{2}SALMI{/}

Alla parola di Dio, che soprattutto nel Cristo risuona in modo solenne e pieno, deve accostarsi la parola del fedele che invoca il suo Dio. Scriveva molto suggestivamente san Girolamo: \u00abLeggi? E' lo Sposo divino che parla alla tua anima. Preghi? Sei tu che parli allo Sposo\u00bb. Questa parola che sale a Dio non nasce, per\u00f2, in un'isola sacra, ma dal terreno dell'esistenza umana con i suoi lutti e le sue feste, col_suo riso e le sue lacrime, con le questioni sociali e politiche, con gli affetti intimi. I Salmi, allora, si innervano nella vita quotidiana e - come scrive uno studioso - \u00abil Dio dei Salmi \u00e8 tutto il contrario di una statua collocata nell'angolo di un santuario o eretta sulla sommit\u00e0 di un picco\u00bb. E', invece, un Dio vivente, personale, \u00abmio e nostro\u00bb, come si ripete per settantacinque volte nel Salterio.
La tradizione ebraica ha diviso i 150 salmi in cinque libri ([Sal_1,1] - [Sal_41,1]; [Sal_42,1] -[Sal_72,1]; [Sal_73,1] - [Sal_89,1]; [Sal_90,1] - [Sal_106,1]; [Sal_107,1] - [Sal_150,1]), che formano un ideale \u00abpentateuco della preghiera\u00bb, in corrispondenza col_\u00abpentateuco della t\u00f4rah\u00bb o della \u00ablegge\u00bb.
Nella raccolta dei Salmi si incontrano anche altri raggruppamenti: a) I 15 \u00abSalmi delle ascensioni\u00bb (120-134), utilizzati in occasione dei pellegrinaggi in cui \u00absi saliva\u00bb a Gerusalemme per le feste di Pasqua, di Pentecoste e delle Capanne. b) I Salmi 113-118 detti il \u00abpiccolo Hallel\u00bb, con riferimento al \u00abgrande Hallel\u00bb che \u00e8 il [Sal_136,1]: sono salmi di lode a Dio che si cantavano nelle feste liturgiche, specie a Pasqua. c) L'\u00abHallel finale\u00bb, cio\u00e8 i [Sal_146,1] - [Sal_150,1] che concludono il Salterio e iniziano e finiscono con un \u00abAlleluia\u00bb. d) La tradizione cristiana ha individuato sette \u00abSalmi penitenziali\u00bb ([Sal_6,1], [Sal_32,1], [Sal_38,1], [Sal_51,1], [Sal_102,1], [Sal_103,1], [Sal_143,1]), come espressione del riconoscimento e del pentimento delle colpe.
La maggior parte dei salmi all'inizio porta delle indicazioni sull'autore o la collezione cui appartengono, sul loro carattere, sulle circostanze di composizione, sullo strumento musicale, sulla melodia in cui si dovevano cantare... Si tratta di annotazioni tardive che non appartengono al testo dei salmi n\u00e9 contribuiscono alla loro comprensione.
La raccolta dei Salmi \u00e8 stata chiamata globalmente \u00abSalterio\u00bb, nome di derivazione greca che indicava uno strumento a corda, usato per accompagnare il canto dei salmi; per\u00f2 l'ultimo salmo ci informa di una varia strumentazione che forse era possibile solo nelle cerimonie solenni del tempio.
Dal [Sal_10,1] al [Sal_147,1] la numerazione originale ebraica \u00e8 superiore di una unit\u00e0 a quella usata nei libri liturgici (derivata dalla versione greca e latina), che qui viene riportata tra parentesi.
Per offrire una guida essenziale che ci introduca nel mondo dei 150 salmi, composti tra l'altro nell'arco di un millennio (dal XII al II secolo a.C.) anche se poi posti tutti sotto il patronato del re Davide, dovremo individuare le strade principali della vita. E' da esse che i poeti del Salterio traggono le loro preghiere esprimendole in modelli abbastanza costanti, detti scientificamente generi letterari (suppliche, inni, ringraziamenti, salmi regali, sapienziali, storici, di fiducia, ecc.). Tracceremo perci\u00f2 quattro itinerari all'interno di questa eterna risposta del fedele al Dio che lo ama anche nei momenti misteriosi del suo silenzio.
L'itinerario dell'angoscia - Almeno un terzo del Salterio \u00e8 sotto il segno del dolore, del lamento e della crisi, proprio come la vita che conosce pi\u00f9 facilmente l'oscurit\u00e0 che non la felicit\u00e0. Emblematico potrebbe essere il [Sal_88,1], che \u00e8 stato definito \u00abla pi\u00f9 tenebrosa delle lamentazioni, un "cantico dei cantici" del pessimismo\u00bb.
Queste suppliche, che costellano tutto il Salterio, si snodano quasi come un dramma rappresentato da tre personaggi (Dio, l'orante e il nemico) e articolato in tre atti, spesso distribuiti sulle tre dimensioni del tempo (la felicit\u00e0 perduta del passato, il tragico presente, la speranza nel futuro). La preghiera risultante assume i toni di un processo a porte aperte celebrato davanti a Dio: in esso campeggia la figura del \u00abnemico\u00bb, quasi sempre personificato e rappresentato sotto immagini belliche ([Sal_3,7]; [Sal_27,3]; [Sal_55,19]; [Sal_56,22]), di caccia ([Sal_7,6], [Sal_7,16]; [Sal_31,5]; [Sal_35,7] - [Sal_35,8]; [Sal_57,7]) o bestiali ([Sal_7,3]; [Sal_22,14]; [Sal_27,2]; [Sal_35,21]). Il nemico pu\u00f2 essere una malattia grave che minaccia la vita e che nella prospettiva biblica anticotestamentaria \u00e8 segno di maledizione divina per un peccato commesso ([Sal_6,1]; [Sal_22,1]; [Sal_38,1]; [Sal_88,1]; [Sal_102,1]); altre volte \u00e8 una tragedia nazionale o l'incubo di un processo che pu\u00f2 risolversi in una condanna capitale; altre volte ancora \u00e8 un nemico implacabile che con le sue persecuzioni ([Sal_7,2]; [Sal_142,7]) o col_suo odio ([Sal_35,19]; [Sal_38,20]; [Sal_69,5]; [Sal_86,17]) o con la sua violenza ([Sal_86,14]) sembra essere quasi una potenza demoniaca, contro la quale il fedele non pu\u00f2 far altro che invocare l'aiuto divino. Ma il nemico pu\u00f2 essere anche un peccato che separa il credente dal suo Signore, facendogli cos\u00ec sperimentare la tragedia del silenzio di Dio ([Sal_38,1]; [Sal_51,1]; [Sal_130,1]).
Nella tensione drammatica del pericolo sorge, allora, l'eterna domanda che spesso si spegne in un interrogativo senza risposta: \u00abPerch\u00e9? Fino a quando?\u00bb ([Sal_6,4]; [Sal_13,2] - [Sal_13,3]; [Sal_35,17]; [Sal_42,10]; [Sal_43,2]; [Sal_90,13]). Ma l'ultimo atto del dramma \u00e8 aperto al futuro: il Dio muto e lontano ha esaudito la supplica, il futuro \u00e8 gi\u00e0 visto in azione, il fedele sta gi\u00e0 preparando il sacrificio di ringraziamento. Con questo finale di speranza che cancella dalla Bibbia la disperazione totale diventa realt\u00e0 l'aspirazione irreale dell'Edipo a Colono di Sofocle: \u00abTanto \u00e8 il dolore che tocca all'uomo senza ragione. Dio nella sua giustizia lo riconduca in alto\u00bb.
L'itinerario della gioia - La galleria oscura della crisi e della sofferenza pu\u00f2 essere attraversata. L'immagine del gregge affidato alla guida sicura del pastore, suo compagno di viaggio anche sotto il sole implacabile del deserto ([Sal_23,1]) e quella del \u00abbambino svezzato in braccio a sua madre\u00bb ([Sal_131,2]) sono i compendi simbolici dei salmi di fiducia e di ringraziamento, due generi che fanno da parallelo antitetico all'amarezza del lamento e aiutano a superarlo. La fiducia biblica \u00e8 ancorata al concetto di fede, il cui verbo ebraico 'aman suggerisce l'idea del basarsi su una roccia stabile, contrapposta alle sabbie del dubbio. E' questo il gioioso rischio del credente che, come Abramo, \u00abspera contro ogni speranza\u00bb ([Rm_4,18]). Tutto il Salterio \u00e8, perci\u00f2, permeato da questa atmosfera che in alcuni salmi diventa cos\u00ec intensa da costituirne l'unico tema. Cos\u00ec il fedele del [Sal_16,1] esclama: \u00abJhwh, la mia felicit\u00e0 sei tu!\u00bb (v. 2), e a lui si associa l'intera assemblea che nel [Sal_46,1] ripete antifonalmente: \u00abIl Signore, Dio degli eserciti, \u00e8 con noi\u00bb (vv. 8.12).
Elementi fondamentali del \u00abringraziamento\u00bb sono, invece, l'evocazione del passato tragico, la certezza dell'esaudimento basata sulla fedelt\u00e0 di Dio pi\u00f9 che sui meriti dell'uomo e la celebrazione del dono finale e della gioia riapparsa all'orizzonte della vita. A questa celebrazione spesso si accompagna un appello appassionato rivolto agli uditori perch\u00e9 si uniscano alla preghiera di lode del miracolato ([Sal_32,1]; [Sal_34,1]; [Sal_92,1]). Tra i non molti esempi di salmi di ringraziamento presenti nella collezione del Salterio citiamo come emblematico il gustoso [Sal_107,1] con i suoi quattro ex voto del viaggiatore (vv. 4-9), del prigioniero (vv. 10-16), del malato (vv. 17-22) e del marinaio (vv. 23-32). Lo sfondo liturgico e comunitario del grazie biblico \u00e8 quasi costante: anche nell'io dell'orante si sente l'eco dell'alleanza che lega tutto Israele al suo Dio.
L'itinerario della storia: il re e il sapiente - Anche per Israele la scelta di Dio fu sorprendente: anzich\u00e9 essere inquadrato nello spazio sacro d'un tempio, Dio scelse di essere presente nella realt\u00e0 che pi\u00f9 aderisce all'uomo sino a specificarlo, il tempo. Le parole del profeta Natan a Davide in [2Sam_7,1] sono esplicite: alla casa materiale che il re ebraico voleva progettare per il suo Dio si sostituisce la casa fatta di pietre vive, cio\u00e8 di persone. E' la linea della dinastia davidica, cio\u00e8 della storia umana, il luogo in cui Dio si rivela e vuole essere incontrato dall'uomo. \u00abSono stato con te dovunque sei andato... Io assicurer\u00f2 dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere\u00bb (vv. 9.12). Nelle pur scialbe figure che si succedono sul trono di Davide, la teologia ebraica vede il segno vivo e continuo della presenza di Dio nella storia. Secondo la prassi orientale, il sovrano, nel giorno della sua incoronazione, veniva dichiarato \u00abfiglio di Dio\u00bb. Anche i salmi regali ebraici lo ripetono, sia pur riducendo la figliolanza a un rapporto di adozione per salvaguardare la trascendenza divina: \u00abEgli mi ha detto: Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato\u00bb [Sal_2,7]; \u00abIo lo costituir\u00f2 mio primogenito\u00bb [Sal_89,28]. Questa speranza della presenza divina nel \u00abconsacrato\u00bb (in ebraico messia) concreto davidico cresce e si espande fino a diventare speranza d'una presenza perfetta nel \u00abconsacrato-messia\u00bb perfetto, l'unico e vero Messia. Cos\u00ec i [Sal_2,1]; [Sal_72,1]; [Sal_89,1]; [Sal_110,1] nella rilettura cristiana, non celebreranno pi\u00f9 un figlio adottivo di Dio, bens\u00ec il Figlio di Dio in senso stretto, il Cristo, cio\u00e8 il Messia definitivo.
Ma la storia, oltre che dalla figura del re davidico, \u00e8 sostenuta anche dagli eventi nazionali e quotidiani. Sorgono, cos\u00ec, due aree del Salterio in cui sono di scena la trama delle grandi azioni storiche, vissute da Israele e dal suo alleato Jhwh, e il tessuto delle vicende quotidiane, col_loro groviglio di contraddizioni e di assurdit\u00e0. Si tratta dei salmi storici e dei salmi sapienziali. I primi offrono un abbozzo di teologia della storia (vedi i [Sal_78,1]; [Sal_111,1]; [Sal_114,1]), letta magari lungo due versanti antitetici come nei [Sal_105,1] e [Sal_106,1]: il 105 \u00e8 ottimista, sicuro com'\u00e8 della prevalenza della bont\u00e0 di Dio sugli ostacoli frapposti dall'uomo; il 106, invece, \u00e8 pessimista e vede la storia come una sequenza continua di no dell'uomo all'amore di Dio.
Ma la storia conosce anche la quotidianit\u00e0 delle scelte, gli interrogativi attorno ai misteri inquietanti dell'esistenza, la necessit\u00e0 di organizzare l'esperienza sociale e personale in un sistema globale di vita. Nascono cos\u00ec i salmi sapienziali, che abbracciano tutti i settori della formazione umana (temi sociali, filosofici, religiosi, morali). E' il caso dei [Sal_37,1]; [Sal_49,1]; [Sal_73,1], che pongono in chiave radicale il senso (o il non senso) del dolore innocente e del successo dell'ingiustizia e che si aprono su un orizzonte altissimo di fiducia, conquistato attraverso una ricerca lacerante simile a quella di Giobbe. E' il caso anche del [Sal_1,1], che offre quasi il ritratto ideale dell'orante dell'intero Salterio, o del [Sal_119,1], un entusiastico canto della legge, cio\u00e8 della parola di Dio biblica, un caloroso appello, steso secondo il modulo dell'uso dell'alfabeto (ogni strofa e ogni versetto iniziano con una parola che ha come prima lettera la corrispondente lettera dell'alfabeto ebraico in successione), a seguire le vie del Signore \u00abdall'a alla z\u00bb.
L'itinerario della lode pura - Ma la preghiera pi\u00f9 alta presente nel libro dei Salmi \u00e8 quella dell'inno, \u00e8 la lode pura, la contemplazione libera e spontanea in cui si ringrazia Dio non per un beneficio ottenuto ma per il solo fatto che egli esiste. Essendo questo genere il vertice della preghiera salmica e la prospettiva di fondo con cui \u00abpregare\u00bb anche gli altri testi, \u00e8 naturale che l'intero Salterio sia stato chiamato dagli Ebrei Tehill\u00eem, \u00able lodi\u00bb, l'\u00aballeluia\u00bb continuo elevato a Dio e alla sua gloria.
L'inno \u00e8 centrato su Dio e si espande in una serie di cerchi concentrici progressivi. Il primo, il pi\u00f9 ristretto, abbraccia la citt\u00e0 santa, Gerusalemme-Sion, che accoglie nel suo grembo la presenza di Dio nel tempio (i \u00absalmi di Sion\u00bb [Sal_46,1]; [Sal_48,1]; [Sal_76,1]; [Sal_84,1]; [Sal_87,1]; [Sal_122,1]). E' a questa sfera che convergono le correnti vive dei pellegrinaggi degli Ebrei e dell'umanit\u00e0 intera, ansiosi di ritrovare in Gerusalemme la pace: \u00abFar\u00e0 cessare le guerre sino ai confini della terra, romper\u00e0 gli archi e spezzer\u00e0 le lance, brucer\u00e0 con il fuoco gli scudi\u00bb ([Sal_46,10]).
Il secondo cerchio che si allarga da Dio \u00e8 il suo regno nella storia e nell'essere creato. \u00abIl Signore regna!\u00bb \u00e8 l'acclamazione di questi inni (vedi, ad esempio, i [Sal_96,1] - [Sal_99,1]), che preparano l'invocazione: \u00abVenga il tuo regno!\u00bb. Un regno non di forze cieche, n\u00e9 un campo neutro in cui si scontrano giochi assurdi di divinit\u00e0, ma un progetto di amore, di giustizia e di salvezza.
Il terzo e ultimo cerchio \u00e8 quello della creazione, celebrata in splendidi carmi come il [Sal_8,1] esaltazione dell'uomo, vertice del cosmo, il 29, forse la pi\u00f9 antica pagina del Salterio, orchestrata sulla descrizione d'un uragano scatenato nei cieli di Palestina, o come i canti al sole del [Sal_19,1] e del 104. La preghiera si trasforma, allora, in sinfonia cosmica a cui tutto l'esistente \u00e8 invitato.
Ed \u00e8 a questo punto che la preghiera diventa contemplazione e comunione con Dio. Un sentimento e un'esperienza che sono possibili non solo ad alcuni privilegiati (il Salterio \u00e8 il libro di preghiera d'un popolo), ma a tutti i credenti e a tutti gli uomini, sia pure secondo itinerari differenti. E' in quest'orizzonte universale che si colloca l'entusiastica acclamazione musicale che sigilla l'intero volume del Salterio: il [Sal_150,1]. Ed \u00e8 in questo orizzonte che possiamo anche noi aggiungere la nostra voce orante esclamando con sant'Agostino, grande e appassionato lettore e commentatore dei salmi: \u00abPsalterium meum, gaudium meum!: Salterio mio, gioia mia!\u00bb.
