{2}PRIMA LETTERA AI CORINZI{/}

La migliore introduzione alla prima lettera ai Corinzi \u00e8 la lettura di ci\u00f2 che \u00e8 riferito negli Atti degli Apostoli, 17,1-18, circa l'evangelizzazione e la fondazione della chiesa in quella citt\u00e0, avvenute ad opera di Paolo nel corso della seconda spedizione missionaria, con l'aiuto di Silvano e Timoteo. La citt\u00e0 era allora risorta dopo la distruzione del 146 a.C. operata dai Romani, e, grazie alla sua felice collaborazione sull'istmo che univa il Mar Ionio all'Egeo (oggi l'istmo \u00e8 tagliato dal Canale di Corinto), godeva di una floridezza incomparabile; per di pi\u00f9 nel 27 a.C. Ottaviano l'aveva fatta capitale della nuova provincia senatoriale di Acaia, e quindi sede di un proconsole romano che la governava. Commercio, ricchezza, cultura, razze, religioni e corruzione si mescolavano nella citt\u00e0, i cui monumenti erano sovrastati dal grande massiccio roccioso dell'Acrocorinto, sul quale s'innalzava il celebre santuario dedicato alla dea Afrodite, la dea dell'eros. Anche per questo l'appellativo di \u00abfanciulla corinzia\u00bb correva sinonimo a quei tempi di ragazza di facili costumi.
Nonostante queste circostanze apparentemente sfavorevoli, la comunit\u00e0 cristiana era cresciuta numerosa e vivace, e affrontava per la prima volta il rischio di vivere il vangelo in un ambiente totalmente greco, in un contesto cio\u00e8 che non poteva pi\u00f9 contare su parametri biblici ed ebraici.
Tra la fondazione della comunit\u00e0 e la presente lettera possono essere trascorsi circa cinque anni. Durante tale periodo Paolo ha certamente mantenuto contatti con la comunit\u00e0 da lui fondata, verso la quale prova affetto intensissimo, come di padre (cfr. [1Cor_4,15]), e della quale \u00e8 fiero, poich\u00e9 la chiama sigillo del suo apostolato, sua apologia contro i denigratori, e sua lettera di raccomandazione che poteva essere \u00abconosciuta e letta da tutti gli uomini\u00bb (cfr. [1Cor_9,2], [1Cor_9,3]; [2Cor_3,2]).
Nella comunit\u00e0 tuttavia erano sorte serie difficolt\u00e0 di varia natura e l'Apostolo, che al momento in cui scrive si trova a Efeso, nel corso della terza spedizione missionaria, quindi tra il 55 e il 57 d.C., ne \u00e8 stato informato dalla \u00abgente di Cloe\u00bb, [1Cor_1,11], e da alcuni inviati della stessa comunit\u00e0 di Corinto che l'hanno messo al corrente di disordini e gli hanno esposto alcuni quesiti per iscritto, [1Cor_7,1]. La lettera intende quindi frenare gli abusi segnalati e risolvere le questioni presentate.
Per questo fra tutte le lettere di san Paolo la prima ai Corinzi \u00e8 la pi\u00f9 varia, la pi\u00f9 ricca di spunti e di situazioni esistenziali, la pi\u00f9 sorprendente, perch\u00e9 legata ad annotazioni storiche concrete. Grazie ad essa siamo informati in modo diffuso e particolareggiato sul modo di vivere di una comunit\u00e0 cristiana nel suo stato nascente. Al tempo stesso la maniera in cui tutti i problemi sono risolti, cio\u00e8 alla luce dell'unione vitale con Cristo morto e risorto, salvatore nella vita presente e in quella futura, conferisce allo scritto un'unit\u00e0 incomparabile. Ges\u00f9 Cristo \u00e8 la luce che illumina tutte le situazioni, il centro al quale si annodano tutti i problemi dell'esistenza: san Paolo non fa che riferirsi a lui nel trattare sia delle divisioni nella comunit\u00e0, sia dei carismi, della scelta di vita e della risurrezione futura, sia della condotta morale e delle liti davanti ai tribunali. Lui \u00e8 il grande punto di riferimento.
Il piano della lettera \u00e8 quindi semplice. Se si toglie il prologo, [1Cor_1,1] - [1Cor_1,9], e la conclusione, [1Cor_16,1] - [1Cor_16,24], contenente informazioni personali, il discorso segue in maniera piana il filo delle difficolt\u00e0 e delle domande che sono state poste. Si parla dunque: delle divisioni tra i discepoli, [1Cor_1,10] - [1Cor_4,21], dell'inspiegabile accondiscendenza verso un cristiano che vive in stato di incesto, [1Cor_5,1] - [1Cor_5,13], del deferimento presso tribunali pagani di liti sorte tra cristiani, [1Cor_6,1] - [1Cor_6,11], di una persistente corrivit\u00e0 alla fornicazione, [1Cor_6,12] - [1Cor_6,20]. Si passa poi a trattare dei quesiti posti dai Corinzi e precisamente: della scelta tra matrimonio e verginit\u00e0, [1Cor_7,1] - [1Cor_7,40], delle carni immolate agli idoli, [1Cor_8,1] - [1Cor_11,1], dell'ordine nelle assemblee religiose, [1Cor_11,2] - [1Cor_11,34], dei carismi e del loro uso, [1Cor_12,1] - [1Cor_14,40], della risurrezione dei morti, [1Cor_15,1] - [1Cor_15,58].
Da notarsi qui che la perla di tutta la lettera \u00e8 il celebre inno all'agape-carit\u00e0 che occupa il c. 13, tanto pi\u00f9 significativo a Corinto, che era celebrata come la capitale dell'eros e dell'egoismo.

{2}SECONDA LETTERA AI CORINZI{/}

La seconda lettera ai Corinzi \u00e8 la pi\u00f9 spontanea e personale di san Paolo, quella che pi\u00f9 di ogni altra [Ne_svela il carattere e le profondit\u00e0 della vita spirituale. Per questo va annoverata tra i capolavori della letteratura antica, senza dire ci\u00f2 che pi\u00f9 interessa in questa sede, che cio\u00e8 la lettera possiede la sintesi pi\u00f9 viva e complessa di ci\u00f2 che implica e significa predicare e testimoniare il vangelo tra gli uomini. Vi sono delineate anche le strutture portanti dell'essere cristiano, che \u00e8 vivere secondo lo Spirito, in docilit\u00e0 allo Spirito, secondo le indicazioni dello Spirito, fondandosi ultimamente sullo Spirito di Dio e non sulle risorse della natura, della ragione, dell'impegno e del puntiglio umano. Secondo il vocabolario caratteristico di Paolo, il vero vanto del discepolo di Cristo \u00e8 quello secondo lo Spirito, non quello secondo la carne.
Gi\u00e0 da tutto ci\u00f2 si pu\u00f2 arguire che la lettera si presenta difficile nei particolari, e la ragione \u00e8 che i punti storici ed esistenziali ai quali l'Apostolo fa riferimento ci sfuggono per la maggior parte.
La lettera fu scritta dalla Macedonia, durante la terza spedizione missionaria, dopo la fuga da Efeso in seguito alla sommossa degli argentieri, [At_20,1]; la si pu\u00f2 datare quindi verso l'autunno del 57 d.C., a meno di un anno dalla prima lettera ai Corinzi. Ma in questo breve spazio di tempo cose gravi e incresciose sono accadute a Corinto ed \u00e8 necessario almeno intravederle se si vuole avere qualche punto di riferimento nella lettura; a meno di accettare l'ipotesi che non gi\u00e0 di una lettera vera e propria si tratti, bens\u00ec di una raccolta di scritti e biglietti spediti in occasioni diverse, come suppongono molti studiosi, ma con il risultato di aggravare, anzich\u00e9 alleggerire, il peso delle difficolt\u00e0 della seconda lettera ai Corinzi.
Si possono, con fondatezza, delineare i seguenti antefatti: la prima lettera ai Corinzi inviata da Efeso alcuni mesi prima e la successiva visita di Timoteo non sortirono l'effetto sperato. Paolo intervenne allora personalmente con una visita a Corinto; fu una sosta breve ma incresciosa (cfr. [2Cor_1,15]; [2Cor_2,1]), dalla quale si conged\u00f2 promettendo di ritornare. Se non che una grave offesa avvenuta nel frattempo contro la sua autorit\u00e0 di apostolo gli fece aggiornare tale visita (cfr. [2Cor_1,23]; [2Cor_2,2]) e invece mand\u00f2 Tito, il quale port\u00f2 una lettera severa, [2Cor_2,3]; [2Cor_7,8]. Intanto Paolo profugo da Efeso attende Tito con impazienza prima a Troade, poi in Macedonia, [2Cor_2,12]. Finalmente Tito lo raggiunse in Macedonia e gli rifer\u00ec che le cose si erano messe per il meglio.
E' a questo punto che Paolo decise di scrivere per risolvere definitivamente ogni malinteso: sotto la sua penna rivivono tutti i sentimenti del passato e l'ardore del presente e ne_nasce uno scritto denso e complesso che sfida ogni analisi. Ci si limiter\u00e0 quindi, in questa sede, a indicare a beneficio del lettore la successione dei temi toccati via via dall'Apostolo.
Dopo un breve prologo di ringraziamento a Dio per i pericoli superati, [2Cor_1,1] - [2Cor_1,11], Paolo cerca di illustrare la correttezza e la coerenza nei suoi propositi verso i Corinzi, [2Cor_1,12] - [2Cor_2,13]. A questo punto inizia la grande sezione dedicata al ministero apostolico, sottolineandone via via il paradosso, la grandezza, l'incomparabilit\u00e0 con il ministero dell'Antico Testamento, il dinamismo mistico interiore, il servizio per la riconciliazione e lo sforzo suo personale per non mancare alla fiducia di Dio e non disattendere le aspettative dei fedeli, [2Cor_2,14] - [2Cor_7,3]. A questa prima parte fa da intermezzo una sezione dedicata alla grande colletta alla quale Paolo si \u00e8 impegnato a favore della comunit\u00e0 di Gerusalemme: se ne descrivono le ragioni, le modalit\u00e0 e il merito: sono i cc. 8-9. Fa seguito una seconda parte nella quale l'Apostolo entra direttamente in polemica contro i suoi avversari, tacciandoli di pseudo-apostoli, camuffati da persone zelanti mentre in realt\u00e0 cercano se stessi, e presenta eloquentemente i titoli del suo apostolato, [2Cor_10,1] - [2Cor_12,10]. Prima di concludere annuncia la sua prossima venuta, e invita i Corinzi a \u00abesaminarsi e mettersi alla prova\u00bb perch\u00e9 possa trovarli \u00abcome li desidera\u00bb. Dopo questa colata lavica di sentimenti la lettera si conclude con la radiosa formula liturgica: \u00abLa grazia del Signore Ges\u00f9 Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi\u00bb, [2Cor_12,13] - [2Cor_13,13].
