{2}LETTERA AGLI EBREI{/}

La lettera agli Ebrei \u00e8 messa sempre all'ultimo posto nelle raccolte dell'epistolario paolino, a causa dei dubbi ricorrenti e delle incertezze che, fin dall'antichit\u00e0, ne_hanno posto in forse l'autenticit\u00e0 e la canonicit\u00e0, se cio\u00e8 fosse scritta da san Paolo e appartenesse effettivamente all'elenco (canone) dei libri sacri della chiesa. Le chiese orientali di Alessandria, di Gerusalemme, di Cappadocia la ritenevano canonica e di origine paolina, ma nella chiesa latina si espressero dubbi sulla sua autenticit\u00e0 (Ireneo, Ippolito, Tertulliano, Gregorio d'Elvira); inoltre la lettera non compare nel Canone muratoriano, san Cipriano non la cita mai e alcuni commentatori di san Paolo (come Pelagio e l'Ambrosiastro) non la prendono in considerazione. Tali incertezze, per\u00f2, scomparvero a poco a poco anche in Occidente, e nei Sinodi di Roma (anno 382), di Ippona (anni 393) e di Cartagine (anni 393 e 419) la lettera compare sempre al quattordicesimo posto, dopo le tredici lettere di san Paolo.
Oggi gli studiosi sono pressoch\u00e9 unanimi nel riconoscere che grossi filoni di pensiero legano questo scritto con la cristologia e la soteriologia di san Paolo, ma sono altrettanto espliciti nel riconoscere la diversit\u00e0 di stile, forma e concetti dalle epistole maggiori dell'Apostolo. L'autore va probabilmente ricercato nella cerchia dei discepoli e collaboratori di Paolo: cos\u00ec del resto ritenevano gli antichi scrittori alessandrini, come Clemente e Origene, secondo i quali \u00able sentenze\u00bb sono di Paolo, ma la composizione di un altro, il quale chi sia solo Dio lo sa. Il misterioso autore della lettera agli Ebrei non ha svolto semplicemente opera di scrivano o di segretario, ma ha contrassegnato lo scritto con il suggello della propria personalit\u00e0. Sono stati fatti i nomi di Giuda, \u00abfratello del Signore\u00bb, autore della lettera omonima, di Luca, B\u00e0rnaba, Apollo. Quest'ultimo \u00e8 il preferito dalla critica moderna.
Si discute anche sui destinatari della lettera. Il titolo agli Ebrei \u00e8 antico ed \u00e8 attestato nei manoscritti; ma non \u00e8 detto di quali Ebrei si tratti. Tutto lascia credere che siano cristiani provenienti dal giudaismo, i quali subiscono la tentazione di reintegrarsi nella loro fede di origine; si \u00e8 cercato di localizzarli a Roma, ad Antiochia, a Cesarea, ma soprattutto, e con maggiori probabilit\u00e0, a Gerusalemme, dove i destinatari si trovavano quotidianamente a contatto con il culto e il tempio, cui si fa costante riferimento nella lettera.
In tal caso la lettera dev'essere stata scritta prima del 70, anno della distruzione della citt\u00e0; diversamente non avrebbe senso parlare ancora del culto ebraico e del suo fascino anacronistico. D'altra parte \u00e8 difficile pensare che, anche dopo la distruzione di Gerusalemme, si potesse parlare del tempio senza accennare alla sua distruzione, notissima in tutta la diaspora. La lettera perci\u00f2 dovrebbe essere anteriore alla guerra giudaica, che scoppi\u00f2 verso il 67: probabilmente fu scritta negli anni 63-65, subito dopo il martirio di Giacomo.
Come luogo da cui fu scritta la lettera si \u00e8 supposto Roma, anche sulla base di [Eb_13,24]: \u00abVi salutano quelli dall'Italia\u00bb.
Il contenuto della lettera verte sul rapporto tra Cristo e l'ordinamento religioso ebraico, tra il suo sacerdozio e quello di Aronne, tra il suo sacrificio redentore e i sacrifici del tempio, tra l'antica e la nuova alleanza. E' chiaro dunque che la dottrina cristologica costituisce l'aspetto pi\u00f9 rilevante di questa grande lettera. Ma non si tratta di insegnamenti puramente teorici e dottrinali. Davanti a un \u00absommo sacerdote\u00bb come Cristo, \u00absanto, innocente, immacolato\u00bb, che \u00e8 mediatore di un'\u00aballeanza migliore\u00bb, \u00e8 impensabile tornare alle \u00abombre\u00bb dell'Antico Testamento.
La lettera si articola perci\u00f2 spontaneamente in una parte dottrinale-dogmatica, [Eb_1,1] - [Eb_10,18], alla quale fa seguito una parte parenetica, con l'invito a perseverare nella fede abbracciata e a praticare le virt\u00f9 cristiane, [Eb_10,19] - [Eb_3,16]. Seguono come conclusione, alcuni ammonimenti, notizie e auguri, [Eb_13,17] - [Eb_13,25].
