{2}ESDRA - NEEMIA{/}

I nomi di Esdra e Neemia designano i due principali personaggi della restaurazione della comunit\u00e0 giudaica, descritta nell'opera dopo la dura prova dell'esilio babilonese. All'inizio i due libri formavano un'unit\u00e0 letteraria e insieme a 1-2 Cr_costituivano la grande opera cronistica. L'unit\u00e0 d'autore per le Cronache ed Esdra-Neemia, opera composta verso il 300 a.C., viene provata dall'identit\u00e0 degli ultimi vv. di [2Cr_36,22] - [2Cr_36,23] con i primi vv. di [Esd_1,1] - [Esd_1,3] e dagli stessi orientamenti teologici che appaiono nella vasta opera.
I libri di Esdra e Neemia si possono dividere in cinque parti. La prima, [Esd_1,1] - [Esd_1,6], narra il ritorno dei primi esuli da Babilonia grazie al permesso dato dal re Ciro. Malgrado le difficolt\u00e0 provenienti dai dirigenti nazionali e dagli avversari del giudaismo, sul luogo del tempio viene eretto un altare per l'offerta dei sacrifici. Molti anni pi\u00f9 tardi, al tempo di Dario I e dei profeti Aggeo e Zaccaria, fu costruito il tempio di Gerusalemme.
Nella seconda parte, [Esd_7,1] - [Esd_10,1], \u00e8 descritta l'opera del sacerdote e scriba Esdra, che riceve dal re di Persia, Artaserse, l'incarico ufficiale di recarsi a Gerusalemme per intraprendere una radicale riforma specialmente nel campo della pratica dei matrimoni.
Nella terza parte, [Ne_1,1] - [Ne_7,1], l'alto funzionario del re Artaserse, Neemia, ottiene l'autorizzazione di andare a visitare la citt\u00e0 santa e d'iniziare la ricostruzione delle mura.
Nella quarta parte, [Ne_8,1] - [Ne_9,1], Esdra restaura il culto e la celebrazione delle feste in piena conformit\u00e0 con la legge di Mos\u00e8 portata da Babilonia.
Nella quinta parte, [Ne_10,1] - [Ne_13,1], Neemia durante un secondo soggiorno a Gerusalemme inaugura solennemente le mura riedificate e prende varie misure per riformare la vita morale e civile della comunit\u00e0 giudaica.
Caratteristica di questi due libri \u00e8 la citazione di documenti ufficiali riportati per esteso, provenienti dalla corte persiana, in lingua aramaica, e di altri documenti di origine ebraica, come liste e statistiche. Si notano frequenti e improvvisi cambiamenti della persona che racconta: accanto a brani in terza persona si trovano passi autobiografici, in cui prendono la parola Esdra, [Esd_7,27] - [Esd_9,15], e Neemia, [Ne_1,1] - [Ne_2,20]; [Ne_3,33] - [Ne_7,5]; [Ne_12,31] - [Ne_13,31]. Il materiale usato dal Cronista per comporre l'opera \u00e8 molto vario: liste di famiglia, documenti genealogici, ordini regi, corrispondenza amministrativa, ricordi personali. Questo materiale per\u00f2 non \u00e8 sempre ordinato in ordine cronologico, ma piuttosto secondo quadri d'insieme, senza una perfetta armonizzazione tra le parti. In [Esd_1,1] - [Esd_6,1], in cui si tratta della ricostruzione del tempio sotto Dario, vengono uniti in gruppi ritorni dall'esilio avvenuti in momenti diversi, viene data importanza alla figura di Zorobabele a spese di quella di Sesbassar e viene costituito un dossier antisamaritano. Nel resto della narrazione Esdra e Neemia vengono presentati come intenti a realizzare insieme la stessa opera. [Esd_2,1] e [Ne_7,1] riportano la medesima lista di rimpatriati, ma in due situazioni diverse, all'inizio del ritorno, circa 538 a.C., e al tempo di Neemia, circa 445 a.C. Alcuni brani sono fuori del loro contesto; per esempio [Esd_4,6] - [Esd_4,23], che tratta delle mura di Gerusalemme, sembra entrato abusivamente nel complesso dedicato alla ricostruzione del tempio; [Ne_5,14] - [Ne_5,18], che contiene un'apologia del riformatore, troverebbe una migliore collocazione alla fine del primo soggiorno di Neemia a Gerusalemme. [Ne_10,1], che riporta il processo verbale concernente gli impegni presi dalla comunit\u00e0, starebbe meglio dopo [Ne_13,8] - [Ne_13,31].
Un difficile problema storico \u00e8 la cronologia dell'attivit\u00e0 di Esdra e Neemia. E' da notare che il Cronista non usa il numerale per indicare i sovrani persiani dallo stesso nome. Seguendo la successione dei capitoli, Esdra arriv\u00f2 a Gerusalemme nel 458 a.C., [Esd_7,8], raggiunto da Neemia nel 445, [Ne_2,1], il quale vi rimase fino al 433. Dopo un tempo indeterminato passato in Persia, Neemia fece ritorno nella citt\u00e0 santa sotto il regno di Artaserse I, che mor\u00ec nel 423. Si ha l'impressione che Esdra e Neemia abbiano esercitato la loro attivit\u00e0 in Gerusalemme contemporaneamente e indipendentemente l'uno dall'altro, ignorandosi quasi totalmente; il che \u00e8 molto sorprendente, se ambedue furono ufficialmente inviati da Artaserse. Tra le varie soluzioni proposte \u00e8 degna di menzione quella che pone l'attivit\u00e0 di Neemia prima di quella di Esdra, [Ne_1,7], [Ne_1,10] - [Ne_1,13]. Pi\u00f9 tardi, verso il 398, settimo anno di Artaserse II, non Artaserse I, Esdra sarebbe venuto a Gerusalemme, [Esd_7,7], avrebbe iniziato le riforme, [Esd_7,1] - [Esd_10,1], e restaurato il culto, dopo aver dato lettura della legge, [Ne_8,1] - [Ne_9,1]. Per\u00f2 questa ipotesi non risolve tutte le difficolt\u00e0.
Malgrado la libert\u00e0 presa dall'autore nell'uso delle fonti e l'intento religioso applicato a tutta l'opera, non si pu\u00f2 dubitare dell'alto valore storico dei libri. I documenti ufficiali rappresentano un prezioso materiale che ci fa conoscere le condizioni in cui la nazione ebraica oper\u00f2 in Gerusalemme all'epoca del ritorno dall'esilio babilonese. I riferimenti taciti o espliciti alla storia dell'Oriente concordano con i dati della storiografia profana. E' provata l'esattezza di molti dettagli, come la politica conciliante degli Achemenidi verso i popoli dell'impero, il dispositivo amministrativo dello stato persiano, le relazioni tra il \u00abgran re\u00bb e i suoi governatori, l'opposizione samaritana contro la comunit\u00e0 giudaica in Palestina.
La restaurazione dopo l'esilio rappresenta una nuova tappa, che si collega con la promessa, l'alleanza e l'esilio stesso, nella costituzione del popolo di Dio sulla terra. Il centro della comunit\u00e0 restaurata \u00e8 il tempio riedificato; il luogo dove si celebra il culto \u00e8 il segno reale e fisico della presenza di Dio in mezzo al popolo; la legge biblica diventa la carta costituzionale del nuovo stato.
Gerusalemme, che ospita l'edificio del tempio, \u00e8 la citt\u00e0 santa del presente e dell'avvenire. Le misure prese da Neemia per ripopolare la citt\u00e0 e le prescrizioni in favore del rispetto del sabato, provano che Gerusalemme doveva mantenere il privilegio di essere la citt\u00e0 di Dio e del popolo santo. Si costituisce cos\u00ec una comunit\u00e0 piuttosto rigida con venature integralistiche (si pensi alla questione dei matrimoni misti e della purit\u00e0 razziale).
La nazione giudaica, privata dell'indipendenza nazionale e politica, aveva la missione di dar corpo a una comunit\u00e0 religiosa che, fedele all'antica tradizione, affrontava con coraggio le esigenze richieste dalla nuova situazione. Questa testimonianza era basata sull'esatta osservanza della legge mosaica, che era stata letta e spiegata al popolo.
Nell'opera della restaurazione spiccano due eminenti personalit\u00e0: uno, Esdra, appartenente all'ordine sacerdotale, scriba ed erudito nella legge, intraprende il rinnovamento del culto; l'altro, Neemia, appartenente all'ordine laicale, uomo energico, di grande coraggio, dedito alla preghiera e disinteressato, dirige la restaurazione edilizia e sociale della nazione.
L'opera di ricostruzione continuer\u00e0, nei secoli successivi, nell'istituzione della sinagoga, nell'attivit\u00e0 degli scribi, cultori della legge, e del sinedrio. Sono queste le caratteristiche del giudaismo, che dovr\u00e0 presto affrontare il drammatico confronto con la cultura e il potere ellenistico.
