{2}LETTERA AGLI EFESINI{/}

In quattro lettere, precisamente quelle agli Efesini, ai Filippesi, ai Colossesi e a Filemone, Paolo parla delle catene che deve portare e tre volte rivendica con fierezza il titolo di \u00abprigioniero di Cristo\u00bb, cfr. [Ef_3,1]; [Ef_4,1]; [Fil_1,19]. E' quindi invalso l'uso di designare tali lettere con l'appellativo di lettere della prigionia o della cattivit\u00e0.
L'opinione comune le ascrive al periodo della prima prigionia romana (anni 61-63), ma v'\u00e8 chi colloca la lettera ai Filippesi nel periodo della detenzione di Cesarea o la ritiene scritta durante una non meglio precisata prigionia a Efeso.
La lettera agli Efesini presenta un problema preliminare: i manoscritti pi\u00f9 antichi e autorevoli, infatti, nel saluto iniziale \u00abai santi e fedeli in Cristo Ges\u00f9\u00bb, tralasciano l'indicazione \u00abche sono in Efeso\u00bb, presente in alcuni codici. Per questa ragione potrebbe trattarsi di una lettera circolare, destinata a pi\u00f9 comunit\u00e0 dell'Asia Minore (Efeso, Laodicea, Colosse).
Resta incerta anche l'occasione particolare che pu\u00f2 aver indotto Paolo a stilare questa lettera: forse il desiderio di sviluppare in forma pi\u00f9 sistematica e completa il grande tema della sovranit\u00e0 universale di Cristo, gi\u00e0 delineato nella lettera ai Colossesi, che si pu\u00f2 ritenere l'abbozzo di questa lettera, analogamente come la lettera ai Galati appare come il preludio della lettera ai Romani. Certo \u00e8 che, scritta quasi al termine dell'attivit\u00e0 apostolica, la lettera agli Efesini contiene la pi\u00f9 vasta sintesi e il vertice del pensiero dell'Apostolo. In uno stile pacato e solenne viene descritto il grande disegno divino della salvezza, la rivelazione del mistero di Dio per cui tutti, Ebrei e pagani, sono salvati in Cristo mediante l'inserimento nel suo corpo che \u00e8 la chiesa.
Da questo stato di cose scaturisce come esigenza un nuovo comportamento etico individuale, familiare e sociale.
La lettera si divide in due parti. Presentazione del mistero della salvezza universale in Cristo mediante l'inserimento di tutti, Ebrei e pagani, nel corpo vivo che \u00e8 la chiesa, in modo da formare ormai un solo uomo nuovo in lui, \u00abperch\u00e9 per suo mezzo entrambi abbiamo libero accesso al Padre in un solo Spirito\u00bb, [Ef_2,18]; di tale mistero Paolo \u00e8 l'apostolo e il banditore, [Ef_1,3] - [Ef_3,21]. Fa seguito una parte esortativa contenente l'invito a una pratica di vita che sia degna della nuova vocazione in Cristo Ges\u00f9, [Ef_4,1] - [Ef_6,20]. Conclude un epilogo con brevi auguri e l'annuncio che Tichico, \u00abfratello diletto e servo fedele nel Signore\u00bb, porter\u00e0 maggiori notizie.
Si deve notare ancora che non pochi critici, soprattutto acattolici, dubitano dell'autenticit\u00e0 paolina di questa lettera a motivo della lingua, dello stile, del vocabolario e d'una certa somiglianza fraseologica con la lettera ai Colossesi. Ma la costante tradizione, da Clemente Romano a Ignazio di Antiochia, a Policarpo, a Ireneo, l'attribuisce a Paolo: \u00e8 probabile che l'Apostolo ne abbia affidato la redazione a un discepolo, il quale vi ha impresso anche il suo carisma.
