{2}LETTERA AI COLOSSESI{/}

Probabilmente san Paolo non \u00e8 mai stato di persona a Colosse, una cittadina non molto distante da Efeso, situata lungo la valle del fiume Lico, nella parte meridionale della Frigia. Il vangelo vi era stato portato da Epafra, [Col_1,7]; [Col_4,12] - [Col_4,13], un ricco signore di quella citt\u00e0 che probabilmente frequentava Efeso, dove Paolo l'aveva guadagnato alla fede cristiana, nel lungo soggiorno che vi fece tra gli anni 54-57.
L'occasione che indusse Paolo a redigere questo scritto fu verosimilmente il viaggio a Roma di Epafra. Egli era latore di buone notizie circa la fede, la carit\u00e0 e la speranza dei suoi concittadini e disse anche tutto l'affetto che nutrivano per Paolo; ma rifer\u00ec pure circa dottrine singolari e misteriose che falsi dottori, non meglio identificati, andavano diffondendo, adescando la buona fede di quei Frigi neoconvertiti, per natura inclini a estrosit\u00e0 religiose. Dai pochi accenni che si ricavano dalla lettera si direbbe che si trattava dei soliti \u00abgiudaizzanti\u00bb con elementi di gnosi ellenistica incipiente. Propagavano teorie riguardanti potenze celesti, esseri angelici e non meglio definiti elementi del cosmo, e inducevano i fedeli a non meglio precisati culti di angeli e a pratiche di carattere legale, minuzioso, piuttosto frustranti.
L'Apostolo decide, come al solito, di intervenire con una lettera destinata anche alla vicina comunit\u00e0 di Laodicea, cfr. [Col_4,16]. Si ha l'impressione che egli, scendendo nel campo stesso delle teorie che venivano divulgate, assimili coteste potenze agli angeli della tradizione giudaica e li riduca cos\u00ec al loro giusto posto nel quadro della salvezza. La loro funzione, egli afferma, era limitata a fungere da intermediari della legge mosaica ed \u00e8 quindi cessata con l'abrogazione della legge stessa, [Col_2,14]. Al vertice di tutto sta Cristo: qui \u00e8 il centro dell'insegnamento di Paolo ai Colossesi. La supremazia di Cristo sull'universo e sulla storia non conosce concorrenti. Egli \u00e8 l'unico mediatore della salvezza, il punto di sostegno e di approdo della storia, il capo della chiesa alla quale presiede come la testa su tutte le membra del corpo.
Sull'autenticit\u00e0 della lettera sono sorti dubbi e vi \u00e8 tuttora disparit\u00e0 di opinioni: lo stile ieratico e quasi liturgico, il linguaggio gnosticizzante (il vangelo viene qui chiamato mistero e abbondano termini come sapienza di Dio e conoscenza) e gli stessi errori denunciati possono indurre a considerare non paolina questa lettera. Ma tali obiezioni non sono sufficienti a espungere la lettera dal circolo di Paolo; si pu\u00f2 facilmente ipotizzare invece la presenza di un discepolo che ne_sia stato il redattore.
Il contenuto e la struttura si dispongono in due parti. A un esordio, [Col_1,1] - [Col_1,14], segue una parte dogmatica, [Col_1,15] - [Col_2,23], in cui si enuncia il primato universale di Cristo e si mette in guardia dai falsi dottori. Viene poi una parte esortativa e morale con l'invito a vivere la vita nuova di Cristo, a rivestire l'uomo nuovo, con l'aggiunta di raccomandazioni di vita domestica e altre di carattere generale, [Col_3,1] - [Col_4,6]; seguono come conclusione notizie personali e alcune raccomandazioni, [Col_4,7] - [Col_4,18].
