{2}LIBRI DEI RE{/}

I due libri dei Re, all'inizio uniti e poi artificiosamente divisi, portano un titolo bene appropriato, giacch\u00e9 riportano la storia dei re d'Israele e di Giuda dalla morte di Davide all'esilio babilonese, coprendo un periodo storico di circa quattro secoli.
L'opera si divide in tre parti. Nella prima, [1Re_1,1] - [1Re_1,11], viene descritta la fine del regno di Davide e lo splendore del regno di Salomone, l'eccelsa sapienza del re, il fasto delle sue costruzioni, specialmente del tempio di Gerusalemme, l'ampiezza della sua ricchezza e gloria, ma anche la decadenza morale e politica che porter\u00e0 alla dissoluzione del regno unito.
Nella seconda parte, [1Re_12,1] - [2Re_17,1], viene narrato lo scisma delle trib\u00f9, la costituzione dei due regni separati del nord e del sud (detti anche di Israele e di Giuda), la storia delle loro lotte politiche e l'intervento dei profeti Elia ed Eliseo. Gli assalti esterni contro i due regni vengono da parte degli Aramei e soprattutto degli Assiri, che nel 721 a.C. pongono fine al regno del nord (Israele, con capitale Samaria), mentre Giuda diviene vassallo della potenza dell'Eufrate.
La terza parte, [2Re_18,1] - [2Re_18,25], contiene la storia del regno di Giuda dalla fine del regno d'Israele fino al crollo di Gerusalemme per opera di Nabucod\u00f2nosor. I regni di Ezechia e Giosia sono caratterizzati da un risveglio religioso e nazionale. Eventi da ricordare sono l'invasione del regno da parte di Senn\u00e0cherib nel 701, il crollo dell'Assiria al tempo di Giosia e la costituzione dell'impero babilonese con il pesante influsso esercitato sul regno di Giuda. L'opera termina con il ricordo del governo di Godolia e la liberazione del re Ioiach\u00ecn, l'ultimo sovrano legittimo del regno di Giuda.
Il complesso dei due libri si presenta come una serie di biografie regali, che si succedono una dopo l'altra secondo il criterio cronologico. La maggior parte delle biografie sono sommarie e costruite secondo lo stesso schema: a. presentazione del re, con la menzione della sua origine, del sincronismo con il contemporaneo dell'altro regno, l'et\u00e0 dell'ascesa al trono e spesso il nome della madre; b. giudizio favorevole o sfavorevole sul re in base al suo atteggiamento religioso, soprattutto nei confronti dell'unit\u00e0 del santuario: c. citazione delle fonti, morte, sepoltura, indicazione del successore.
Solamente alcuni re ricevono un trattamento di favore circa le notizie riportate, per esempio Acab d'Israele, Atalia, Acaz, Ezechia e Giosia per il regno di Giuda. Ampiamente sviluppate sono le storie di Salomone e dei profeti Elia ed Eliseo. I re d'Israele sono tutti condannati, perch\u00e9 imitatori dello scismatico Geroboamo; dei re di Giuda giudicati in rapporto a Davide molti sono ritenuti perversi, perch\u00e9 hanno esercitato o permesso il culto idolatrico, altri sono considerati buoni, perch\u00e9 estirparono l'idolatria, anche se lasciarono sussistere il culto delle alture; ottimi sono solamente coloro che combatterono l'idolatria e il culto delle alture, cio\u00e8 i santuari pagani eretti sulle colline in onore di Baal, dio della fertilit\u00e0. A commento degli avvenimenti di particolare importanza, come la scissione del regno e la caduta di Samaria, vengono inserite riflessioni ispirate alla dottrina del Deuteronomio.
I libri dei Re non contengono una storia profana, economico-politica, completa ed esatta dei regni del nord e del sud; si notano molteplici omissioni e lacune, come per esempio viene passata sotto silenzio la spedizione del faraone Sesonq (Sisach o Sesac), secolo X a.C., la battaglia di Qarqar, secolo VIII a.C. Fatti rilevanti sono sbrigati con poche frasi, vengono ricordati avvenimenti e persone che hanno significato solamente dal punto di vista religioso, specialmente in rapporto al tempio di Gerusalemme.
L'opera si presenta come una riflessione religiosa sulla storia della monarchia. Il criterio del giudizio critico \u00e8 la teologia dell'alleanza. Il popolo beneficia dei favori divini per mezzo della dinastia davidica se ripudia Gl_'idoli e i loro santuari e rimane fedele alle parole dei profeti e al culto nel tempio di Gerusalemme. In caso contrario, i re e il popolo sono condannati a ogni sorta di calamit\u00e0 e al disastro militare.
Per comporre questa storia, gli autori o redattori hanno fatto ricorso a diverse fonti. Tre di esse sono citate esplicitamente: il libro degli Atti di Salomone, gli Annali dei re di Giuda e quelli dei re d'Israele. L'analisi dell'opera permette di scoprire anche altre fonti. I brani in cui prevale l'interesse per il re e gli affari di corte provengono da fonti o documenti di origine aulica; gli episodi che hanno come centro d'interesse il tempio e il culto derivano da fonti sacerdotali, mentre i cicli dei profeti Elia, Eliseo e Isaia provengono da fonti di carattere agiografico-esemplare, conservate in seno ai circoli costituiti dai discepoli dei profeti.
La formazione dei libri dei Re ha conosciuto una lunga storia. All'inizio sono stati redatti documenti molto vicini agli avvenimenti accaduti, come il ciclo di Salomone, la storia di Ieu e Atalia, il ciclo di Elia ed Eliseo, l'invasione di Senn\u00e0cherib. Questi documenti esistenti in forma separata si accomodarono alle leggi della vita che si evolve, si arricchisce e approfondisce il dato iniziale.
Nel secolo VII, dopo la pubblicazione del Deuteronomio, uno o pi\u00f9 redattori di tendenza deuteronomistica raccolsero in unit\u00e0 i vari documenti, imprimendo loro il proprio stile e la propria visione teologica. Durante l'esilio e dopo di esso furono fatte delle aggiunte.
L'intento religioso dell'opera, la particolare interpretazione deuteronomistica delle persone e degli eventi e il metodo compilatorio segu\u00ecto fanno dei libri dei Re una storia unilaterale, incompleta, per\u00f2 non una storia forzata e alterata. Gli autori o redattori rispettano le fonti, molte delle quali sono antiche e degne di fede; essi riportano con onest\u00e0 aspetti anche poco onorifici dei personaggi cui va la loro simpatia, narrano anche fatti contrari alla loro tesi religiosa e visione teologica. Parecchie narrazioni s'impongono per la loro aderenza alla realt\u00e0, per la vivacit\u00e0 del colorito, abbondanza di particolari e verosimiglianza. Nell'opera vengono messi in evidenza i connotati generali della situazione religiosa e politica dell'epoca, come la rivalit\u00e0 tra i due regni fratelli, la politica delle alleanze, gli scontri con gli Ammoniti e i Moabiti, le invasioni egiziana, assira e babilonese; vengono descritte le cospirazioni per il possesso del trono, le riforme religiose, il deleterio influsso della religione cananea, quella degli abitanti indigeni della Palestina, Gl_'interventi dei profeti. Le testimonianze archeologiche confermano parecchie notizie riportate nei libri dei Re, cos\u00ec la stele di Mesa, re di Moab, gli \u00f3straka (lett. cocci) di Lachis, i palazzi di Samaria, l'iscrizione di Siloe. Una preziosa conferma viene dai documenti egiziani, assiri e neobabilonesi.
La dottrina religiosa dei libri \u00e8 ricca e preziosa. Il regime dell'alleanza, alla cui infrazione si deve la disastrosa fine della monarchia e del tempio, si regge su tre istituti fondamentali: il santuario, il re e i profeti. Il tempio, unico luogo legittimo di culto, \u00e8 quasi l'incarnazione dell'alleanza che Dio strinse con il suo popolo; Dio dimora in forma stabile in mezzo al suo popolo, per cui Gerusalemme diventa la citt\u00e0 santa per eccellenza; ogni tentativo d'incontrare Dio altrove diventa un atto illegittimo. Dio, per\u00f2, non \u00e8 circoscritto al tempio, poich\u00e9 la sua trascendenza e grandezza sono infinite.
Custode e garante dell'alleanza \u00e8 il re, attraverso il quale si annodano le relazioni tra Dio e il suo popolo. Il re per eccellenza \u00e8 Davide, l'eletto da Dio, l'uomo dal cuore integralmente devoto al Signore e il realizzatore dell'unit\u00e0 religiosa e politica d'Israele, cui \u00e8 stato promesso un trono eterno. I successori di Davide furono in generale infedeli alla loro missione; tuttavia la monarchia in se stessa non viene condannata, portando essa la speranza dell'apparizione di un discendente della stirpe davidica, cui sarebbe stata affidata la piena realizzazione delle promesse divine.
I profeti, che compaiono in quasi tutte le pagine dei libri dei Re, sono i portatori della parola che forgia la storia. I loro oracoli, spesso di minaccia, ma anche di grazia, spingono irresistibilmente gli eventi nella direzione che \u00e8 determinata dalle clausole dell'alleanza e dalla condotta d'Israele sotto la guida dei re. Nei momenti pi\u00f9 importanti della storia \u00e8 decisivo l'intervento del profeta. Un rilievo eccezionale viene dato al profeta Elia, che a prezzo di sofferenze e parziali sconfitte lott\u00f2 vittoriosamente per la purezza del monoteismo e il trionfo della giustizia sociale.
L'ideale di un popolo, animato dalla parola profetica, fedele all'unico Dio adorato in un unico tempio, prepara l'avvento della comunit\u00e0 giudaica postesilica e l'apparizione sulla terra dell'una ed unica chiesa di Cristo.
