dal secolo XIII a.C. Ai tempi di Ges\u00f9 era un piccolo e grazioso paese che ricavava di che vivere dalla pesca nel lago e dal commercio.
Le case sono disposte su un piano quadrato attorno alla sinagoga. Una di queste case, quella di Pietro, ospiter\u00e0 spesso Ges\u00f9 durante il tempo del suo ministero in Galilea. Di l\u00ec giunger\u00e0 alla moltitudine degli umili e dei piccoli il regno di Dio.
Il periodo di maggiore espansione di Cafarnao data dall'inizio dell'era cristiana. Ma Cafarnao ha anche una preistoria che risale ad un passato lontano: nel 1984 furono rinvenuti sul posto pezzetti di selce, vestigia dell'epoca della pietra. Inoltre, alcuni muri ricoperti dalla sinagoga, conservavano resti di ceramica del XIII secolo a.C.

{K}LA CITT\u00c0 AI TEMPI DI CRISTO{/}
La citt\u00e0 si svilupp\u00f2 solo a partire dal secolo V a.C. Godeva di una situazione privilegiata: prima citt\u00e0 al bordo del lago, luogo dell'attraversamento del Giordano, e in questo senso citt\u00e0 di frontiera in Galilea, fondo di Erode Antipa, e li si trovavano i territori di suo fratello Filippo, che si estendevano al nord del lago, lungo la sponda orientale del Giordano. La citt\u00e0 si trovava poi nell'importante rotta romana che conduceva verso la Siria; la presenza di una pietra miliare con il nome dell'imperatore Adriano, lo conferma. Questa situazione spiega la presenza di una esattoria nel vangelo di Matteo: Ges\u00f9, al passar di l\u00ec, "vide seduto al banco delle imposte un uomo chiamato Matteo. Gli dice: 'Seguimi!' E quello, alzatosi, si mise a seguirlo".
Secondo sant'Epifanio, i giudei formavano la maggioranza della popolazione di Cafarnao fino al secolo IV d.C. e impedivano di vivere in citt\u00e0 chiunque non fosse della loro razza; un sistema di esclusione questo che era praticato anche a Tiberiade, a Sefforis e a Nazaret. Nonostante ci\u00f2, alcuni giudei aderirono al cristianesimo e costituirono la comunit\u00e0 giudeo-cristiana alla quale si unirono pi\u00f9 tardi altri cristiani di origine pagana. Ed \u00e8 a questi "gentili", fratelli venuti dalle nazioni [At_15,23], che si deve il progetto e la costruzione della prima chiesa ottagonale che preserva il venerato sito della casa di Pietro.

{K}ABBANDONO E RISCOPERTA DI CAFARNAO{/}
La citt\u00e0 fu abbandonata sul finire dell'epoca bizantina, verso l'inizio del secolo VI d.C. restando di essa solo rovine. Gli scavi metodici intrapresi a partire dal 1968 sotto la direzione del Padre Corbo, portarono alla luce le rovine di questa "bella citt\u00e0" come la chiamava san Girolamo; in essa possiamo distinguere ora tre diversi settori: la sinagoga, i quartieri con le abitazioni e la casa di Pietro.

{K}LA SINAGOGA{/}
Gli scavi han permesso di stabilire che la superba sinagoga, della quale oggi possiamo ammirare solo le rovine, era stata costruita su abitazioni che datano dei periodi persiano, greco e romano, e su rovine di una sinagoga precedente. Questa sinagoga pi\u00f9 antica, nella quale predic\u00f2 Ges\u00f9, fu distrutta dal terremoto del 419 d.C. che lasci\u00f2 in rovina tutti i grandi edifici della regione. Secondo il vangelo di Luca, questa sinagoga era stata costruita grazie alla liberalit\u00e0 di un centurione romano [Lc_7,5].
Queste conclusioni archeologiche sono confermate da Eterio, nobile spagnolo che venne in pellegrinaggio in Terra Santa agli inizi del secolo V. Egli menziona nei suoi appunti di viaggio il sito della sinagoga del secolo I sotto la nuova che lo aveva riempito di ammirazione, e della quale ancora si possono vedere importanti elementi architettonici.

{K}GES\u00d9 NELLA SINAGOGA{/}
Giovanni situa nella sinagoga di Cafarnao il discorso sul "pane di vita" che viene a continuazione della moltiplicazione dei pani, e con la quale riempie il capitolo 6 del suo vangelo. Con ogni probabilit\u00e0 non si tratta della sinagoga di pietra calcarea che non data prima del secolo V d.C., ma dell'edificio di basalto, pi\u00f9 antico, le cui vestigia si possono ancora oggi osservare.

{K}LE ABITAZIONI{/}
Gli abitanti di Cafarnao erano agricoltori, dedicati alla produzione di cereali e ortaggi in una regione fertile dove abbondano ulivi e piante di datteri; era anche comune trovarvi artigiani, che fabbricavano accessori agricoli in basalto nero: frantoi per l'olio, mole per i mulini, mortai, oggetti oggi esposti nel museo delle pietre all'aria aperta. A Cafarnao erano numerosi anche i pescatori - sono stati rinvenuti ami in varie case - e tra loro Ges\u00f9 sceglier\u00e0 i suoi primi discepoli. 
Dall'alto della scalinata della sinagoga si possono vedere i vari quartieri delle abitazioni meglio conservate e la chiesa ottagonale che oggi serve da scrigno per la casa di Pietro. Il piano di Cafarnao rispettava il costume romano, che si \u00e8 conservato anche nella cultura latina: le strade si incrociavano ad angolo retto determinando in tal modo spaziosi quadrati nei quali si aggruppavano le case.
La pietra vulcanica della regione serviva da materiale di base: in effetti, tanto le pareti come i piani erano in blocchi di basalto. Le varie stanze di casa, assegnate a ciascuna delle famiglie del clan, si raggruppavano attorno ad un piccolo cortile interno, centro della vita quotidiana, che dava sulla strade. Le famiglie si riunivano l\u00ec per prendere i loro pasti.
Gli artigiani lavoravano nello stesso luogo. Sono stati scoperti forni e pietre di mulino, che testimoniano le attivit\u00e0 quotidiane della popolazione. Le case erano a un solo piano. Nonostante ci\u00f2, una scala permetteva di arrivare al tetto che le ricopriva poggiando su una struttura leggera riempita di fango e paglia.
Queste chiusure dei tetti fragili e rudimentali da una parte, e le robuste scale che conducono fino ad essi dall'altra, ci permettono di capire meglio il racconto di Marco sulla guarigione del paralitico [Mc_2,3] - [Mc_2,4].
Alla vista di queste costruzioni, la rilettura delle pagine del vangelo, che ci parlano di Ges\u00f9 a Cafarnao, acquistano un nuovo vigore. Si potrebbe evocare la fede del centurione che venne a chiedere a Ges\u00f9 di guarire il suo servo; o l'emoziona, che trattenne Ges\u00f9 per strada, mentre si dirigeva alla casa di Giairo, per risuscitargli la figlia; o anche immaginare Ges\u00f9 che usciva dalla sinagoga per dirigersi alla casa di Pietro dove ne avrebbe curato la suocera, a letto con la febbre; si potrebbero infine evocare le numerose guarigioni operate sul far della sera, ma anche i primi scontri con gli scribi e i farisei... Qui Ges\u00f9, confermato nella sua missione dal Battesimo nel Giordano, condivise la vita quotidiana della sua gente e gli rivel\u00f2 con segni e parole la novit\u00e0 del Regno.

{K}LA CASA DI PIETRO{/}
Sotto le fondamenta della chiesa ottagonale, \u00e8 stata trovata la casa di Pietro; una scoperta importante, perch\u00e9 l\u00ec Ges\u00f9 si sentiva tanto bene che il vangelo ne parla come se si trattasse della sua stessa casa [Mc_2,1]. Quella casa fu testimone per pi\u00f9 di due anni degli insegnamenti di Ges\u00f9 ai suoi discepoli. \u00c8 qui precisamente dove spiegava loro la parabola del buon seme e della zizzania. La casa dove visse anche Ges\u00f9 data dalla fine dell'epoca ellenistica. Gli scavi archeologici hanno permesso di ricostruirne la storia. Alcune lampade e utensili di cucina appartengono a questa prima epoca (secolo II a.C. e I d.C.). Alla fine del I secolo i muri erano stati stuccati con calce; una decorazione modesta pare essere stata fatta con incrostazioni di piccoli frammenti di lampade erodiane, o con pittura. La casa di Pietro \u00e8 l'unica che mostra tali decorazioni. Si era per\u00f2 trasformata in luogo di riunione della comunit\u00e0 cristiana. Crescendo l'afflusso della gente, si era reso  necessario ampliare la superficie della "chiesa" innalzando un muro intermedio.

{K}UNA BASILICA MOLTO FREQUENTATA{/}
Nel secolo IV, sotto il regno dell'Imperatore Costantino, la casa fu circondata da un muro esterno, costruito con l'intenzione di isolare l'area sacra. L'edificio iniziale fu cos\u00ec trasformato: sul piano si colloca una pavimentazione policroma; sui muri si stende un nuovo manto di stucco con decorazioni geometriche e floreali, senza alcuna rappresentazione umana o animale; iscrizioni in varie lingue, 151 in greco, 13 in siriaco, 9 in aramaico e 2 in latino, dimostrano la diversit\u00e0 di origine dei pellegrini arrivati fino a questo luogo di culto.
Etereo precisa nei suoi appunti di viaggio che "la casa del principe degli apostoli, a Cafarnao, \u00e8 stata trasformata in chiesa, nonostante i suoi muri siano rimasti quelli di prima". Alcuni anni dopo, \u00e8 stata eretta una chiesa bizantina ottagonale, la cui parte centrale \u00e8 decorata con mosaici, con rappresentazioni di animali, tra i quali il tradizionale pavone reale, come simbolo di immortalit\u00e0.


{K}- CORAZIN{/}
Il luogo chiamato Korazim a 3 km a nord del lago di Genesaret, non lontano da Cafarnao e Betsaida, \u00e8 molto probabilmente la Corazin dei vangeli. Come alle altre citt\u00e0 sulla sponda del lago, Ges\u00f9 rimproverer\u00e0 anche Corazin la sua mancanza di fede.
La citt\u00e0 \u00e8 su una collina ai piedi della quale passava l'antica rotta nord-sud, obbligata per i mercanti, che come in Cafarnao, rappresentavano una fonte di sviluppo economico.

{K}UNA CITT\u00c0 IN ROVINA{/}
Seconda la testimonianza di Eusebio di Cesarea (267-340 d.C.) nel suo {C}Onomasticon, {/}una specie di lessico geografico della Palestina biblica, Corazin non \u00e8 pi\u00f9 che un cumulo di rovine. \u00c8 possibile che la cittadina sia stata flagellata da qualcuno dei terremoti che devastavano periodicamente la Galilea? Questa sarebbe una spiegazione scientifica. Per\u00f2 una leggenda popolare, conservata dalla tradizione cristiana, narra che tutti gli sforzi per ricostruire la citt\u00e0, e in particolare la sinagoga, sono stati resi vani: qualsiasi lavoro realizzato durante il giorno, restava distrutto durante la notte, per una maledizione divina che ancora pesa su Corazin!


{K}- DAN{/}
Dan si trova nella Riserva o Parco Nazionale del Dan, presso una delle sorgenti principali del Giordano, vicino al confine nord (tra Libano-Siria). Qui l'acqua sgorga da ogni parte, attraverso una infinit\u00e0 di piccoli rivoli ai piedi del tell, sotto gli alberi, sotto le rocce e nel verde, e nella naturale esuberanza degli oleandri.
Al termine di un burlesco periplo attraverso il paese, la trib\u00f9 di Dan, che in eredit\u00e0 aveva ricevuto le terre confinanti con le citt\u00e0 filistee, venne qui in cerca di pace e sicurezza.
Se la citt\u00e0 di Dan occupava l'estremo nord del paese, Bersabea, al confine con il deserto, costituiva il limite meridionale, secondo un'espressione ricorrente nell'Antico Testamento: Tutto Israele, da Dan a Bersabea [1Sam_3,20]. La formula designava certamente l'estensione del territorio, ma simboleggiava ancor di pi\u00f9 l'unit\u00e0 delle dodici trib\u00f9, unit\u00e0 perduta dopo lo scisma.

{K}STORIA DEI DANITI{/}
In terra di Canaan, la trib\u00f9 di Dan aveva ereditato alcune colline situate tra i monti di Giuda e la pianura filistea. Per\u00f2, nonostante le imprese di Sansone, eroe della trib\u00f9, questa povera gente era continuamente osteggiata dai suoi bellicosi vicini: stanchi di lottare una parte di daniti cerc\u00f2 allora rifugio al nord. Si impadron\u00ec della antica citt\u00e0 cananea di Lais, che fu poi chiamata Dan. L\u00ec installarono un idolo consultato prima di effettuare l'immigrazione verso il nord del paese e che avevano rubato ad un certo Mica.
La storia se non edificante, \u00e8 per lo meno abbastanza pittoresca, e ci \u00e8 narrata nei capitoli 17 e 18 del libro dei Giudici.

{K}IL VITELLO DI GEROBOAMO{/}
In questa collinetta cananea, gli scavi hanno lasciato allo scoperto un santuario, con il suo altare e i suoi oggetti di culto, specialmente cucchiai per l'incenso o incensieri. Nel 1987 fu trovato sotto l'altare uno scettro di bronzo che doveva probabilmente appartenere a uno dei sacerdoti di Dan. In effetti, questo tipo di scettri era, nell'antichit\u00e0, simbolo delle funzioni reali e sacerdotali. Nello stesso posto, una iscrizione in greco e aramaico recitava in forma di invocazione: "Al Dio che \u00e8 in Dan".
Alla fine del secolo X a.C., dopo la divisione del regno, Geroboamo I riabiliter\u00e0 questo luogo sacro, come far\u00e0 con Betel, per evitare in tal modo che il suo popolo continuasse a frequentare il Tempio di Gerusalemme [1Re_12,26] - [1Re_12,27]. Geroboamo far\u00e0 fondere dei torelli d'oro e proclamer\u00e0 davanti al popolo riunito in assemblea: "Israele, ecco il tuo Dio che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto" [1Re_12,28].


{K}- AZOR (HAZOR){/}
Sulla riva destra del Giordano, a un 15 km a nord del lago di Tiberiade, Azor domina la piccola pianura di Hula, che si estende ai piedi dei monti di Galilea. La sua lunga storia inizia gi\u00e0 nel secolo XXVII a.C. per chiudersi con l'invasione di Tiglat-pilezer nel 734 a.C. Fortezza che custodiva il passaggio dell'Alto Giordano, fu presente in tutti i grandi conflitti del Vicino Oriente antico. La Bibbia la menziona soprattutto durante l'installazione delle trib\u00f9 in Canaan e durante il periodo della monarchia.

{K}UNA PIAZZA COMMERCIALE{/}
Godeva di una posizione privilegiata: era il passaggio obbligato per le carovane che transitavano da nord a sud, e da est ad ovest, stabilendo cos\u00ec relazioni commerciali con Egitto, Siria e Fenicia.
Dalla fine del IV millennio, Egitto e Mesopotamia, come altre nazioni del Vicino Oriente, dominavano perfettamente la metallurgia del bronzo. Per questo era necessario importare le materie prime necessarie: il rame e lo stagno. Azor era un crocevia nella rotta dello stagno (importato probabilmente dal Caucaso e dall'altipiano iraniano, attuale Afganistan). Il rame veniva invece da Cipro, isola nel Mediterraneo e da Eubea, regione della Grecia che si affaccia sul mare Egeo. Nell'et\u00e0 del Bronzo Medio (2100-1550 a.C.), Azor divenne una piattaforma di scambio di questo mercato internazionale.

{K}VENTI SECOLI DI STORIA{/}
Le origini della citt\u00e0 risalgono alla fine del IV millennio a.C. Alcune vestigia sepolcrali attestano l'insediamento di una antica citt\u00e0 cananea. Questa scomparir\u00e0 attorno al 2350 a.C. quando gli accadici provenienti dalla Mesopotamia edificarono un impero che si estendeva dal golfo Persico fino a Cipro. Approfittando di questi scombussolamenti politici gli amorriti salgono dal deserto di Siria e saccheggiano le piccole citt\u00e0 cananee: Azor sar\u00e0 una di quelle.
Nel secolo XVIII a.C. la citt\u00e0 \u00e8 ricostruita e ingrandita per accogliere il flusso crescente di popolazione attratta dalla prosperit\u00e0 di questa piazza di commercio; lo stesso Hammurabi vi terr\u00e0 un suo rappresentante per trattare l'acquisto dello stagno. 

{K}L'EPOCA EGIZIANA{/}
Nel secolo XVI, gli egiziani iniziarono ad espellere dal loro paese gli Hyksos, venuti dalla Palestina, e che avevano dominato per troppo tempo la valle del Basso Nilo. Scacciando gli Hyksos fino a Canaan, gli egiziani si impadronirono della citt\u00e0 e l'incendiarono.
Molto presto per\u00f2, approfittando dell'indebolimento dell'Egitto sotto il regno di Akhenaton (Amenofi IV) gli Hittiti esercitarono una pressione sempre pi\u00f9 forte nella regione. La lotta tra Egiziani e Hittiti dur\u00f2 fino all'epoca di Ramses II, fino alla famosa battaglia di Kedes nel 1286 a.C., che come conseguenza ebbe la riconciliazione degli avversari.

{K}AZOR INCENDIATA DA GIOSU\u00c8{/}
I testi biblici lasciano intravedere che l'avanzare delle trib\u00f9 nell'occupazione del paese preoccupava molto i tanti reucci dell'Alta Galilea. Quando Iabin, re di Azor, seppe tutto questo, invi\u00f2 ambasciatori al re di Madon e ai molti re vicini, di tutta la regione, sia ad est che ad ovest.
Giosu\u00e8, confidente per la promessa di Dio di dare al suo popolo questa terra in eredit\u00e0, fu capace di vincere le varie coalizioni, per volgersi poi contro Azor. Israele incendi\u00f2 tutte le citt\u00e0, meno quelle delle alture. Di queste solo Azor fu incendiata da Giosu\u00e8 [Gs_11,13]. La distruzione della citt\u00e0 con il fuoco ebbe luogo nel secolo XIII a.C., come confermano gli scavi.

{K}PERIODO MONARCHICO (DAL SECOLO X AL SECOLO VIII A.C.){/}
"Ecco quanto riguarda il reclutamento che il re Salomone fece per costruire il tempio del Signore, il suo proprio palazzo, il Millo e il muro di Gerusalemme, Azor, Meghiddo e Ghezer" [1Re_9,15]. \u00c9 in questo modo che Azor divenne una delle tre grandi fortezze a difesa del regno di Salomone.
Le mura di Salomone resisteranno fino all'invasione di Ben-adad I [1Re_15,20], quando di nuovo Azor diverr\u00e0 un cumulo di rovine.
Omri e poi suo figlio Acab, ricostruiranno nuovamente la citt\u00e0 allargandone il perimetro. Grandi opere pubbliche serviranno per condurre l'acqua all'interno della citt\u00e0, come pi\u00f9 tardi far\u00e0 anche Ezechia a Gerusalemme [1Re_20,20].

{K}SI COMPIE LA PAROLA DEI PROFETI{/}
Poco prima della caduta di Azor nel 733 a.C., si verific\u00f2 un terremoto che provoc\u00f2 un incendio e la distruzione della citt\u00e0. Per la terza volta, per\u00f2, durante la monarchia, la citt\u00e0 venne ricostruita. Il brillante regno di Geroboamo II assicur\u00f2 prosperit\u00e0 al Regno di Israele; comode residenze si elevarono nella parte alta della citt\u00e0 e ancora una volta si credette di poter vincere la disgrazia; anche se i profeti minacciavano il giudizio di Dio sul Regno di Samaria. Nel 732 Azor sar\u00e0 catturata e i suoi abitanti deportati durante la campagna di Tiglat-pilezer III. La grande fortezza del nord croller\u00e0 definitivamente.


{K}- IL SITO ARCHEOLOGICO DI AZOR{/}
Si potrebbe credere che i risultati degli scavi archeologici nel sito di Azor interessino soltanto la storia biblica. Eppure con essi possiamo farci un'idea del mondo nel quale agirono i personaggi dell'epoca, nonch\u00e9 della lunghissima storia che fece maturare la loro cultura. Attraverso tutte queste lotte e sforzi umani per migliorare il mondo e godere di una vita migliore, si scopre il disegno di Dio, sempre presente, tanto allora che oggi.

{K}LA CITT\u00c0 BASSA{/}
Occupata fin dal secolo XVIII a.C., quando fu incendiata da Giosu\u00e8, Azor ci si presenta oggi come una vasta estensione di campi dove nulla \u00e8 visibile o quasi di quel che \u00e8 stato scoperto con gli scavi. Qui sono stati rinvenute decine di cadaveri infantili sepolti in recipienti di terracotta, sotto il pavimento delle case, e risalenti al periodo anteriore alla distruzione della citt\u00e0 da parte di Ahmosi, fondatore del Nuovo Impero egizio. Allo stesso periodo risale una necropoli sotterranea, costituita da tombe scavate nella roccia, tra loro intercomunicanti attraverso un vero e proprio labirinto di gallerie. Fu utilizzato per quasi seicento anni.
In un santuario cananeo di forma rettangolare, che si prolungava ad ovest in una specie di piccola abside, furono trovate 8 pietre "alzate", di basalto, una delle quali era incisa con due mani levate verso il disco di una luna crescente. Ancora in basalto, una divinit\u00e0 cananea e un leone accovacciato, di fattura cananea ma di innegabile ispirazione hittita, dimostra che in questa regione desiderata tanto dagli Hittiti come dagli Egiziani, ancora permaneva forte l'influsso culturale di queste grandi potenze.
Sono stati scoperti anche altri due santuari nella citt\u00e0 bassa. Il primo consisteva di un cortile interno circondato da abitazioni. In mezzo ad esso si trovava un altare di pi\u00f9 di due metri cubici di volume. Nelle abitazioni sono state rinvenuti frammenti di ceramiche di chiara origine micenica che mostrano l'irradiazione di questa civilt\u00e0 sviluppatasi sotto l'impulso certamente di Micene, ma anche di Tirinto, Atene, Gla, Pilo, Orcomeno e tante altre citt\u00e0 indipendenti della Grecia dal secolo XVI al XII a.C.
L'altro tempio, pi\u00f9 a nord, era stato ricostruito tre volte. L\u00ec \u00e8 stata trovata una importante collezione di vasi, mobili e oggetti di culto in basalto.

{K}LA CITT\u00c0 ALTA{/}
Con lo scorrere dei secoli, Azor diede origine a un enorme "tell" costituito da pi\u00f9 di venti strati sovrapposti. Gli scavi mostrano qui le vestigia di due mila anni di storia. Al centro dell'acropoli si possono indovinare i muri di un tempio e di una palazzo contemporaneo di Hammurabi. Allora la citt\u00e0 era circondata da mura il cui accesso era impedito da una spianata. Nei tre settori degli scavi della citt\u00e0 alta si conservano ancora resti di fortificazioni edificate da Salomone: un muro a casematte, un bastione, una porta fortificata e una torre di difesa. Sotto il regno di Omri fu realizzata la ricostruzione di questa piazzaforte; i lavori fatti da Omri possono osservarsi nella modifica della porta fortificata di epoca precedente, nella citt\u00e0 del settore ovest e nelle ricche abitazioni private e magazzini che, poco tempo dopo non sarebbero sfuggiti alla distruzione assira. 
Per il fatto che questa minaccia era percepita imminente, si era proceduto a lavori urgenti di fortificazione: le casematte delle mura all'estremit\u00e0 est ed ovest erano state ripiene di pietre; si conservava solo una piccola porta segreta, a nord est, ma anch'essa all'ultimo momento era stata murata con mattoni. Attorno a queste mura di Azor gli archeologici hanno trovato resti dei cadaveri bruciati degli ultimi difensori. Correva l'anno 732 a.C. e Tiglat-pilezer III celebrava il suo quattordicesimo anno di regno.
La citt\u00e0 non si sarebbe mai pi\u00f9 ripresa da quel colpo mortale. Nei secoli seguenti, i viaggiatori avrebbero visto al suo posto solo isolati fortini per soldati.

{K}- GERASA-KURSI
LA GUARIGIONE DI UN INDEMONIATO{/}
In effetti successe a Kursi. I tre vangeli sinottici ci narrano l'episodio del posseduto da spiriti impuri che furono da Ges\u00f9 inviati in un branco di porci che fin\u00ec tutto nel mare di Galilea. 
I tre evangelisti collocano questo esorcismo subito dopo il miracolo della tempesta sedata: Ges\u00f9 e gli apostoli approdarono all'altra riva del lago [Mc_5,1].
\u00c8 evidente che l'incidente si verific\u00f2 nella Decapoli (Dieci Citt\u00e0). Nell'anno 63 a.C. Pompeo aveva sottratte queste dieci citt\u00e0 e i villaggi dei dintorni al regno asmoneo di Giuda, per timore che le comunit\u00e0 giudaiche nelle vicinanze potessero influire sopra queste popolazioni a maggioranza pagana.
Ma a partire di qui i manoscritti menzionano localit\u00e0 diverse tra loro: alcuni dicono: nella regione dei Geraseni; altri: nella regione dei Gadareni; e altri ancora: nel paese dei Gergesei. Le citt\u00e0 di Gerasa e di Gadara sono in Transgiordania, lontano dal lago di Galilea. Quanto a Gergesa, persino il nome \u00e8 sconosciuto: san Girolamo la confondeva con Corazin.
La tradizione bizantina ha per\u00f2 fissato il posto del miracolo a Kursi, ubicata nel territorio della Decapoli, nei pressi del Nahal Samakh per dove si sale al Golan. In questa localit\u00e0 si trovano resti di un villaggio d'epoca romana, con il suo piccolo porto per la pesca. Poco pi\u00f9 lontano un monastero bizantino fu costruito per commemorare questo miracolo nella regione dei Geraseni.


{K}- IL LAGO DI TIBERIADE{/}
Mare di Kinneret nell'Antico Testamento, nome dovuto alla forma di una cetra o di un'arpa; Lago di Genesaret, Mare di Galilea o lago di Tiberiade - qualunque sia il nome che gli si d\u00e0, non c'\u00e8 di meglio che lasciarsi invadere dall'impressione di serenit\u00e0 che qui producono la luce, la trasparenza dell'acqua e la soavit\u00e0 delle colline ridenti della Galilea.
Il lago occupa la depressione di Ghor, una faglia provocata gi\u00e0 dalla separazione delle placche terrestri. La superficie del lago si trova pi\u00f9 o meno ad un 200 m sotto il livello del Mediterraneo. Il lago \u00e8 alimentato dal Giordano che lo attraversa da una parte all'altra, assicurando cos\u00ec la prosperit\u00e0 della regione, come attestano anche le citt\u00e0, una dozzina, che vi si affacciavano (tra cui Cafarnao, Tabgha e Kursi) gi\u00e0 all'epoca in cui Ges\u00f9 esercitava il suo ministero in Galilea.
Presso il lago Ges\u00f9 moltiplic\u00f2 i segni, diretti principalmente ai suoi discepoli che si era scelti tra pescatori abituati a far fronte ai capricci dell'acqua e del vento.

{K}LA PESCA MIRACOLOSA{/}
[Lc_5,1] - [Lc_5,8] Luca situa questa narrazione all'inizio del ministero di Ges\u00f9 in Galilea.

{K}LA TEMPESTA SEDATA{/}
Oltre il miracolo Ges\u00f9 annuncia il suo passaggio attraverso il silenzio della morte e la sua vittoria decisiva  sulle forze del male.

{K}LE PARABOLE PRESSO IL LAGO{/}
La sponda del lago ospitava numerosi villaggi di pescatori e di agricoltori, tra le colline verdi di alberi e piccole pianure fertili, che servivano da riferimento alle parabole del Regno che, nel vangelo di Matteo segnano la fine del ministero di Ges\u00f9 in Galilea.

{K}- MAGDALA{/}
L'antica tradizione ha situato le rovine della Magdala evangelica presso il margine occidentale Mare di Galilea, a 5 km approssimativamente da Tiberiade.
Gli scavi archeologici tra la strada e il lago, hanno messo in luce le rovine di una citt\u00e0 romana e pi\u00f9 sotto, a livello delle case, una sinagoga costruita interamente in basalto. L'esame dei frammenti di ceramica e di monete ritrovate sul posto, indica che il sito fu occupato dalla fine del periodo ellenistico fino alla seconda met\u00e0 del secolo I d.C., allorquando la sinagoga sprofond\u00f2, invasa da fonti minerali vicine, e divenne un collettore d'acqua.
Siamo qui nella patria di Maria di Magdala, meglio conosciuta come Maria Maddalena, la donna esorcizzata da Ges\u00f9, secondo il racconto di Luca. Ges\u00f9 percorreva citt\u00e0 e villaggi predicando e annunciando la Buona Novella del Regno. Lo accompagnavano i Dodici e anche alcune donne che egli aveva liberato da spiriti cattivi e infermit\u00e0: Maria, soprannominata Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni [Lc_8,1] - [Lc_8,3].
Rincontreremo la Maddalena al calvario, ai piedi della croce vicino a Maria, la Madre di Ges\u00f9 [Lc_15,41]. Ella sar\u00e0 anche la prima alla quale Ges\u00f9 risorto appare, secondo quanto riportano i vangeli.


{K}- BETSAIDA{/}
Questo villaggio di pescatori presso il Giordano (prima del suo sbocco nel lago di Galilea), era stato cambiato da Filippo, figlio di Erode e tetrarca di Galilea, in una delle principali citt\u00e0 del suo territorio, ed egli la ribattezz\u00f2 Julia.
Betsaida, come Cafarnao e Corazin era stata oggetto di severi rimproveri  da parte di Ges\u00f9: Guai a te, Betsaida - con cui Ges\u00f9 esprime la sua profonda tristezza dinanzi all'incomprensione delle folle. Nonostante ci\u00f2, Betsaida \u00e8 la patria dei tre primi discepoli: Andrea, Pietro e Filippo.


{K}- IL MONTE DELLE BEATITUDINI{/}
A nord di Tabgha si eleva una collina che domina una buona parte delle acque del lago. Questo \u00e8 il luogo ricordato sin dall'epoca delle crociate come il sito dove Ges\u00f9 insegn\u00f2 le Beatitudini, conosciute come il Sermone o Discorso della Montagna. Dinanzi ad un ampio panorama impregnato di frescura e serenit\u00e0, questa collina di modeste proporzioni accoglie uomini e donne che arrivano in Galilea per comunicarsi alla Sapienza Divina con cuore rinnovato dalla grazia del pellegrinaggio. 
Scendendo da Nazaret, dove si contempla il mistero del Verbo incarnato, i pellegrini bizantini si fermavano a Cana per celebrare il primo dei segni di Ges\u00f9. Riprendendo il cammino arrivavano a Magdala, la patria di Maria Maddalena. Per\u00f2 sulla sponda nord del lago una nuova sosta li fermava a "una lega" da Cafarnao. Si trattava di Tabgha (le sette fonti), il luogo che si venera come il sito dove si produsse la moltiplicazione dei pani e dove Ges\u00f9 predic\u00f2 il "Sermone della Montagna". Andando verso sud, vicino al lago si trovava la basilica che commemorava il miracolo, mentre verso nord una cappellina contigua ad un piccolo monastero ricordava l'insegnamento di Ges\u00f9. Entrambi gli edifici costruiti verso il secolo IV, furono distrutti probabilmente dal sisma del 419 d.C.
Otto secoli pi\u00f9 tardi, i crociati, preoccupati di rispettare il testo evangelico che parla di un "monte", trasportarono la venerazione delle Beatitudini al piccolo altipiano che domina il lago. Qui stesso fu ricostruita nel 1937 l'attuale basilica.

{K}- NAZARET{/}
Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu inviato da Dio in una citt\u00e0 della Galilea chiamata Nazaret, a una giovane vergine, promessa sposa di un uomo chiamato Giuseppe, della famiglia di Davide. La vergine si chiamava Maria [Lc_1,26].
Non si dice tutto in questo versetto del vangelo circa la storia "sacra" che si compie in questo villaggio della Galilea? Sotto questa basilica costruita con l'aiuto di cattolici di tutto il mondo, le vestigia dell'antico villaggio evocano il mistero: Colui che n\u00e9 i cieli, n\u00e9 i cieli dei cieli possono contenere, ha preso carne dalla Vergine Maria per convertirsi ormai per sempre in Alleanza tra Dio e gli uomini.
Dopo aver scalato le altezze alberate della Galilea, il pellegrino arriva alla cima di una collina rocciosa che si alza tra due valli. Da l\u00ec pu\u00f2 vedere ai suoi piedi una vasta depressione circondata da monti: l\u00ec si estende un vero bosco di campanili e minareti, in mezzo ai quali si staglia la maestosa e moderna basilica dell'Annunciazione, la cui diversit\u00e0 di materiale di costruzione e di decorazione rende conto della universalit\u00e0 delle nazioni che hanno ricevuto la promessa della salvezza. 

{K}STORIA DELLA CITT\u00c0 ATTRAVERSO IL SUO HABITAT{/}
Quantunque il villaggio di Nazaret non venga menzionato nell'Antico Testamento, era sicuramente abitato gi\u00e0 molto prima del periodo patriarcale, fin dalla  fine del III millennio a.C., quando piccole cittadine cananee indipendenti si stabilirono vicino alle sorgenti di acqua.
Nel periodo israelita, l'habitat si spost\u00f2 verso sud, per occupare, nell'epoca della monarchia, il promontorio dove si trover\u00e0 il villaggio ai tempi di Ges\u00f9.
L'assenza di resti archeologici del periodo che va dal secolo VIII a.C. all'epoca ellenistica, lascia intendere che Nazaret fu distrutto durante l'invasione assira (735-721 a.C.), e che non fu ricostruito se non cinque secoli dopo. I pellegrini cristiani, fin dai primi secoli della nostra era, arrecarono sviluppo e provocarono l'estensione del centro abitato. Oggi Nazaret \u00e8 una delle principali citt\u00e0 della Galilea: la citt\u00e0 araba e la citt\u00e0 giudaica sommano insieme non meno di cento mila abitanti.

{K}NAZARET ALL'EPOCA DI GES\u00d9{/}
Non resta alcun'opera muraria di quest'epoca. Si conserva solo quella parte di case contigua a grotte naturali o qualche parete scavata nella roccia calcarea. Queste abitazioni servivano da botteghe e si comunicavano tra loro, forse, con una rete sotterranea di strette gallerie, in cui si aprivano cisterne per l'acqua e silos per i cereali.
Alcune di queste installazioni risalivano all'et\u00e0 del ferro. Quel che si \u00e8 scoperto a Nazaret durante gli scavi si limita ad alcune decine di case di piccoli artigiani o agricoltori, ma ci permette di raggiungere lo scrigno dove nacque e si svilupp\u00f2 la vita evangelica: una vita semplice dove l'uomo viveva in primo luogo di amicizia, di relazioni: "Infatti, dov'\u00e8 il tuo tesoro, l\u00ec sar\u00e0 pure il tuo cuore". Con queste parole Ges\u00f9 consacr\u00f2 la povert\u00e0 nella quale pass\u00f2 tutta la sua vita nascosta: che non sia nella scelta di questo tesoro, che l'uomo si gioca la vita?

{K}LA "CASA DI MARIA"{/}
\u00c8 possibile che, come successe a Cafarnao con la casa di Pietro, la prima comunit\u00e0 di Nazaret si sia riunita nella "casa di Maria". Questa casa, semplice, fatta di pietre rustiche come le altre a Nazaret, doveva situarsi al di sopra o davanti la "Grotta dell'Annunciazione", che serviva da cantina o bottega. Questa casa dove probabilmente Maria ricevette l'annunzio del compimento della promessa, divenne il punto di partenza di una lunga successione di edifici religiosi.
Gli scavi intrapresi prima della costruzione della moderna basilica, iniziata nel 1960, scoprirono una vera sovrapposizione di santuari. La serie di edifici, ricostruiti uno sopra l'altro ininterrottamente, conferma l'autenticit\u00e0 del luogo per la continuit\u00e0 di una lunga tradizione; in modo che partendo dalla basilica attuale si pu\u00f2 risalire nel tempo fino alla "casa di Maria". Il Museo di Nazaret conserva alcune pietre della chiesa sinagogale  segnate da numerosi "graffiti" che conservano attraverso il tempo le preghiere dei primi pellegrini arrivati fin qui per proclamare la loro fede e raccomandare le proprie intenzioni alla Vergine.

{K}LE PRIME CHIESE{/}
La "casa" di Maria, che divenne presto piccola per accogliere la comunit\u00e0 cristiana di Nazaret, fu rimpiazzata a partire dal secolo II da una "chiesa sinagogale". Questa ci permette di avvicinarci alla vita liturgica di quei fratelli dei primi tempi. Esempio di questo \u00e8 un battistero estremamente semplice, costituito solo da una colonna e da alcuni gradini scavati nella roccia calcarea.
Una piccola grotta, ad alcuni metri verso ovest della grotta dell'Annunciazione, \u00e8 chiamata Grotta di Conon. Le pitture e i graffiti qui si riferiscono al culto dei martiri. Le pareti sono coperte di rami, alcuni dei quali fioriti. Questa decorazione, frequente nelle catacombe romane, proclama la fede nella Resurrezione della quale i martiri hanno dato testimonianza.
In questo luogo di martiri, si fa memoria di un parente lontano di Ges\u00f9, detenuto e martirizzato nel 249, nella provincia romana di Panfilia, in Asia Minore, durante la persecuzione di Decio. Gli Atti dei martiri e i loro graffiti tracciati in questa grotta sembrano condurci positivamente a tale conclusione. Un mosaico dedicatorio posto davanti all'entrata, ha la seguente iscrizione in greco: "Donazione di Conon, diacono di Gerusalemme". Di epoca bizantina, il mosaico fu offerto da un omonimo del martire, forse un parente.

{K}IL BATTISTERO DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE{/}
La cripta della chiesa conserva resti di un battistero giudeo-cristiano. La presenza di due battisteri a una cinquantina di metri di distanza tra loro si pu\u00f2 capire solo se si tiene conto delle divisioni che segnarono la storia della chiesa lungo i primi secoli. Mentre alcuni di origine giudaica progredivano in una chiesa sempre pi\u00f9 aperta per accogliere i pagani, altri, andando all'indietro, si chiudevano sempre di pi\u00f9 nella Legge, disgregandosi poi in una moltitudine di piccole sette separate dalla chiesa madre.
Tutto il simbolismo espresso nel pavimento di questo battistero si sarebbe perso se san Cirillo di Gerusalemme, che fu vescovo di questa citt\u00e0 verso il 350, non avesse descritto, nelle sue catechesi battesimali, lo sviluppo della liturgia battesimale tale come si praticava in Palestina. In tal modo i sette rettangoli che conducono alla pila battesimale evocano i sei angeli: Michele, Gabriele, Uriel, Abrasax, Raffaele e Azaele, che presiedono i sei giorni della prima creazione.
Quanto alla pietra di basalto nero inserita nel muro, essa ricorda la roccia dalla quale era scaturita l'acqua nel deserto e che, secondo la tradizione giudaica [1Cor_10,4] accompagn\u00f2 gli israeliti fino alla loro entrata nella Terra Promessa.


{K}- SEFFORIS{/}
Le rovine della citt\u00e0 di Tsippori ({C}tsippor{/} \u00e8 un uccello) si trovano a un 7 km, in linea retta a nord di Nazaret. Alzandosi solo di 115 m sulla valle di Bet Netofah, la collinetta non \u00e8 un nido d'aquila, ma permette uno sguardo a volo d'uccello sul paesaggio circostante. La valle di Netofah era anticamente attraversata da una strada romana da est ad ovest. Durante questi ultimi anni sono stati fatti scavi che hanno permesso tra le altre cose di portare alla luce mosaici romani di grande bellezza, testimoni silenziosi della rinascita della citt\u00e0 dopo depredazioni subite in epoca intertestamentaria.

{K}UN PO' DI STORIA{/}
Citt\u00e0 della Bassa Galilea, ignorata durante l'antichit\u00e0, Sefforis (o Tsippori) compare per la prima volta in epoca asmonea sotto il regno di Alessandro Ianneo e Flavio Giuseppe si compiace di presentarla come "l'ornamento di tutta la Galilea". 
Dopo la conquista del paese effettuata da Pompeo, passano solo dieci anni quando, il legato di Siria, Gabino, fa di Sefforis la sede del consiglio che governava la Galilea. Flavio Giuseppe racconta poi come Erode il Grande, di ritorno da Roma, si impossess\u00f2 della citt\u00e0, strappandola ai partitari di Antigono, grazie ad una tempesta di neve, nel 38 a.C.
Alla morte del grande re, una sommossa scosse Gerusalemme propagandosi per tutta la Giudea e la Galilea. Varo, il legato romano di Siria residente ad Antiochia, intervenne immediatamente. Prese la citt\u00e0 e la diede alle fiamme, facendone schiavi gli abitanti.
Alla morte di Erode, la Palestina fu divisa in cinque tetrarchie e la Galilea pass\u00f2 ad Erode Antipa che la fece ricostruire, la fortific\u00f2 e la design\u00f2 come la capitale provvisoria della Galilea.
Una presenza cristiana a Sefforis non \u00e8 attestata prima dell'inizio del IV secolo, quando un certo Giuseppe di Tiberiade, un convertito dall'ebraismo, fu autorizzato dall'imperatore Costantino a costruirvi una chiesa.


{K}- NAIM E SULAM
I MORTI RISORGONO{/}
La localit\u00e0 biblica di Shunem, oggi Sulam, \u00e8 sul lato sud della collina; mentre sul lato nord si trova Naim. 
Elia ed Eliseo, due profeti del Regno del Nord, avevano ricevuto la missione di condurre il cuore di Israele verso l'unico Dio, Signore sovrano della vita. Elia aveva richiamato in vita il figlio unico di una vedova di Sarepta [1Re_17,9] - [1Re_17,24]; a sua volta, Eliseo, facendo orazione nella solitudine della sua camera, e ricordando i gesti del Creatore che aveva soffiato nelle narici dell'uomo l'alito della vita, restitu\u00ec con la vita il bambino a sua madre, la sunamita [2Re_4,8] - 37).
Qualche secolo pi\u00f9 tardi, l'unico che potr\u00e0 dire in tutta verit\u00e0 "Io sono la risurrezione e la vita", risusciter\u00e0 il figlio della vedova di Naim con il solo potere della sua parola [Lc_7,11] - [Lc_7,17].


{K}- TABGHA{/}
Il sito di Tabgha, le "sette fonti" secondo l'etimologia greca, si trova ai piedi del monte delle Beatitudini, sul lato occidentale del lago. Durante i primi secoli i pellegrini di fermavano l\u00ec per commemorare con il "Discorso della Montagna" anche la "Moltiplicazione dei Pani".
Questa piccola fonte termale, la cui sorgente di acqua sulfurea si rivelava benefica contro certe malattie della pelle, si trovava presso la Via Maris, scendendo per la pianura costiera in direzione dell'alto Giordano.

{K}UNA O DUE MOLTIPLICAZIONI DEL PANE?{/}
Luca e Giovanni parlano di una sola moltiplicazione dei pani. Quanto alle "due" moltiplicazioni, non si potrebbe trattare di due racconti di uno stesso evento, che per errore, o per ragioni teologiche, furono conservati parallelamente? I particolari che situano la prima in un ambiente giudaico e la seconda in un ambiente pi\u00f9 "greco" potrebbero essere solo un mezzo pedagogico per dar loro due significati complementari.
Inoltre, Giovanni ci dice che i giudei che beneficiarono del miracolo raggiunsero Ges\u00f9 a Cafarnao, attraversando il mare [Gv_6,22] e [Gv_6,25]. Per tanto erano rimasti sulla sponda orientale del lago e del Giordano, l\u00e0 stesso dove si situa il secondo racconto della moltiplicazione dei pani - cosa che invita a pensare ad una sola. Questa moltiplicazione potrebbe situarsi sul versante orientale del lago, presso  Kursi, dove un monastero bizantino la commemora.
In tal caso, il luogo di pellegrinaggio di Tabgha deve essere stato una sostituzione di Kursi - come tante volte si verifica in Palestina e altrove. Quando, sia per ragioni politiche o altre, un luogo si rende inaccessibile, non tarda ad apparire altrove un santuario dove i pellegrini potranno commemorare lo stesso evento.
\u00c8 possibile pensare che quando i pellegrini crebbero di numero, durante i primi secoli dell'era cristiana, si cerc\u00f2 di evitare la riva orientale del lago, zona desertica, inospitale quindi, e pericolosa, sull'altipiano del Golan. Si scelse allora Tabgha ad ovest per commemorare l\u00ec il miracolo dei pani. Qui si avevano anche altri vantaggi: poter celebrare la moltiplicazione prima di arrivare a Cafarnao, alcuni chilometri distanti, e luogo dove Ges\u00f9 aveva pronunciato il discorso del pane di vita. Il pellegrinaggio in Galilea comprendeva due momenti forti: Nazaret e Cafarnao. Andando da Nazaret verso Cana, si prendeva, a partire da Magdala, l'antica rotta che costeggiava il lago e che conduceva a Cafarnao, dopo una breve sosta a Tabgha.
Questa spiegazione non \u00e8 priva d'interesse, dal momento che si pu\u00f2 osservare che nessuno metteva allora in dubbio la doppia moltiplicazione dei pani e Tabgha poteva bene avere la sua tradizione, come Kursi conservava la sua sull'altra sponda del lago.
Nonostante tutto per\u00f2, \u00e8 certo che i due racconti della moltiplicazione dei pani trasmessici da Marco e Matteo, sono parte di uno dei blocchi pi\u00f9 antichi della tradizione orale, esistente gi\u00e0 prima della redazione del vangelo. Resta poi il fatto che Marco e Matteo insistono fortemente su due moltiplicazioni [Mc_8,19] e la differenza evidente del contesto dei due miracoli pesano a favore della loro autenticit\u00e0 storica. Quando il vangelo dice "attraversando il mare" pu\u00f2 semplicemente dire: raggiungere un altro punto della riva [Mc_6,45] e [Mc_8,13].

{K}- IL TABOR{/}
"Tuoi sono i cieli e tua \u00e8 la terra; tu fondasti il mondo con quello che contiene. Il Nord e il Sud fosti tu a crearli: il Tabor e l'Ermon esultano nel tuo nome" [Sl_89,12] - [Sl_89,13].
Per celebrare le meraviglie della Creazione il salmista non esita ad associare alla lode il Tabor, modesta collina di 558 m di altezza, e l'Ermon, dalle cime innevate. La sommit\u00e0 del Tabor si presenta come una grande piattaforma e la strada che vi conduce \u00e8 ripida e con molti tornanti. In cambio, dall'alto si ha una stupenda vista su tutta la pianura sottostante, della Bassa Galilea, attraversata dal Nahal Tabor e dai suoi affluenti.

{K}IL TABOR, MONTE SACRO FIN DALL'ANTICHIT\u00c0{/}
Con ogni probabilit\u00e0 il Tabor era stata una delle "alture" del culto cananeo. In effetti la Bibbia ci dice che nel secolo VIII a.C. il profeta Osea, all'inizio del suo ministero nel Regno di Israele, si lev\u00f2 con violenza contro i responsabili politici e religiosi del suo popolo. Non erano per caso come "una rete tesa sul Tabor" [Os_5,1], una trappola per Israele, che sviava dall'Alleanza spingendoli in braccio agli idoli di Canaan?
La situazione geografica del Tabor ne faceva un osservatorio da dove si poteva controllare la vasta pianura di Izreel. Qui si celebra nel secolo XII a.C. la riunione delle trib\u00f9 del nord della Palestina per convocazione di Debora e Barak, e la vittoria di quest'ultimo sui principi di Canaan [Gdc_4,1] e [Gdc_5,1].

{K}LUOGO TRADIZIONALE DELLA TRASFIGURAZIONE DI GES\u00d9{/}
Il testo evangelico non d\u00e0 alcun indicazione di nome dell'alta montagna della Trasfigurazione; e a quanto pare, all'inizio del secolo IV d.C. ancora non esisteva unanimit\u00e0 circa la localizzazione di questo episodio evangelico. La chiesa di Gerusalemme lo celebra sul Monte degli Ulivi, altri pensano all'Ermon. Eusebio di Cesarea, scrivendo sul tema verso il 320 d.C. tace; alcuni decenni pi\u00f9 tardi per\u00f2 san Cirillo di Gerusalemme e san Girolamo riuniti da Eusebio, identificano il Tabor con l'alta montagna su cui sal\u00ec Ges\u00f9 insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni, per trasfigurarsi dinanzi a loro. I successivi santuari, bizantini prima e poi crociati, conservarono e accreditarono questa localizzazione agli occhi dei pellegrini.


{K}- IZREEL (ESDRAELA)
LA CITT\u00c0{/}
Il termine Izreel ("Dio semina", [Os_2,24] - [Os_2,25]) ingloba, di fatto, due realt\u00e0 distinte: una citt\u00e0 e una regione. Fu la citt\u00e0 che diede il nome alla pianura o valle. Un tell ai piedi del monte Gelboe conserva i resti della citt\u00e0 che conobbe un periodo di prosperit\u00e0 ai tempi di Salomone e dopo sotto il regno di Acab. Fu qui che Acab voleva fare il suo orto vicino al palazzo, nella vigna tolta a Nabot (874-853 a.C.), fatto assassinare dalla moglie del re [1Re_21,1].

{K}LA PIANURA{/}
Izreel, (o con il nome greco Esdrelon) \u00e8 la pianura pi\u00f9 grande d'Israele, delimitata dai monti della Galilea a nord, e a sud-ovest dai contrafforti del Carmelo, a sud dalle colline della Samaria e a est dai monti di Gelboe. I corsi d'acqua che l'attraversano e fertilizzano sono il Qishon che sfocia nel Mediterraneo e il Harod, affluente del Giordano. Izreel \u00e8 stata per secoli il granaio del paese.
La pianura fa da sfondo a racconti popolari, come la storia di Gedeone, che mise scompiglio tra i madianiti sorprendendoli in pieno sonno con solo un pugno di uomini, selezionati tra coloro che erano atti alle armi, ma senza portare con s\u00e9 altro che un corno, un vaso di coccio vuoto con dentro una torcia [Gdc_7,1].
