{2}LETTERA A TITO{/}

Le uniche notizie che abbiamo di Tito ci vengono dalle lettere di san Paolo. Di origine pagana, probabilmente fu battezzato da Paolo, che perci\u00f2 lo chiama \u00abfigliolo verace secondo la fede comune\u00bb, [Tt_1,4]. Fu con l'Apostolo al concilio di Gerusalemme, [Gal_2,1] - [Gal_2,3], e svolse compiti fiduciari importanti durante il terzo viaggio missionario, [2Cor_2,13]; [2Cor_7,6]; [2Cor_7,13]; [2Cor_8,6] - [2Cor_8,17]. Dopo la liberazione di Paolo dalla prima prigionia romana, Tito \u00e8 a Creta, lasciatovi espressamente dall'Apostolo \u00aballo scopo di mettere in ordine quanto rimaneva da completare e per stabilire dei presbiteri in ogni citt\u00e0\u00bb, [Tt_1,5]. Per facilitargli questo compito l'Apostolo gli invia dalla Macedonia la presente lettera, e lo invita a raggiungerlo a Nicopoli di Epiro non appena saranno arrivati Artema o Tichico a dargli il cambio, [Tt_3,12]. Pi\u00f9 tardi lo ritroviamo a Roma, da dove si rec\u00f2 in Dalmazia, [2Tm_4,10]. Secondo un'antica tradizione sarebbe morto vescovo di Creta all'et\u00e0 di 93 anni.
Il contenuto della lettera \u00e8 il seguente: dopo l'indirizzo, [Tt_1,1] - [Tt_1,4], con una breve descrizione delle finalit\u00e0 della missione apostolica, viene il corpo della lettera nel quale si indicano le qualit\u00e0 richieste nei ministri del vangelo in ordine all'insegnamento, [Tt_1,5] - [Tt_1,16], e si richiamano doveri particolari di diverse categorie di persone, [Tt_2,1] - [Tt_2,15], e doveri generali di tutti i cristiani, [Tt_3,1] - [Tt_3,7]. A conclusione alcuni consigli sul modo di trattare i novatori religiosi, [Tt_3,8] - [Tt_3,11], e brevi notizie personali, [Tt_3,12] - [Tt_3,15].
Una gemma di questa lettera \u00e8 l'evocazione della \u00abgrazia\u00bb, [Tt_2,11], e della \u00abbenignit\u00e0 del Salvatore nostro Dio\u00bb, [Tt_3,4], apparse nella sua venuta tra noi a modello di santit\u00e0 e come stimolo a \u00abcompiere opere buone\u00bb, [Tt_2,14]. La venuta di Cristo sulla terra non \u00e8 per\u00f2 che l'anticipazione della finale, pi\u00f9 luminosa \u00abmanifestazione della gloria\u00bb, [Tt_2,13]. Il cristiano vive con gratitudine e alacrit\u00e0 la sua giornata terrena nell'intervallo di queste due grandi luci.
