{N}9,{/}21 {N}GLI ANGELI{/}
Nelle pagine precedenti abbiamo detto che visioni e angeli nel libro di Daniele altro non sono che una maniera di parlare propria dei libri cosiddetti apocalittici. Vedi pure la nota di Gn 16. Non concludiamo per\u00f2 troppo in fretta che gli angeli non abbiano un posto nel messaggio della Bibbia e che Dio non dica nulla a loro riguardo. Che possiamo credere di questo argomento?
Lungo i secoli si \u00e8 parlato di angeli come di nostri fratelli invisibili. Le ali che venivano loro attribuite lasciavano intendere che per loro non c'erano n\u00e9 pesi n\u00e9 distanze. Ognuno di noi ha il suo angelo custode incaricato da Dio di proteggerlo dai pericoli materiali e dalle tentazioni. In questo esercito celeste alcuni si distinguono: sono gli arcangeli. Altri governano la creazione: noi li chiamiamo poteri cosmici. Altri ancora, secondo alcuni autori spirituali, sono pi\u00f9 vicini a Dio e vedono solo Dio: sono i serafini.
Molti negli angeli non vedono che pie immagini, passate di moda. Altri invece, sperimentando una protezione celeste assai particolare, preferiscono attribuirla direttamente a Dio: a che servono gli intermediari?
Nella Bibbia per\u00f2, testi di tutte le epoche mostrano che si ha fede in mediatori, tanto pi\u00f9 necessari quanto pi\u00f9 alta e giusta \u00e8 l'idea del mistero di Dio. Non \u00e8 cos\u00ec difficile credere in essi non avendo la Bibbia una visione materialista dell'universo. Si afferma anzi che Dio delega una parte del suo potere agli spiriti buoni e malvagi. Alcuni testi, come il libro di Tobia, mettono in scena un angelo buono, agente della Provvidenza. Altri, come il libro di Daniele, accennano ad angeli protettori di differenti popoli, che sarebbero all'origine di culture e religioni diverse. Essi governano la storia umana con una certa libert\u00e0, pur sottomettendosi infine alle decisioni di Dio. Una tale concezione della storia risulta oggi abbastanza lontana, nonostante i suoi buoni fondamenti nella Bibbia (Dt 32,8; Is 63,9; Dn 10,21).
Gli autori del Nuovo Testamento accolgono questi disparati aspetti senza privilegiare l'uno a scapito dell'altro. Stefano e Paolo conoscono questi angeli delle nazioni: si vedano At 7,38; Gal 3,19; Ef 1,21 e i rispettivi commenti. L'Apocalisse di Giovanni concede agli angeli nella liturgia celeste un compito che \u00e8 affidato ai sacerdoti nel tempio di Gerusalemme (Ap 8,3); essi sono per\u00f2 anche gli strumenti del giudizio di Dio, i portatori di catastrofi che faranno prendere ad una societ\u00e0 peccatrice la coscienza dei propri errori (15,5). Il Vangelo usa il medesimo linguaggio. E aggiunge che gli angeli dei piccoli sono gli stessi che gi\u00e0 vivono nella piena luce di Dio (Mt 18,10).
La Bibbia dunque parla di angeli. Per\u00f2 \u00e8 difficile rispondere alla domanda che molti si pongono: sono questi solamente un modo di parlare della presenza di Dio nel mondo, delle semplici immagini della sua Provvidenza per quelli che egli ama, o sono invece esseri reali, forze spirituali distinte da Dio?
Non c'\u00e8 una risposta definitiva a questa domanda. Tuttavia la Tradizione ha sempre mantenuto fede in un Dio creatore del mondo visibile ed invisibile. Un Dio "materialista" avrebbe fabbricato il suo universo come un orologio, per usare le parole di Voltaire. Un Dio che \u00e8 Spirito e in cui lo Spirito \u00e8 niente meno che Dio, \u00e8 Padre di una creazione dove tutto e ciascuno degli esseri sono riflesso e irradiazione della sua propria pienezza. La sua luce non si consuma al primo bagliore: lo spirito si riverbera e si trasmette a livelli inferiori. Se il Verbo di Dio ha scelto di venire tra noi e nella nostra carne, \u00e8 senza dubbio perch\u00e9 noi occupiamo il livello inferiore della creazione e perch\u00e9 lui volle discendere al livello pi\u00f9 basso. Questo non ci autorizza a considerarci dei padroni.
A misura che la Chiesa s'\u00e8 andata spandendo, ha incontrato popoli che vivevano in modo diverso la loro relazione con i poteri cosmici. Questo l'ha spinta a modificare il proprio linguaggio, come bene testimoniano gli autori della Bibbia. Ha lasciato per\u00f2 sempre la porta aperta ad esperienze nuove. La Chiesa si contenta di ricordare come tutti questi mediatori dell'universo siano sottomessi a Cristo dopo la sua risurrezione e glorificazione. Solo Cristo infatti ha le chiavi della storia e dei nostri destini individuali.

