{N}1.1:{/} {N}LIBRO DI DIO E LIBRO UMANO: IL FONDAMENTALISMO{/} [Gn_3,1]
Questo primo capitolo della Genesi, come abbiamo gi\u00e0 detto, \u00e8 in qualche modo una prefazione al primo nucleo della Bibbia, quando Esdra riun\u00ec i libri di Mos\u00e8 e dei profeti [Ne_8,1]; [2Mc_2,13].
Se paragoniamo questo capitolo con racconti di popoli antichi - possiamo parlare della loro {C}cosmogonia{/} (scritti che si riferiscono alla formazione dell'universo) o dei loro {C}miti{/} (racconti che esprimono in forma figurativa le credenze circa l'ordine primordiale del mondo) - emergono alcuni punti interessanti: esso dice qualcosa che gli altri non dicono. Una di queste cose \u00e8 l'enfasi posta sulle parole: {C}Dio ordin\u00f2{/}.
Le Scritture sono la nostra regola di fede, prima per\u00f2 di ogni scrittura \u00e8 stata detta una parola. L'espressione {C}Dio ordin\u00f2{/} o {C}Dio disse {/}si trover\u00e0 spesso nella Bibbia, per\u00f2, secondo il contesto, l'enfasi sar\u00e0 posta o nel fatto che Dio prende iniziativa di esprimersi oppure nel fatto che Dio d\u00e0 un insegnamento o un ordine. In questo primo {C}Dio allora ordin\u00f2{/} dobbiamo intendere l'uno e l'altro.
{N}DIO \u00c8 UN DIO CHE PARLA{/}
Presentare la Bibbia solo come un insegnamento vuol dire ridurre la nostra fede. Di insegnamenti ce ne sono, e tanti, ma pi\u00f9 importante di loro \u00e8 il fatto che Dio parla. Pu\u00f2 esserci una rivelazione pi\u00f9 decisiva di Quello o di Colui che deve essere l'eternit\u00e0 stessa? Forse che lui possiede una coscienza come la nostra? Davvero ci conosce? Pu\u00f2 veramente comunicarsi con la sua creazione? Vorr\u00e0 da noi qualcosa? Sono pochi i filosofi che hanno osato dare una risposta positiva a queste domande.
Per\u00f2 gi\u00e0 in questo testo antico si definisce la fede giudaica e cristiana: Dio esce da s\u00e9 stesso e si dirige a noi sperando in una risposta. Oltre l'universo e la sua immensit\u00e0, i suoi misteri, le sue luci e ombre, esiste Qualcuno che ha dato il via ad un'avventura di incalcolabile portata. Il rischio maggiore in questa avventura \u00e8 nel fatto che Lui intavoli un dialogo con le sue creature. 
Quando noi parliamo, non \u00e8 solamente per dare ordini, o per chiedere qualcosa. Quando parlo, sto bussando alla porta di qualcuno perch\u00e9 si renda conto che io esisto, e per provare se pure lui esiste davvero. Quando sar\u00f2 ascoltato, sapr\u00f2 che io esisto perch\u00e9 conto qualcosa per l'altro.
La rivelazione cristiana non sar\u00e0 in primo luogo una legge dall'Alto che dobbiamo seguire sotto la minaccia di insuccesso o di un castigo: Dio \u00e9 "l'Altro" che risveglia in noi la coscienza e ci strappa alla nostra solitudine. Questo \u00e8 il punto di partenza per leggere le numerose pagine che attestano di una chiamata di Dio rivolta ai profeti: a Mos\u00e8, Elia, Isaia, Geremia e a tanti altri, come sappiamo. Qualsiasi chiamata di Dio produce in chi la riceve una nuova coscienza di s\u00e9 e la capacit\u00e0 di adempiere la missione ricevuta. Per questo tutta la storia biblica \u00e8 in qualche modo un'opera di profeti.
Dio \u00e8 un Dio che parla. Non aspett\u00f2 che ci fossero creature capaci di udirlo, ma ha iniziato a parlare prima per dirsi a s\u00e9 stesso. La Parola sta in Dio fin dal principio. Essa \u00e8 la stessa Sapienza e lui non la conosce se non dandole vita, davanti a s\u00e9 stesso, per poi nuovamente attrarla a s\u00e9 stesso per condividere la sua stessa pienezza. Questo mistero del Dio-che-si-dice-a-s\u00e9-stesso, o del Padre con suo Figlio, sta all'origine della creazione, e per questo il nostro \u00e8 un mondo in cui Dio parla.

{N}1.2:{/} {N} COME FURONO SCELTI I LIBRI SACRI {/} [Esd_7,1]
In questo capitolo Esdra \u00e8 chiamato varie volte {C}scriba{/}, o {C}maestro nella legge. Legge di Yahweh, {/}secondo i Giudei; {C}Legge del Dio dei cieli{/} nella lettera ufficiale del governo persiano che identificava Yahweh con il Dio celeste. Si pensa abitualmente che Esdra abbia raccolto insieme i libri che compongono il primo nucleo della nostra Bibbia. I libri di Mos\u00e8, chiamati {C}Legge,{/} ne formavano la parte essenziale.
E' da questo momento che la Legge di Dio comincia ad essere identificata con l'insieme dei libri considerati sacri: si veda a riguardo [2Mac 2,13] che attribuisce l'iniziativa a Neemia.
E' a questo punto, quindi, che conviene domandarci come si riconoscono i libri sacri. Compriamo una Bibbia perch\u00e9 crediamo che contenga libri ispirati, che \u00e8 il libro della Parola di Dio... Per\u00f2, chi ha deciso, e con che criterio, quali sono i libri sacri? Questa domanda \u00e8 fondamentale: sia per i cattolici che per i protestanti; qualunque sia la chiesa alla quale apparteniamo, la nostra fede si basa su queste Scritture. Se non esistesse alcuna autorit\u00e0 capace di decidere quali sono i libri ispirati e che credito attribuire loro, non ci sarebbe una fede cristiana. In che cosa differiscono poi questi libri da altri scritti di saggi o di santi o di profeti? In che misura essi ci consegnano la verit\u00e0 unica e eterna che non \u00e9 altro se non Dio stesso con il suo mistero?
{N}IL CANONE DELLE SCRITTURE{/}
Si chiama "canone" (una parola di origine greca che significa di per s\u00e9 bastone o canna per misurare, e metaforicamente {C}regola, {/}o {C}diritto come regola{/}) l'elenco ufficiale dei libri sacri che sono e sempre saranno normativi per la fede cristiana. Diciamo in breve che la certezza della fede si basa sulla sicurezza che Dio ha affidato agli apostoli di Ges\u00f9, e mediante loro alla Chiesa, un'assistenza speciale dello Spirito per cui si stabilisce senza errori quali sono i libri sacri e quali no. A questo punto ci interessiamo anche dei libri cosiddetti deuterocanonici.
Per cominciare, cerchiamo di vedere come questi libri arrivarono ad essere riconosciuti come sacri dalla comunit\u00e0 israelitica prima e dalla Chiesa poi.
Punto di partenza per ciascuno di essi \u00e8 un scritto redatto da un profeta, o dal discepolo di un profeta, o da un sapiente abituato a insegnare la legge di Dio. A volte questo autore era cosciente di essere ispirato, tanto in quello che scriveva quanto in ci\u00f2 che insegnava oralmente. Altre volte intendeva semplicemente insegnare o commentare la Legge di Dio o scoprire come essa si realizzasse negli avvenimenti, e lo faceva con la convinzione che stava esprimendo la fede d'Israele, o della Chiesa, senza per questo pensare che il suo libro era parola di Dio.
Dopo sono successi tante cose e sono venuti anche i guasti del tempo: libri bruciati, dimenticati, ignorati. Un libro depositato in un deposito rudimentale come poteva essere allora una biblioteca, capita dopo generazioni in mano a un sacerdote o a un uomo dotto che lo trova buono, interessante anche se non adatto, cos\u00ec com'\u00e8, ai tempi nuovi. Prende allora una parte di esso, o lo riprende tutto, e vi aggiunge paragrafi e pagine proprie. Pu\u00f2 anche essere che il libro sia stato solo copiato e poi diffuso in copia e che molte persone lo hanno memorizzato -- perch\u00e9 pochissimi potevano disporre di una copia personale. Pu\u00f2 essere anche che il libro sia stato dimenticato.
Dopo tutte queste diverse vicende arriva il momento per\u00f2 in cui la comunit\u00e0, sia giudaica che cristiana, si preoccupa di raccogliere i propri libri sacri come una memoria ancora attuale del suo passato. Le autorit\u00e0 religiose cercano allora i libri esistenti nelle varie comunit\u00e0, valutano l'interesse che si ha per ognuno di essi e distinguono quelli che la maggioranza dei credenti considera ispirati. In fine decidono in nome di Dio quali sono i libri che riconoscono, che accolgono in un canone e che saranno perci\u00f2 considerati, di l\u00ec in avanti, come portatori autentici della Parola di Dio. 
A partire da questo momento, sapendo che la Chiesa gode dell'assistenza dello Spirito, i credenti fanno un atto di fede e riconoscono i libri elencati come ispirati da Dio. Sanno e accettano che, sebbene la maggior parte di questi libri sia passata per diverse mani, nel loro stato finale sono diventati una parte del messaggio che Dio vuole fare arrivare al suo popolo in tutti i luoghi e per tutti i tempi.
Come si sar\u00e0 notato, in tutto questo processo l'azione di Dio \u00e8 stata molto discreta, come lo \u00e8 nella storia presente della Chiesa o nelle nostre vite personali. Egli era con l'autore, con il sacerdote o con il suo segretario che revisionava e talvolta modificava il testo originale; presiedeva all'incendio che distruggeva certi libri considerati sacri; era con i lettori che si affezionavano a questo o quello scritto e perci\u00f2 lo salvavano dall'oblio. In qualche modo la cosa potrebbe sembrare un gioco d'azzardo, Dio per\u00f2 ha sempre lui in mano la carta vincente e porta con s\u00e9 il libro, o meglio, ce lo lascia, persino impresso a stampa.
Quello che veniamo dicendo in generale, vale in particolare per tutti i libri che compongono la Bibbia: \u00e8 stata la comunit\u00e0 religiosa, giudaica prima e cristiana poi, che li ha selezionati e riconosciuti; e in questo ci si richiede un atto di fede senza il quale non ci sarebbe pi\u00f9 un Libro Sacro. La fede \u00e8 una decisione con la quale riconosciamo, eleggiamo ed accogliamo allo stesso tempo il Popolo e il suo Libro.
Non sappiamo, n\u00e9 lo sapremo mai, per quale via questo o quel libro \u00e8 entrato in questo Canone o Regola delle Scritture. Sta per\u00f2 il fatto che ci \u00e8 entrato e che la comunit\u00e0, giudaica o cristiana, non l'ha rinnegato ma accolto.
{N}DOPO ESDRA{/}
Sembra che il primo nucleo della Bibbia ordinato da Esdra contenesse gi\u00e0 i libri distinti secondo due categorie: la Legge e i Profeti. La{N} Legge{/}, cio\u00e8 i cinque primi libri della Bibbia attribuiti a Mos\u00e8; i{N} Profeti{/}, cio\u00e8 tanto i libri storici di ispirazione profetica come gli scritti veri e propri dei profeti. Una terza categoria \u00e8 apparsa solo pi\u00f9 tardi -- gli {N}Scritti{/}, mano a mano che si andavano aggregando testi di carattere diverso, ma che potevano normalmente considerarsi "letteratura sapienziale". Il prologo del libro del Siracide attesta di un'epoca, un secolo e mezzo prima di Cristo, in cui s'andava affermando questa letteratura.
Il fatto di considerare anche questi libri come sacri non imped\u00ec ad alcuni di credersi autorizzati a farne edizioni riviste e corrette o ad aggiungervi nuovi scritti, come nel caso di Qumran. Ammesso che in queste Scritture si percepiva un'espressione della fede del popolo di Dio, c'erano alcuni che si consideravano interpreti autentici di tale fede. Si sono aggiunti cos\u00ec anche altri libri, sia alla collezione ebraica (Testo masoretico) sia a quella dei Settanta: non c'era quindi un tramezzo divisorio preconcetto tra le due, per il fatto, se non altro, che perfino in Palestina, dove si parlava aramaico, si usava la Settanta tradotta ma anche scritta originalmente in greco.
Per\u00f2 questa situazione non poteva durare per sempre: era necessario che un giorno le autorit\u00e0 prendessero una posizione e fissassero un solo canone dei libri sacri. Era necessario inoltre che decidessero se un libro era stato concluso o se rimaneva aperto a nuovi apporti. La venuta di Ges\u00f9 e la fondazione della Chiesa avrebbero affrettato questa nuova tappa.
{N}IL CANONE GIUDAICO FISSATO IN IAMNIA{/}
Dopo la caduta di Gerusalemme e la distruzione del Tempio (nel 70 d.C.) che pose fine alla guerra giudaica contro l'esercito romano invasore, i farisei, unica forza viva sopravvissuta tra partiti e "s\u00e8tte" in cui si era frammentata la comunit\u00e0, fecero di tutto per restaurare le antiche istituzioni religiose. Fu la Scuola sinagogale di Iamnia, negli anni 80-100 d.C., che stabil\u00ec la lista dei libri considerati necessari e il cui carattere sacro esigeva che ci si purificasse dopo averli toccati. Il primo criterio di scelta del testo fu la sua accettazione generale e il suo uso liturgico. Si conserv\u00f2 la versione ebraica di Ester, respinta dagli esseni di Qumran perch\u00e9 considerata priva di spirito religioso, si accettarono Daniele e le Cronache ma si respinsero tutti i libri che figuravano soltanto nella Bibbia greca, nonostante che diversi di essi non fossero che la traduzione di un testo originale ebraico (come per esempio 1 Maccabei, Siracide, Giuditta).
Questo Canone di Iamnia non fu proposto in forma di legge, per\u00f2 si impose, e da quel momento fu considerato chiuso. Sotto i nomi della {N}Legge, {/}dei {N}Profeti {/}e degli {N}Scritti{/}, ossia: Torah, Nebiim e Ketubim (abbreviato in {C}TaNaK{/}), la Bibbia ebraica aveva raggiunto la sua forma definitiva.
{N}IL CANONE DELLA CHIESA{/}
La Chiesa non era ancora preparata per una decisione equivalente; si accontentava di utilizzare la Bibbia greca senza discuterne il valore sacro dei singoli libri. La sua attenzione si andava concentrando piuttosto sull'uso di scritti nuovi che cominciavano a circolare nelle varie comunit\u00e0 mentre uno dopo l'altro andavano scomparendo gli apostoli di Ges\u00f9, i testimoni ufficiali e l'autorit\u00e0 massima della fede. Le tradizioni orali, che ricordavano fatti e gesti di Ges\u00f9, si aggiungevano ad un certo numero di lettere scritte e inviate dagli apostoli o a nome loro. Le relazioni tra diversi paesi mediterranei erano frequenti per cui si metteva facilmente in comune tanta ricchezza. Roma aveva il Vangelo di Marco, la grande lettera di Paolo, gli Atti. La Siria, probabilmente, conservava Matteo e la lettera di Giacomo. L'Asia Minore e le citt\u00e0 greche apportavano anch'esse un contributo. Una frase della seconda lettera di Pietro, l'ultimo scritto del Nuovo Testamento, ci mostra che gi\u00e0 in quell'epoca le lettere di Paolo erano considerate ispirate, "al pari delle altre parti della Scrittura", cio\u00e8 dei libri dell'Antico Testamento [2Pt_3,16].
Non tutto fu recepito allo stesso modo. Durante il secondo secolo della nostra era si scartarono Vangeli e Atti pi\u00f9 tardivi dei nostri, che sembravano staccarsi dalla fede apostolica o perch\u00e9 troppo fantasiosi. Alcuni di essi, come {C}il Vangelo di Tommaso{/}, potevano anche aver conservato parole autentiche di Ges\u00f9 che non ci sono pervenute in altro modo. Ma, come per il canone giudaico, il criterio principale pare sia stata l'accoglienza generale del testo e il suo uso liturgico; si richiedeva comunque anche che lo scritto provenisse da un apostolo o dalla sua cerchia diretta. Ecco perch\u00e9 le Epistole chiamate Cattoliche, scritte in maggior parte durante le due generazioni successive agli apostoli, si presentano ancora come le lettere di Pietro, di Giuda, di Giacomo.
Anche se si dovette aspettare fino alla fine del secolo quarto per trovare concili e documenti che varino con autorit\u00e0 la lista dei libri del Nuovo Testamento tale come l'abbiamo oggi, gi\u00e0 alla fine del secolo secondo si era praticamente arrivati a un accordo sull'insieme dei libri da includere nel canone. In discussione non erano rimasti pi\u00f9 di due libri, e per ragioni simili: gli orientali non accettavano la lettera agli Ebrei perch\u00e9 vedevano bene che non era di Paolo, e i romani non volevano riconoscere l'Apocalisse perch\u00e9 convinti che non era stata scritta dall'apostolo Giovanni.
{N}I DEUTEROCANONICI{/}
Allo stesso tempo che si fissava il canone del Nuovo Testamento, ci si preoccupava anche delle Scritture ereditate da Israele e che costituivano l'Antico Testamento. Si torn\u00f2 a discutere nella chiesa come una volta tra i giudei partitari della lista lunga dei Settanta e quelli della lista pi\u00f9 corta della Bibbia ebraica. L'Oriente cristiano nel suo insieme tendeva alla lista pi\u00f9 breve; l'Occidente, con Agostino a capo, alla lista pi\u00f9 lunga. Quest'ultima conquist\u00f2 a poco a poco l'adesione della maggioranza grazie anche a San Girolamo, e la cosa \u00e8 tanto pi\u00f9 rilevante in quanto Girolamo stesso, influenzato dall'ambiente giudaico di Palestina, si era in un primo momento fermamente opposto alla lista lunga.
Girolamo aveva portato a termine la traduzione latina della Bibbia dal testo ebraico, seguendo un suggerimento di Origene, convinto assertore della Scrittura nel suo testo originale, cio\u00e8 ebraico e aramaico, invece che della Settanta che era una traduzione greca. Girolamo apprezzava tanto poco i libri greci che si era tradotto in una sola notte (senza il {C}computer{/}) tutto il libro di Tobia dall'aramaico. Questo non gli imped\u00ec quindi di inserire anche Tobia, assente dal canone ebraico, nella sua traduzione, la Vulgata latina. Anche il libro del Siracide, detto l'Ecclesiastico o "il libro dell'assemblea", godeva di grande prestigio, ma non era nel canone ebraico. Era comune poi cercare nel secondo libro dei Maccabei e nel libro della Sapienza la prima professione della fede nella risurrezione. Questi libri non erano nella Bibbia ebraica ma erano in quella greca dei Settanta e finirono con l'essere anche nella Vulgata. 
Per questo, quando fu sottoposto ai Padri del Concilio di Trento, nel secolo sedicesimo, un decreto che formulava il Canone con tutta l'autorit\u00e0 della Chiesa e in maniera irreversibile, la maggioranza si rimise alla pratica generale del popolo cristiano educato dalla Vulgata di San Girolamo e approv\u00f2 la lista greca quasi per intera. Non si faceva alcuna distinzione tra i libri della Bibbia ebraica e quelli che figuravano solo nella Bibbia greca, ai quali per\u00f2 fu attribuito il nome di {C}Deuterocanonici{/}, cio\u00e8, libri della seconda lista, o di un canone successivo.
{N}SCRUPOLI PROTESTANTI{/}
Tra quelli che coltivavano un poco di cultura storica e biblica, e anche pi\u00f9 di un po', furono numerosi quelli che avrebbero voluto escludere i Deuterocanonici. Nella Chiesa Cattolica il decreto infallibile del Concilio di Trento ha posto fine queste discussioni. Non \u00e8 successo per\u00f2 cos\u00ec nelle chiese nate dalla Riforma. A lungo le loro bibbie inclusero i Deuterocanonici, ma in una sezione a parte, precisando che la loro lettura era utile ma che non ci si poteva poggiare ad essi per una discussione teologica. In seguito hanno cessato di stamparli. Da alcuni decenni a questa parte si \u00e8 ricominciato a includerli nella Bibbia, ma ancora in una sezione a parte. Possiamo solo rallegrarci del crollo di una costruzione teologica arbitraria, accettata per 4 secoli e che metteva tra il tempo dell'Antico Testamento ebraico - durante il quale Dio non poteva parlare che in ebraico - e il tempo del Nuovo Testamento - in cui Dio parlava greco - un periodo di tre secoli chiamato {N}Intertestamento{/}, in cui si escludevano a priori l'ispirazione divina e il progresso della fede.

{N}1.3:{/} {N}L'USO DI TESTI ISPIRATI DA DIO{/}[2Pt_1,21]
Questo testo viene a completare quanto dice [2Tm_3,16] sull'uso dei testi biblici. L'autore si oppone a quegli innovatori che si appoggiano su un'interpretazione inedita di alcuni testi per mettere in discussione la fede tradizionale. Questo paragrafo d... per noto che la verit... \u00e8 impartita da Dio al suo popolo e che essa \u00e8 custodita all'interno del popolo di Dio. Nata dalle sue esperienze e proclamata sotto l'impulso dello Spirito, la Scrittura consegna la sua verit... a coloro che condividono il sentire di questo popolo e ne vivono lo spirito. Questo testo giustifica la gerarchia quando interviene a difendere l'eredit... della fede e l'interpretazione tradizionale di un testo nella misura in cui la fede dipendesse da tale interpretazione. Si sa tuttavia che pi- di una volta la gerarchia ha voluto appoggiarsi su testi biblici per giustificare delle proprie concezioni discutibili anche se legittime che impropriamente confuse con la fede. 
Il nostro testo va anche oltre questo problema. Se la gerarchia pu\u00f2 e deve intervenire dinanzi a spiegazioni individuali che minacciano la fede, non \u00e8 perch\u0082 essa sappia leggere le Scritture e gli altri no, ma perch\u0082 essa fa parte del giogo dello Spirito e ne tiene le chiavi. Essa ebbe la sua parte nella formazione dei libri santi, con i profeti, i sapienti e i responsabili della comunit... umana, e a volte anche in conflitto con loro. Allo stesso modo ha la sua parte nell'interpretazione delle Scritture, che \u00e8 in primo luogo un'opera dello Spirito. Sarebbe piuttosto errato credere che la chiave delle Scritture stia nelle mani di specialisti che studiano la Bibbia a partire da discipline umanistiche come la storia, la linguistica o la sociologia o l'archeologia. I loro studi contribuiscono, \u00e8 vero, ad una conoscenza pi- esatta del testo, ma i terreni decisivi in cui lo Spirito attua per rinnovare il messaggio e dargli il suo senso sono l'esperienza spirituale e i nuovi passi dell'azione missionaria. \u00d4 allora che il "maestro di religione, istruito nel Regno di Dio", estrae cose nuove dalle sue riserve [Mt_13,52].
Si capisce come un medesimo testo possa ispirare commenti diversi. Per un lettore carismatico o per un amante di poesia, la scelta delle parole \u00e8 di una grande importanza perch\u0082, parzialmente almeno, orienta la ricerca di risonanze in altri passi paralleli. Per chi insegna o apprende, essenziale \u00e8 per\u00f2 la semplicit... del linguaggio. Per chi ammonisce, il testo \u00e8 la base solida d'un avvertimento che va diritto alle persone per denunciarne le azioni nelle diverse circostanze della vita. La comprensione della Bibbia dipende allora non tanto da distinzioni di sfumature semantiche della lingua ebraica o di quella greca ma dai doni reali di conoscenza di cui parla Paolo in molti passi, e che sono la condizione di ogni apostolato efficiente [Rm_10,2]; [Ef_1,17]; [FiL_1,9]; [Col_1,9]; [Col_3,10]; cf. [Gv_17,1].
..
{N}L'ISPIRAZIONE DELLA SCRITTURA {/}[2Tm_3,16]
{C}Ogni Scrittura \u00e8 ispirata da Dio.{/} Probabilmente la traduzione sarebbe pi- esatta se ci prendessimo la libert... di modificarla un poco: "Tutta la Scrittura \u00e8 apportatrice dello Spirito di Dio". Non basta dire che la Bibbia \u00e8 stata scritta sotto impulso dello Spirito; dobbiamo aggiungere che i testi sono per noi Parola di Dio in misura che noi restiamo nell'ambito dello Spirito. Si sa che la Bibbia non \u00e8 in primo luogo un libro colto, ma sarebbe anche poco dire che \u00e8 un testo solo religioso. Questo testo \u00e8 {C}utile a insegnare, a riprendere, a correggere, {/}solo se avremo riservato un posto allo Spirito. La liturgia orientale di san Giovanni Crisostomo \u00e8 al riguardo eloquente: il libro dei Vangeli \u00e8 deposto insieme al pane e al vino sulla mensa delle offerte e portato all'altare e onorato con gli stessi riti. Tutta la liturgia mostra che i due sacramenti, quello della Parola e quello dell'Eucaristia stanno sullo stesso piano, e si invoca lo Spirito tanto sul pane e sul vino perch\u0082 siano corpo e sangue di Cristo che sul libro perch\u0082 sia portatore del soffio di Dio.
Si capisce allora come un medesimo testo possa ispirare commenti tanto diversi. Per un commentatore carismatico o per un amante di poesia, la scelta delle parole \u00e8 di grande interesse, perch\u0082 in parte almeno orienta la ricerca di altri passi paralleli. Per contro, per chi insegna o impara, essenziale \u00e8 la semplicit... del linguaggio. Per chi ammonisce, il testo \u00e8 la base di un avvertimento che impressiona direttamente le persone denunciandone determinate azioni. Di qui deriva che la comprensione della Bibbia dipende, principalmente, non da sfumature della lingua ebraica o greca ma dai doni di conoscenza di cui parla soprattutto Paolo - e che sono la condizione di ogni apostolato efficiente [Rm_10,2]; [Ef_1,17]; [Col_1,9]; [Col_3,10 ] - e Giovanni al capitolo 17.
{N}L'ISPIRAZIONE DELLA SCRITTURA{/}
Abbiamo detto che il libro sacro \u00e8 totalmente opera sia di Dio che del redattore. Questi si \u00e8 messo al lavoro forse senza sapere dell'ispirazione che Dio gli stava dando, credendo solo di fare qualcosa di utile, e forse si \u00e8 dedicato ad esso tra tante preoccupazioni e certamente nei limiti della propria cultura. Dio, da parte sua, ha ordinato tanto la scrittura che le successive reincarnazioni del libro (si veda la nota sul Canone di libri sacri) in un modo che questo libro, la Bibbia, diventa parte integrante di una rivelazione totale e definitiva.
Per noi, con un minimo di scienza storica, il presente \u00e8 il risultato del passato, e quando approfondiamo un poco le peripezie degli scritti biblici, in molti casi pare proprio che la carriera senza ostacoli che li condusse alla canonizzazione deve molto al caso. Perch\u0082 infatti si conserv\u00f3 quel libro invece di quell'altro? Era necessario contare su Abdia, Ester o la lettera di Giuda? Per Dio per\u00f2 il movimento va in senso inverso, il fine precede gli eventi che lo seguiranno lungo traiettorie impreviste e sulle quali intervengono molti personaggi; nel suo piano viene prima Cristo e la salvezza che egli apporta all'universo. Dire che Dio ha ispirato il libro \u00e8 dire che Egli l'ha voluto come strumento del quale sapr... fare uso lo Spirito, sia per orientare la fede della Chiesa come un corpo, sia per assistere i credenti di tutte le epoche che in esso cercano una consolazione.
Se affrontiamo cos il problema, ci liberiamo del dilemma insolubile contro cui cozzano molti e che schematicamente potrebbe descriversi in questi termini: O tutte le parole sono ispirate; e allora come attribuire a Dio tanti errori e inconsistenze nel libro? O solo il senso del messaggio \u00e8 ispirato mentre le debolezze del racconto si dovrebbero attribuire allo scrittore; e allora chi riconoscer... il messaggio divino se questo non sta nelle parole? Alcuni daranno una risposta che ha un suo valore, ma resta insufficiente: L'ispirazione, essi dicono, copre il messaggio religioso, ma lascia correre gli errori riguardo a punti storici o scientifici. In certa misura \u00e8 cos\u00ec. Per\u00f2, se osserviamo come gli stessi autori sacri hanno fatto uso dei testi che leggevano nella loro Bibbia, vediamo che tutte le parole citate per loro avevano un senso: si leggano per esempio le discussioni di Paolo in Gal 3, specialmente quando si riferisce ai {C}discendenti {/}e al {C}discendente. {/}Inoltre, se l'ispirazione coprisse solo il messaggio religioso, che cosa si dovrebbe intendere per religioso?
Dobbiamo perci\u00f2 sostenere che tutto il testo \u00e8 ispirato, ma in un senso diverso da come i musulmani intendono, per esempio, l'ispirazione del Corano. Per loro il testo e tutte le parole del testo sono state dettate da Dio in arabo, alla lettera, e questo \u00e8 il testo ispirato: non si dovrebbe neppure tradurre. Per un cristiano, invece, il testo biblico \u00e8 come un sacramento e per questo lo Spirito non sta mai incatenato alla lettera dell'originale. Dio non parla ebraico, ma si rivela a gente che lo parla o che parla il greco. Di qui possiamo tirare due conseguenze: 
1. Gli errori o, meglio, le imprecisioni del testo rispetto alla nostra cultura, non ci lasciano pi- sconcertati: abbiamo uno strumento tanto perfetto come imperfetto dal quale lo Spirito vuole trarre vantaggio e senza dubbio ne \u00e8 capace. Il Vangelo potr... esprimersi e produrre i suoi frutti in tutte le culture; gli esempi passati non ostacoleranno affatto la ricerca di uno stile nuovo di vita.
2. L'ispirazione del testo originale si trover... anche nelle traduzioni della Scrittura, pur tutti sapendo, come dice un vecchio proverbio, che tradurre \u00e8 un poco tradire.
{N}LE TRADUZIONI DELLA BIBBIA{/}
\u00d4 un fatto che la stragrande maggioranza dei credenti, anche quando la Chiesa (o le proprie chiese) li esortano a leggere la Bibbia, la conoscono solo da traduzioni. Capitava del resto la stessa cosa anche nella comunit... ebraica. Ai tempi di Ges-, secondo stime approssimative, l'8% della popolazione nell'impero romano era fatta di ebrei. In Palestina non ne vivevano pi- di mezzo milione. La Bibbia greca, vale a dire quella dei Settanta, era perci\u00f2 senza paragone la pi- usata. Era in uso persino nella stessa Palestina, nel cuore cio\u00e8 dell'ebraismo, presso numerose comunit... della diaspora rappresentate da sinagoghe a Gerusalemme. La LXX (o Septuaginta) \u00e8 inoltre citata anche nel Nuovo Testamento. Questo \u00e8 sufficiente a far capire la falsit... e marginalit... di una certa tendenza elitista che, persino nella Chiesa, fa guardare con disprezzo chi non abbia o non sappia almeno qualcosa di ebraico.
Gli apostoli, le comunit... cristiane, gli stessi scritti del Nuovo Testamento, hanno riconosciuto come parola di Dio la traduzione dei Settanta. Or dunque, questa versione, piuttosto fedele per il Pentateuco, lo \u00e8 meno per gli altri libri, e per i testi profetici addirittura naviga a vista. Significa per\u00f2 questo che la Chiesa, appoggiandosi alla LXX, si \u00e8 privata di quelle parti inalienabili della parola di Dio che costituiscono l'Antico Testamento? Il capitolo 15 degli Atti al riguardo presenta un caso interessante: l'apostolo Giacomo giustifica la sua posizione con un testo di Amos, citato secondo la traduzione greca [At_15,17], che presenta un passo diverso dal testo originale ebraico. Da questo si deduce per lo meno che fin dagli inizi, nella Chiesa, erano in tanti coloro che consideravano la LXX altrettanto ispirata del testo ebraico.
Alla fine del terzo secolo, la Chiesa romana si adegu\u00f2 all'evoluzione della lingua e dal greco pass al latino; un secolo dopo, san Girolamo terminava la versione della Vulgata latina che diventer... la Bibbia ufficiale della Chiesa cattolica romana fino alla met... del secolo 20. Seguendo il punto di vista di Origene, Girolamo diede priorit... al testo ebraico e su questo bas\u00f2 la sua traduzione. Oggi si ammette da tutti che, nonostante scienza e meriti di Girolamo, la sua traduzione contiene errori. Tuttavia, il suo fu per secoli il testo predicato e commentato, e le cui parole, a volte erronee, suggerivano confronti approssimativi tra un testo e l'altro, aprendo prospettive diverse anche alla vita spirituale.
Questa una realt... che si ignora facilmente quando si discute sull'ispirazione o la non ispirazione del testo. In fin dei conti sono le traduzioni quelle che tramandano lo spirito di cui vive di fatto il popolo di Dio. Non si dovr... quindi semplicemente ammettere che lo Spirito, il quale agisce attraverso il testo originale ispirato, agisce anche per mezzo delle traduzioni, che queste siano linguisticamente imprecise o eccellenti, e sempre con libert...?
{N}TRADUZIONI PRECISE E VERSIONI PASTORALI{/}
Quanto veniamo dicendo per le grandi versioni in greco e in latino vale anche per le moderne. Il traduttore che lavora per destinatari determinati, si adoperer... di mettere in lingua moderna, per quanto possibile, il testo originale. Se si dirige a studenti, gi... familiarizzati con lingue e storia antiche, si conceder... di impiegare parole ricercate o rare che ricalchino le parole ebraiche; n\u0082 si far... scrupolo a forzare un poco il periodare moderno per adeguarlo al periodare, per esempio, di una lettera di san Paolo in cui una frase pu\u00f2 estendersi anche per dieci righe. Il traduttore cercher... sempre di travasare intellettualmente e con sensibilit..., la sua conoscenza del testo originale nelle cognizioni che ha il suo lettore dell'antichit... classica.
Al contrario, chi si diriga ad un pubblico meno esigente presta maggiore attenzione agli accenti del testo, a quanto deve occupare il posto principale nella frase, anche se dovesse cambiare un poco l'ordine delle parole, non potendosi disporsi allo stesso modo nel discorso quel che \u00e8 pi- importante in ebraico, in greco o in una lingua moderna. Sapendo che la pi- parte degli scrittori sacri parlava una lingua comprensibile ai lettori di allora, eviter... accuratamente quel che farebbe apparire la traduzione un "linguaggio erudito"; non trasformer... l'apostrofare emotivo di Paolo in discorso accademico. Anche se sa che tutto il testo \u00e8 ispirato, non esiter... nel sostituire due parole greche con una sola moderna che dica la stessa cosa, n\u0082 a utilizzare due parole moderne quando una non bastasse per esprimere quella ebraica. Far... quindi come ogni traduttore fa quando \u00e8 costretto ad adattarsi all'indole della lingua da cui traduce ma anche a quella in cui traduce. 
Si sa qual \u00e8 il grande segno della Pentecoste e della venuta dello Spirito. Gli ascoltatori di Pietro odono le lodi a Dio ciascuno nella sua lingua, non solo in ebraico, la lingua sacra. Una diversit... di linguaggi sar... quindi di necessit... per la Chiesa nelle traduzioni della Bibbia. Non si pu\u00f2 dire che una traduzione sia pi- vera di un'altra senza porsi nella prospettiva di ciascuna lingua: la Chiesa non si occupa di formare soltanto specialisti, perch\u0082 \u00e8 il popolo semplice che in primo luogo dev'essere evangelizzato e nella lingua che usa ogni giorno. 

{N}1.4:{/} {N}L'ASSENZA DI ERRORI NELLA BIBBIA{/} [Jn_10,35]
{C}La Scrittura non si pu\u00f2 abolire. {/}Con questa replica che lascia sorpresi i suoi uditori, Ges- invita a guardare pi- da vicino molti testi biblici che non apprezziamo abbastanza e che non sappiamo approfondire perch\u0082 non quadrano con il nostro modo di pensare o con le nostre convinzioni religiose. Gli uditori di Ges- sapevano che il Nome dell'unico Dio non si pu\u00f2 comunicare a nessuna creatura; ma era necessario escludere ogni possibilit... di comunione dell'uomo con Dio per salvare questa convinzione o questa fede? Non si poteva dire che Dio si fa presente dentro la stessa umanit...? Tutto il vangelo di Giovanni mette precisamente in rilievo, assieme alla divinit... dell'Inviato di Dio, la volont... di Dio di divinizzarci, mentre gli avversari di Ges- si fermano al piano dei precetti e delle tradizioni da osservare per essere catalogati tra i buoni.
Per\u00f2 \u00e8 anche un fatto che questa affermazione di Ges- tocca il tema dell'assenza di errori nella Scrittura, e sappiamo che gi... da un secolo o due il carattere di verit... divina che si attribuisce ai libri sacri \u00e8 contestato con argomenti procedenti da punti di vista diversi.
{N}L'ASSENZA DI ERRORI NELLA BIBBIA{/}
Per un credente l'assenza di errori nella Parola di Dio (inerranza) \u00e8 innegabile, per\u00f2 anche cos\u00ec \u00e8 necessario precisare che tipo di verit... ci si aspetta da tale parola. Basta per esempio comparare due narrazioni dello stesso fatto nei diversi vangeli per vedere che le contraddizioni nei particolari sono numerose. Si confronti per esempio [Mt_20,30] e [Mc_10,46]; [Mt_18,1] - [Mt_18,3] e [Mc_9,33] - [Mc_9,35]. Dobbiamo ammettere che Dio non dett\u00f2 agli autori dei libri sacri gli {C}acta {/}ufficiali di quanto era successo o era stato detto. Le testimonianze e il modo di trasmetterle oralmente fino al momento in cui erano messe per scritto obbedivano a una regola generale: le migliori testimonianze dipendono sempre, in parte, dalla persona che vede e che senza volerlo d... un'interpretazione di quanto ha visto. 
A misura per\u00f2 che la civilt... moderna si andava sviluppando, si sono presentate difficolt... maggiori. In primo luogo si sono sviluppate le scienze, e s'\u00e8 provato imbarazzo per l'opposizione sorta tra una visione del mondo e dell'origine dell'uomo che ne dava la scienza e quella degli autori della bibbia, in particolare nei primi capitoli della Genesi. I cristiani allora si sono divisi. Mentre i fondamentalisti si attengono alla lettera del racconto, arrivando persino a negare le scoperte scientifiche pi- evidenti, altri hanno dovuto lealmente riconoscere che la verit... del racconto biblico non consiste nella descrizione delle nostre origini, quanto nella posizione che queste pagine assegnano alle creature e all'uomo nel piano di Dio. Si veda al riguardo la nota a [Gn_1,1].
In seguito sono sorte le difficolt... storiche. Si dovette ammettere che se gli autori della bibbia non disponevano dei nostri mezzi per investigare il passato, vedevano per\u00f2 nella storia un'illustrazione dell'azione di Dio nel mondo: il loro quadro d'insieme era veritiero anche se non tutti i fatti potevano essere accertati. A partire dal momento in cui il lettore entra in questa prospettiva, pu\u00f2 accettare senza timore il fatto che non si deve dubitare della Scrittura.
Segu\u00ec poi l'evoluzione della morale. Molte leggi morali ereditate dalla bibbia e considerate fino ad allora obbligatorie per ogni persona di buona fede, hanno smesso di essere valide per i nostri contemporanei. Non si dovevano forse relativizzare le proibizioni sessuali della bibbia? Si veda al riguardo il commento a [1Cor_7,1].
Il movimento di emancipazione femminista ha suscitato a sua volta un'obiezione scottante: la bibbia \u00e8 stata scritta totalmente nell'ambito di una cultura patriarcale. Le esperienze religiose che contano furono nella loro stragrande maggioranza vissute, interpretate e narrate da uomini, quando le donne non avevano mezzi per esprimersi n\u0082 per manifestare la propria identit.... Quanto vale allora l'immagine di un Dio maschio, guerriero, dominatore come risalta in tante pagine della bibbia? E l'inferiorit... proclamata della donna [1Tm_2,11] - [1Tm_2,15] non stende forse un velo di dubbio su tutto il messaggio umano della bibbia?
Un ultimo attacco proviene da uno sguardo oggi pi- imparziale alle altre religioni. A partire dal momento nel quale si \u00e8 ammesso che Dio previde efficacemente la salvezza di tutti gli uomini e non solo di quelli che credono e sono battezzati, a che servono tanti discorsi del Nuovo Testamento specialmente se sembrano dire che senza vangelo, senza battesimo, senza fede in Cristo non c'\u00e8 salvezza? Si veda al riguardo le note poste a [Mc_16,16].
Ecco perch\u0082 dobbiamo spendere alcune parole sull'assenza di errori nella Scrittura.
{N}L'ASSENZA DI ERRORI: IL SACRAMENTO DELLA PAROLA{/}
Il libro sacro \u00e8 totalmente opera di Dio e totalmente opera dell'autore umano, come si \u00e8 detto nella nota sull'Ispirazione, a proposito di [2Tm_3,16]. Dio non lo dett\u00f2 ad alta voce. Tantomeno ha fatto pressione sull'autore per fargli dire quel che mai avrebbe pensato di dire o perch\u0082 lo dicesse in verso contrario alla propria cultura. L'opera dello Spirito \u00e8 pi- discreta perch\u0082 lo Spirito sa farsi nostro spirito. Dio e l'uomo: l'uomo con l'apporto della propria esperienza e di quella della sua comunit..., ciascuna con i propri limiti; Dio ha fatto s\u00ec che questo libro occupasse poi un luogo in un insieme in cui doveva iscriversi l'intera rivelazione necessaria per tutti coloro che egli avrebbe chiamato perch\u0082 conoscessero il suo Figlio Unico. Solo a partire da questo doppio progetto, di Dio e dell'uomo, si pu\u00f2 parlare di errori o di assenza di errori nella Scrittura. 
Si deve ammettere che l'uso abituale del temine {C}assenza di errori (inerranza) {/}per riferirsi a questo tema \u00e8 improprio, in quanto per reazione subito uno cerca una posizione difensiva. L'avversario attacca: La tua bibbia contiene errori! Gli si risponde come si pu\u00f2. Il fondamentalista si mantiene tutto d'un pezzo senza lasciarsi minimamente incrinare. Adattando una storiella narrata da De Mello, l'archeologo dice: Si sono scoperte ossa umane in un terreno abitato da 30.000 anni; la tua creazione dell'uomo \u00e8 da solo 5.000 anni: \u00e8 quindi una favola! Un momento, risponde il fondamentalista, \u00e8 successo che Dio ha messo queste ossa qui solo per provare la nostra fede. Invece la stragrande maggioranza dei credenti risponder... pi- semplicemente, che sebbene l'ispirazione dell'autore garantisca la verit... del messaggio religioso, non lo libera dai limiti umani n\u0082 dalle caratteristiche della sua cultura. Sar... ad ogni modo meglio ricordare che la verit... \u00e8 Dio stesso.
Dio si rivela e si comunica. Quel che cerca per\u00f2 \u00e8 mettere noi nella verit..., senza darci delle verit... con cui poter fare un piccolo trattato, che basterebbe poi sfogliare per trovarvi la risposta giusta al momento giusto. Pi- che difendere la bibbia e parlare di assenza di errori in generale, o in astratto, dovremmo chiederci se a volte la bibbia non ci ha indotto in errore, o se ci ha addirittura portato a prendere qualche decisione cattiva. Sicuramente scopriremmo pi- di un pregiudizio dell'autore e i limiti del suo punto di vista: questo \u00e8 proprio di qualsiasi cultura e opera umana. Ma se abbordiamo il testo con lo sguardo della fede, raggiungeremo sempre la sicurezza di avere toccato la verit.... La pagina, letta con fede e ricollocata di nuovo nell'insieme della bibbia, non ci inganna. Si scoprir... che tutto l'Antico Testamento \u00e8 una lunga pedagogia di Dio, che tante verit... andavano sorgendo  a poco a poco e che alcune si consolidarono solo con la venuta di Ges-. Se sar... quindi necessaria una chiave per interpretare questo lungo avanzare del popolo di Dio e per reintrodurre in scena alcuni attori ignorati o poco apprezzati (come le donne), la si trover... nella persona del Figlio di Dio fatto uomo; Dio ha ordinato tutta la rivelazione di tal maniera che conduca a Lui, ed \u00e8 solo in Lui che essa si completa.
Nel testo di Giovanni test\u0082 citato, Ges- si appoggia a una frase e a una parola precisa. Il lettore moderno ha di qui il diritto di chiedersi se anche lui pu\u00f2 appoggiarsi con la stessa certezza alle parole della bibbia che sta leggendo. Mai troveremo criteri semplici, di facile applicazione, che ci permettano di leggere senza errori le parole ispirate. La storia ci insegna che le discussioni religiose tra avversari che pure facevano uso della stessa bibbia ben poche volte giunsero ad un accordo tra loro. Quando dobbiamo prendere una decisione, quante volte non ci chiediamo se possiamo davvero confidare nella parola della bibbia? Ma il problema \u00e8 altrove.
L'uso della parola di Dio \u00e8 come un gioco che coinvolge l'intera persona; le sue regole rimangono nascoste per chi guarda la bibbia dal di fuori (come fa il demonio nella tentazione di Ges-). Il credente che riceve la bibbia come rivelazione della Sapienza divina, la stessa che si \u00e8 manifestata pienamente in Ges- Cristo, sapr... meglio discernere. Per\u00f2 anche cos\u00ec ci sar... ancora spazio per i nostri errori, perch\u0082 la cultura e l'esperienza religiosa che abbiamo non sono pi- sicure di quelle dei secoli passati.

{N}1.5:{/} {N}LA SCRITTURA: LIBRO E INCHIOSTRO, GLI SCRIBI{/} [Ger_36,18]
{N}LA SCRITTURA{/}
Quando Abramo percorreva le terre desolate di Palestina, le citt\u00e0 di Canaan o del delta del Nilo, erano gi\u00e0 dodici o quindici secoli che era stata inventata la scrittura; questo non vuol dire, certamente, che nomadi come Abramo ne fossero a conoscenza. Nelle due estremit\u00e0 della "mezzaluna fertile", in Babilonia e in Egitto, le necessit\u00e0 del commercio avevano accelerato l'invenzione di sistemi grafici. In Egitto si erano inventati i {N}geroglifici{/} (pitture sacre), un sistema di disegni schematizzati che corrispondevano ognuno a oggetti o a sillabe. In Mesopotamia, la scrittura {N}cuneiforme {/}(in forma di cunei), i cui  tratti della canna nell'argilla corrispondevano principalmente a sillabe. La scrittura egiziana era molto legata a questa lingua, cosa che rendeva difficile il suo adattamento ad altre. La scrittura cuneiforme, in cambio, fu adattata da tutti i popoli della Mesopotamia, Siria e Canaan.
La scrittura si era resa indispensabile per la diplomazia, il commercio e l'amministrazione. Quando Mos\u00e8 conduceva la sua gente fuori l'Egitto, evit\u00f2 la via dei fortini dove c'era un ufficiale che annotava ogni giorno arrivi e partenze. Lungo il corso degli stessi anni, gli egiziani della citt\u00e0 reale del faraone Ekhnaton (Amenofi IV) utilizzavano un dizionario egiziano-babilonese per le traduzioni. Circolavano libri e si sono scoperti negli scavi in Palestina e Siria, tanto dei geroglifici egiziani come testi di letteratura babilonese in scrittura cuneiforme.
{N}L'ALFABETO{/}
Quando nel secolo decimo prima di Cristo, Salomone riun\u00ec i primi alfabetizzati di Israele, si era ormai entrati nell'era dell'Alfabeto. Gi\u00e0 questo esisteva da venti secoli, ma si era sempre pi\u00f9 insoddisfatti dei sistemi di scrittura, che esigevano troppi sforzi per apprendere tanto a leggere come a scrivere. Dopo molti tentativi, era al punto di imporsi una novit\u00e0, l'alfabeto da venticinque a trenta lettere, con la sua distinzione tra vocali e consonanti, uno strumento che poteva adattarsi a qualsiasi lingua. Fu in Fenicia, nelle terre di Biblos, Tiro e Sidone, dove le necessit\u00e0 del commercio stimolarono la ricerca e questa diede buoni risultati. L'alfabeto -o uno degli alfabeti fenici- fu presto adottato ovunque tranne in Egitto e principalmente nei principati del paese di Canaan. Da esso derivano tutte le scritture occidentali o semitiche (come l'arabo o l'ebraico).
I testi biblici furono perci\u00f2 scritti a partir da quest'epoca, in societ\u00e0 dove la maggioranza non sapeva leggere, per\u00f2 dove l'amministrazione e il tempio non sarebbero potuti stare senza testi scritti. Ai tempi dei re, qualsiasi posto militare aveva almeno un ufficiale capace di ricevere e di inviare messaggi. Por quel che riguarda la bibbia, dopo nove secoli di tradizione orale (per la storia di Abramo), e dopo tre secoli di tradizione pi\u00f9 orale che scritta (per Mos\u00e8), si stava entrando nell'era del libro.
{N}IL MATTONE E IL PAPIRO{/}
Su che materiale si scriveva? Si scriveva su qualsiasi cosa, su tutto quel che si aveva a portata di mano: il bronzo, la pietra, l'intonaco di gesso dei santuari, i resti di ceramica, ecc. Per\u00f2 dagli inizi, vale a dire, dal secolo trenta prima di Cristo, apparvero due grandi supporti della scrittura: il mattone e il papiro.
I popoli di Mesopotamia erano grandi consumatori di mattoni di argilla cotta [Gn_11,3]. Venti secoli prima di Cristo, non c'era nulla di meglio su cui redigere tanto poemi come fatture e ricevute che i mattoni. Il sapiente procedimento del contratto scritto e sigillato su un mattone che si avvolgeva in un nuovo strato di argilla sulla quale si ripeteva la scrittura, dopo di che si lasciava che tutto si seccasse lentamente, rendeva la frode impossibile. Cos\u00ec perci\u00f2, tanto gli annali dei re come i grandi testi religiosi erano incisi per l'eternit\u00e0; nel secolo ottavo prima di Cristo erano gi\u00e0 classificati negli scaffali della grande biblioteca di Assurbanipal pi\u00f9 mattoni-documenti che quelli necessari per costruire i muri.
Gli egiziani, da parte loro, avevan utilizzato un materiale pi\u00f9 maneggevole, il papiro. A partir dal secolo trenta prima di Cristo si scortecciava un tipo di canna del Nilo e con le strisce della corteccia, si confezionavano fogli il cui formato poteva raggiungere tra i 40 e i 50 cm. Ogni foglio era composto di due strati: sul primo, le strisce di corteccia erano orizzontali, e sul secondo, verticali. Il primo strato formava il lato diritto del foglio, pi\u00f9 facile per scriverci dato che si scriveva in linee orizzontali, da destra a sinistra, -che rivela uno spirito conservatore-, e dall'alto in basso: era l'interno del rotolo. Per\u00f2 si poteva scrivere anche sul lato opposto: il rotolo era perci\u00f2 scritto dentro e fuori [Ez_2,10]. Il rotolo normale era composto di venti fogli attaccati uno a fianco all'altro, la cui altezza era met\u00e0 del formato originale, comunemente di altezza intermedia, cio\u00e8 largo un 20 cm e lungo circa sette metri.
L'unico inconveniente del papiro, per\u00f2, che non \u00e8 piccolo, \u00e8 che si deteriora rapidamente con l'umidit\u00e0. Non s'\u00e8 quasi conservato fuori dell'Egitto e qui si \u00e8 rinvenuto solo in regioni molto secche. D'altra parte, la siccit\u00e0 lo rende sbriciolabile (come \u00e8 il caso dei papiri conservati nei musei), in quanto \u00e8 consistente quando \u00e8 fresco. Si pu\u00f2 allora lavarne l'inchiostro e scriverci un nuovo testo, come si faceva con il cuoio. Negli scavi in Palestina si \u00e8 trovato con frequenza un sigillo di argilla che serviva per assemblare un fascicolo di papiri, ma i papiri stessi sono spariti gi\u00e0 molto tempo fa.
Se scriveva con inchiostro [Ger_36,18] fatto di fuliggine e resina. Come facevano i nostri nonni con l'inchiostro di China; si pigliava un pane di inchiostro duro che si diluiva al momento di usarlo. Per i titoli e le note marginali si usava un inchiostro rosso. Si scriveva con una canna tagliata la cui punta era stata masticata. Lo scriba arrivava con tutto il necessario [Ez_9,2], che comprendeva  la tavolozza sulla quale scriveva, i pani di inchiostro da sciogliere all'atto dello scrivere e le canne-penne. Normalmente scriveva seduto come uno scalpellino o in ginocchio, fino al tempo in cui, come a Qumran, si preferiva sedere davanti a lunghi tavoli.
{N}LA PERGAMENA{/}
Il cuoio era poco utilizzato. Si chiamava allora pergamena [2Tm_4,13], dal nome della citt\u00e0 di Pergamo, specializzata nella preparazione di pelli a questo uso. Il suo impiego si svilupp\u00f2 durante l'era cristiana, dal momento in cui l'esportazione di papiro a occidente si rese difficile e fino a quando si cominci\u00f2 a fabbricare la carta, inventata gi\u00e0 da molto dai cinesi ma che fu fatta conoscere dagli arabi. La pergamena poteva utilizzarsi in rotoli, e i giudei avevano conservato quest'uso. Il libro fatto di fogli cuciti si usava solo per le necessit\u00e0 di commercio e per prendere note. Il libro, fatto di fogli di papiro o di pergamena piegati, tagliati e attaccati tra loro, era allora chiamato {C}codex{/}, codice, dal nome delle sue placche di legno che servivano per copertina. I cristiani, a differenza dei giudei, ricorsero presto al codice per i testi biblici; senza dubbio si deve vedere qui un segno di appartenenza alla classe media alla quale appartenevano molti di loro, gente di commercio, non illetterati , ma certamente pi\u00f9 interessati all'aspetto pratico che inibiti da scrupoli artistici o letterari.
Quanto a nostri testi biblici, la grande maggioranza dei documenti tramite i quali ci \u00e8 giunto il testo originale sono {C}codici{/} (plurale di {C}codex{/}) che erano pergamene. Quasi unicamente in Egitto si sono trovati testi del Nuovo Testamento scritti su papiri, sia rotoli che frammenti. E questi papiri sono spesso pi\u00f9 antichi delle nostre pi\u00f9 antiche pergamene.
{N}GLI SCRIBI{/}
L'uso del papiro, materiale deperibile, esigeva il ricorso a molti scribi per ricopiare i libri e altri documenti importanti. Nei paesi del Medio Oriente lo scriba era un personaggio istruito, altamente considerato, spesso un funzionario, come Baruch, il segretario -segretario e ministro del re- che si fece segretario di Geremia [Ger_32,1]; [Ger_35,1]; [Ger_43,1].
Le cose stavano diversamente nel mondo romano; le incarichi culturali erano qui comunemente affidati a gente oscura, a volte schiavi greci che avevano dietro di loro tutta una tradizione. Dopo le invasioni barbariche, il lavoro dello scriba era principalmente una attivit\u00e0 dei monaci; questi si preoccuparono di conservare le ricchezze del pensiero antico e tale lavoro che esigeva molta attenzione, come anche pazienza, conveniva molto bene al loro stato. Di qui si fa derivare l'espressione: un lavoro di benedettino.
Sempre era possibile che lo scriba commettesse errori. Perci\u00f2, dalla pi\u00f9 remota antichit\u00e0, si erano stabiliti controlli; cos\u00ec per esempio, si metteva un segnale ogni dieci linee , e alla fine del libro si annotava il numero esatto delle linee. Tali regole  arrivarono al loro massimo di rigorosit\u00e0 quando, ai tempi di Ges\u00f9, i masoreti rafforzarono i controlli per qualsiasi copia di un testo biblico. Allora si contavano tutte le lettere del libro e si indicava qual era la lettera che restava nel mezzo. Questo spiega come anche quando, dopo secoli, si abbiano manoscritti che contengono errori, tali errori hanno alterato molto raramente il senso del testo.
Le differenze pi\u00f9 notevoli tra le copie di cui disponiamo e gli originali sono spesso le spiegazioni o glosse, aggiunte da qualche scriba  per precisare il senso di una parola o di una frase che pareva difficile da comprendere dal lettore. E non \u00e8 raro che la spiegazione fosse erronea. Comunemente gli scribi mostravano un grande rispetto por il testo, per\u00f2 a volte mettevano al margine appena fuori del testo una nota esplicativa di qualche espressione, appena fuori la correzione di un errore che avevan fatto: un esempio chiaro ne \u00e8 [1Cor_4,6]. Nel caso dei libri dell'Antico Testamento \u00e8 molto pi\u00f9 difficile parlare di glosse, perch\u00e9 quei libri sono a volte il risultato di una lunga gestazione. In questo caso, i testi pi\u00f9 antichi erano ripresi, combinati, riorientati da nuovi autori che agivano con piena responsabilit\u00e0: \u00e8 la ultima redazione del testo come entr\u00f2 nel canone della bibbia, che \u00e8 libro ispirato.

{N}1.6:{/} {N}I TESTI ORIGINALI{/}
{N}DOVE SONO I TESTI ORIGINALI DELLA BIBBIA?{/}
\u00c8 la prima domanda che ci si pone subito in questo campo e parte da una preoccupazione critica: ammesso che la bibbia sia tradotta in tutte le lingue, a partire da quali testi si deve fare la traduzione? Inoltre, se le traduzioni differiscono tra loro, a che testo devono riferirsi gli esperti per decidere quale sia la traduzione giusta?
\u00e8 difficile rispondere debitamente a queste domande se non si precisa prima di tutto che, nel caso della bibbia, il testo originale non significa la stessa cosa di quando si parla, per esempio, del testo originale di una novella del Boccaccio.
Per quel che si riferisce alle opere moderne, uno o pi\u00f9 autori scrivono un manoscritto. Tale manoscritto \u00e8 il testo originale: il compito dell'editore consiste nel pubblicarlo. Ci potremmo chiedere per\u00f2 se l'editore, o la censura, non abbiano cambiato davvero nulla del testo dell'autore. Bene, la bibbia nacque in un contesto completamente diverso. La maggioranza dei libri dell'Antico Testamento hanno attraversato una lunga e burrascosa storia fino al momento in cui la comunit\u00e0 religiosa se ne \u00e8 fatto carico e ha deciso di diffonderli. Il manoscritto \u00e8 passato per moltissime mani, \u00e8 stato ricopiato e a volte ha subito non poche modifiche. E cos\u00ec fino al momento in cui la comunit\u00e0 stessa lo ha considerato come un libro sacro che ha deciso di riprodurlo fedelmente cos\u00ec come l'ha ricevuto. Si veda {C}Il canone delle Scritture.{/}
Di fatto \u00e8 solo nei quattro ultimi secoli prima dell'era cristiana che si costituisce la collezione ufficiale dei libri del popolo d'Israele conosciuta come {C}Tanak {/}(Legge, Profeti, Scritti): \u00e8 il nostro Antico Testamento. Quanto al Nuovo Testamento, passarono solo pochi anni tra la scrittura del manoscritto e la loro promozione a rango di libri riconosciuti ufficialmente dalla comunit\u00e0 cristiana: da una diecina a trenta anni per i vangeli. Le lettere di Paolo, salvo casi eccezionali, non furono ritoccate; \u00e8 solo probabile che due o tre delle epistole attuali siano formate da vari biglietti scritti da Paolo stesso in occasioni diverse. Anche se su alcuni di questi libri si \u00e8 discusso per tre secoli prima di riconoscerli come ispirati, di fatto ci si \u00e8 ben guardati dal modificarli.
{N}DAI COPISTI AI MUSEI{/}
Deve restare chiaro che il manoscritto originale, nel senso moderno di questo termine, non esiste pi\u00f9 per nessuno dei libri della bibbia: possediamo soltanto delle copie. La ragione \u00e8 semplice: i manoscritti di una volta si deterioravano molto rapidamente e dovevano essere presto copiati per non perderli: Si veda al riguardo il documento {C}Il libro e la scrittura, {/}specialmente il paragrafo {C}Gli scribi.{/}
Da secoli gli esperti si sono affannati a cercare i manoscritti pi\u00f9 antichi, perch\u00e9 per quanto anch'essi siano solo copie, teoricamente dovrebbero contenere meno errori di quelli pi\u00f9 recenti. \u00c8 stato realizzato anche un enorme lavoro di comparazione e valutazione tra i diversi manoscritti che possediamo, per annotare le differenze, cercando cos\u00ec di individuare i diversi errori commessi dai copisti. \u00c8 lo stesso problema che si pone al professore i cui alunni hanno copiato gli uni dagli altri. Con un poco di buon senso, e applicando regole della critica cosiddetta testuale, si arriva a sapere chi ha copiato da chi e quale era il lavoro originale.
Quanto all'Antico Testamento ebraico, si sa che nel secolo X della nostra era i giudei si allarmarono per le piccole differenze tra i diversi manoscritti allora esistenti. Scelsero quindi quel che a loro pareva essere il migliore, lo fecero diventare testo ufficiale delle sinagoghe e distrussero tutti gli altri. Fortunatamente si sono scoperti recentemente alcuni manoscritti pi\u00f9 antichi che si erano salvati dal fuoco e con essi si sono potuti correggere alcuni errori del testo ufficiale del medioevo.
Il testo greco dell'Antico Testamento aveva l'inconveniente di non essere, nella maggioranza dei casi, il testo originale, ma solo la traduzione di un originale testo ebraico. Spesso si trattava di una buona traduzione, per\u00f2 anche una buona traduzione non vale mai il testo originale. In compenso, ci si avvaleva per\u00f2, nel caso del greco, di bei manoscritti di {C}pergamena {/}che risalivano al secolo IV della nostra era, vale a dire, che erano molto pi\u00f9 antichi delle copie attuali del testo ebraico. In un buon numero di passi il testo greco era pi\u00f9 vicino all'originale ebraico antico del testo ufficiale ebraico medievale del quale disponiamo ancora oggi.
Per il Nuovo Testamento, il lavoro di critica testuale da risultati molto pi\u00f9 soddisfacenti, per il fatto che le copie di cui disponiamo sono molto pi\u00f9 vicine nel tempo ai manoscritti autografi degli autori. Nell'insieme del Nuovo Testamento non soltanto possiamo contare su testi interi in {C}pergamena {/}del secolo IV, ma abbiamo anche dei testi parziali copiati su {C}papiro, {/}alcuni risalenti all'inizio del secolo II, vale a dire, ad una cinquantina d'anni dopo la comparsa dell'originale. Tra i papiri si trovano, per esempio, le epistole, i quattro vangeli, uno o l'altro libro, o solamente alcune pagine di esso, ricopiato da persone private.
Questo lavoro sui testi \u00e8 stato facilitato dallo studio fatto da autori cristiani di tutte le opere scritte a partire dal secolo I. Questi citano i testi della bibbia, li commentano, ne discutono il senso e commentano le varianti dei testi con coloro che non hanno la stessa visione di fede. Non c'\u00e8 che un qualche versetto del Nuovo Testamento che non sia stato citato da pi\u00f9 di un autore. \u00c8 quindi anche questo lavorio un mezzo per sapere che cosa i primi cristiani leggevano nella loro bibbia, che non era diversa da quella che leggiamo noi oggi.
Cos\u00ec, da oltre un secolo, si sta conducendo un lavoro enorme per scoprire il testo originale della bibbia oltre gli innumerevoli e piccoli dettagli nei quali differiscono tra loro i quasi cinquemila manoscritti che ci sono giunti dall'antichit\u00e0. Ne \u00e8 valsa la pena: per quanto si discuta e si continui a farlo sul testo esatto dei numerosi versetti, esistono davvero soltanto pochi passi dove il senso appare gravemente alterato. Pu\u00f2 affermarsi per\u00f2, senza timore di essere smentiti, che nessun altro testo dell'antichit\u00e0, nessun testo sacro di altre religioni, \u00e8 stato sottomesso a una critica cos\u00ec accurata, per cui si possa gloriare della stessa autenticit\u00e0 della bibbia giudeo-cristiana. 
{N}DOVE SI TROVANO GLI ORIGINALI?{/}
Il lettore si sar\u00e0 reso conto che in questo paragrafo non parliamo di originali, ma dei {C}nostri {/}originali, vale a dire, delle copie pi\u00f9 antiche e sicure che abbiamo a tutt'oggi della bibbia. Questi "originali" si trovano conservati un poco ovunque, in tutti i pi\u00f9 grandi musei e nelle antiche biblioteche europee, sia che i {C}codici {/}provengano dalla cristianit\u00e0 europea o che siano stati recuperati nel Medio Oriente da ricercatori (a volte anche saccheggiatori) interessati all'archeologia. \u00c8 del tutto inutile preoccuparsi di andare a consultare questi codici sul posto, se non per la curiosit\u00e0 di vedere quello che realmente erano, opere di una qualit\u00e0 eccezionale. Per coloro che si dilettano di sapere e di citare alcuni nomi, possiamo ricordare i {C}codici{/} (si veda {C}Il libro e la Scrittura) {/}pi\u00f9 conosciuti: il {C}Vaticano, {/}il {C}Sinaitico, {/}l'{C}Alessandrino, {/}il {C}Codice Beza; {/}oltre i famosi {C}papiri di Bodmer.{/}
Tanto il testo ebraico dell'Antico Testamento, che la sua versione greca (la LXX), come anche il testo greco del Nuovo Testamento si pubblicano in edizioni a costo accessibile e si possono acquistare per lo meno in tutte le librerie specializzate in Sacra Scrittura. Si tratta di testi annotati, con un apparato critico dove, in tutti i loro particolari che variano da un manoscritto all'altro, gli esperti hanno selezionato la variante pi\u00f9 probabile, cio\u00e8 il testo pi\u00f9 vicino all'originale; inoltre, in quasi tutte le edizioni cosiddette "critiche", alcune note riportano tutte le varianti (le parole o frasi diverse) da un manoscritto all'altro.
Diciamo per finire che ci separano dalla {C}lettera {/}della bibbia soltanto la nostra capacit\u00e0 personale e lo sforzo di istruirci per sviluppare sempre pi\u00f9 la nostra conoscenza. In quanto a ricevere poi la Parola di Dio, non \u00e8 solo una questione di studio: non dimentichiamo che la bibbia \u00e8 un libro ispirato, ossia portatore dello Spirito, per cui la Parola viene consegnata a chi si apre allo Spirito di Ges\u00f9.

