{2}VANGELO SECONDO MATTEO{/}

Il primo vangelo di cui la tradizione ci d\u00e0 notizia \u00e8 quello di Matteo, o Levi, come lo chiamano Marco, [Mc_2,14], e Luca, [Lc_5,27]. Era esattore d'imposte a Cafarnao e fu chiamato da Ges\u00f9 con una sola parola: \u00abS\u00e9guimi\u00bb, 9,9, ed egli, lasciato tutto, si pose alla sua scuola. Diede poi un pranzo di saluto ai suoi collaboratori, cui prese parte Ges\u00f9 con i discepoli, con grande scandalo dei farisei, 9,10-13. Dopo ci\u00f2 non conosciamo altro della vita di Matteo: n\u00e9 il suo campo di apostolato n\u00e9 il tempo della sua morte; forse mor\u00ec martire e come tale lo venera la liturgia il 21 settembre.
Il vangelo secondo Matteo di cui parlano gli antichi fu scritto in aramaico e and\u00f2 presto perduto; quello giunto sino a noi, che non pare una traduzione, probabilmente non risale a Matteo, pur usufruendo del materiale dell'opera originale. E' certo per\u00f2 che esso \u00e8 il vangelo pi\u00f9 completo, ordinato e dottrinale dei primi tre, e rispecchia pi\u00f9 e meglio degli altri la primitiva catechesi apostolica, motivo per cui fu il pi\u00f9 utilizzato nei primi tempi della chiesa, per l'istruzione sia dei catecumeni che degli adulti.
Fu scritto per gli Ebrei, per provare ad essi che Ges\u00f9 \u00e8 il Messia promesso. Infatti fin dal principio, con la genealogia, cos\u00ec importante per gli Ebrei, Matteo intende sottolineare non soltanto la realt\u00e0 ebraica e davidica di Ges\u00f9, ma inserire lui, la sua storia e la sua opera nel complesso della storia della salvezza, che forma l'ossatura di tutto l'Antico Testamento. Cos\u00ec, nel discorso posto come base del nuovo regno fondato da Ges\u00f9, egli \u00e8 proposto come il nuovo Mos\u00e8 che sul monte promulga la nuova legge; e in tutto il corso del vangelo \u00e8 dato il massimo valore all'Antico Testamento, considerato come profetico e pedagogo al nuovo regno.
La stessa disposizione del materiale di cui si serve l'evangelista pare sia stata voluta per ricordare i cinque libri di Mos\u00e8, il Pentateuco. Infatti, tolto il racconto dell'infanzia, [Mt_1,1] - [Mt_2,23], e quello della passione-morte-risurrezione di Ges\u00f9, [Mt_26,1] - [Mt_28,20], che fanno parte a s\u00e9, il resto del materiale \u00e8 distribuito in cinque articolazioni assai visibili, formate ciascuna da una sezione narrativa e una didattica concluse con la formula caratteristica: \u00abQuando Ges\u00f9 ebbe finiti questi discorsi...\u00bb: [Mt_7,28]; [Mt_11,1]; [Mt_13,53]; [Mt_19,1]; [Mt_26,1].
Il vangelo dev'essere stato scritto in Palestina o in Siria, di cui la Palestina faceva parte, come si deduce dal linguaggio fortemente ebraico e non spiegato, perch\u00e9 supposto noto: [Mt_4,5]; [Mt_5,22]; [Mt_16,17]. [Mt_16,19]; [Mt_18,18]; [Mt_23,33]; [Mt_24,3]; [Mt_27,4]; dagli usi e costumi tipicamente palestinesi: [Mt_5,23]; [Mt_6,1] - [Mt_6,6], [Mt_6,16] - [Mt_6,18]; [Mt_9,20]; [Mt_14,36]; [Mt_23,5]; [Mt_25,6]; dalla preoccupazione teologica, manifestata dal frequente richiamo dell'Antico Testamento; dalla sottolineatura del valore della legge mosaica, [Mt_5,17] - [Mt_5,19]; [Mt_12,5]; [Mt_13,41]; [Mt_24,12]; dalla nuova realt\u00e0 apportata da Ges\u00f9 a perfezionamento di essa, [Mt_8,12]; [Mt_13,52]; [Mt_24,20].
Circa il tempo in cui fu scritto, se si pensa al vangelo in aramaico, si pu\u00f2 risalire al 64 e forse prima; se invece si pensa a quello giunto a noi in greco, probabilmente la sua composizione si deve ritardare sino al 70-80, cui farebbero pensare le allusioni alla distruzione di Gerusalemme, [Mt_22,7], e il racconto dell'infanzia, ricco di accurate elaborazioni cristologiche, [Mt_3,17].
Le testimonianze dell'esistenza del vangelo di Matteo sono antiche: si hanno allusioni ad esso gi\u00e0 in alcuni scritti patristici dell'epoca subapostolica, quali Clemente Romano, Ignazio di Antiochia, Lettera di Barnaba, Didach\u00e8, Giustino; le testimonianze esplicite incominciano con Papia (110), Taziano (172), Ireneo (180), Origene (250), il quale si appella gi\u00e0 alla tradizione. Poi si moltiplicano sempre pi\u00f9.
I punti principali attorno a cui si pu\u00f2 raggruppare la dottrina del primo vangelo, tenendo conto dell'ambiente in cui \u00e8 nato e dei lettori per i quali \u00e8 stato scritto, possono essere ridotti a tre:
1. In Ges\u00f9 si sono compiuti i vaticini dell'Antico Testamento riguardanti il Messia, quindi egli \u00e8 il Messia atteso: [Mt_1,23]; [Mt_2,5]; [Mt_2,13] - [Mt_2,15], [Mt_2,23]; [Mt_3,3]; [Mt_4,14]; [Mt_8,16]; [Mt_12,15] - [Mt_12,21]; [Mt_27,7], [Mt_27,10], [Mt_27,34].
2. Ges\u00f9 annuncia e inaugura sulla terra il regno dei cieli la cui magna charta \u00e8 delineata nel discorso sulla montagna: [Mt_5,1] - [Mt_7,29]. I suoi discepoli sono chiamati a promuoverlo; esso avr\u00e0 dimensioni universali, poich\u00e9 tutte le nazioni sono chiamate a farne parte, [Mt_28,19], diventando discepole dell'unico Maestro.
3. Per far parte di questo regno \u00e8 necessaria una caratteristica fondamentale: una giustizia superiore a quella degli scribi e dei farisei, [Mt_5,20], che deve arrivare sino all'imitazione del Padre che \u00e8 nei cieli, [Mt_5,48]. Il vero esemplare visibile di questa giustizia \u00e8 Ges\u00f9, che perci\u00f2 bisogna seguire [Mt_10,24]; [Mt_11,29]; [Mt_23,8] - [Mt_23,10]; [Mt_25,40].
Matteo presenta Ges\u00f9 assai pi\u00f9 come Maestro che come taumaturgo, e da ci\u00f2 deduce il dovere di mettersi alla sua scuola non solo per gli Ebrei, ma per tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi, ai quali il Padre celeste continua a rivolgere il comando: \u00abAscoltatelo\u00bb, [Mt_17,2], e dal quale gli apostoli ricevettero la missione di condurli come discepoli: \u00abAndate e ammaestrate tutte le genti\u00bb, [Mt_28,19].
